Breve storia del teatro

di Giacomo Ruscalla tramite: O2O difficoltà: media

Se si vuole trattare la storia del teatro, conviene dividere il fenomeno nei diversi stili che caratterizzano i diversi momenti storici. Per primo troviamo il teatro classico, ossia il teatro greco e romano, poi quello medievale in cui nasce anche la rappresentazione sacra, quindi il teatro moderno che va dal rinascimento al romanticismo e alla fine il teatro contemporaneo che va dal ventesimo secolo ad oggi. Si può anche dire che siano esistite forme di teatro precedenti alla forma classica ma si trattava di riti propiziatorio o celebrazione di eventi sacri in cui erano previsti una serie di particolari movimenti e formule, con movimenti di mimica, tali da essere vere e proprie rappresentazioni ed in alcuni casi vi era l'adozione di maschere per la rappresentazione di divinità o elementi importanti. Ecco qui una breve storia del teatro.

1 Teatro antico e rinascimento Il teatro occidentale, quello a noi più noto e vicino ha le sue radici in Grecia e consiste principalmente in tragedie in cui il tema principale sono sofferenza e dolore. Privilegia il dialogo all'azione. La sua caratteristica primaria è la presenza di maschere che permettono di identificare l'attore con il suo personaggio e anche di interpretare diverse parti: infatti a quel tempo gli attori erano pagati dallo Stato ed erano pochi. Nella tragedia di solito non succede mai niente di sconvolgente agli occhi degli spettatore e le cose più crudeli avvengono dietro le quinte. Un altro genere è la commedia che presenta in genere personaggi buffi in situazioni ingarbugliate e che era un intermezzo tra gli spettacoli. Nel Medioevo, per la dissoluzione dell'Impero Romano non c'è una vera e propria "idea di teatro", ma alle rappresentazioni teatrali tradizionali, vengono sostituiti degli spettacolini nelle piazze fatti da mimi e giullari. Per la chiesa cattolica il teatro non era ben visto, al punto da scomunicare gli attori, e diede origine alla sacra rappresentazione per permettere a tutti i fedeli di apprendere in questo modo i fatti salienti delle sacre scritture.

2 rinascimento e periodo elisabettiano Mentre nel teatro medievale tutti potevano partecipare, nel Rinascimento il teatro si svolge nelle corti principesche e riguarda solo un'élite, sottolineando il potere delle classi più elevate. Oltre le corti invece si gode ancora delle rappresentazioni sacre. Mentre nel Medioevo i luoghi delle azioni sono molteplici, nel rinascimento c'è solo un luogo. Successivamente rivalutano il teatro e chiedono la realizzazione di teatri stabili, ma i principi rifiutano perché preferiscono che gli spettatori siano di un determinato ceto sociale. Nel 1545 nasce il professionismo teatrale moderno con la commedia dell'arte. Questa si rivolge a un vasto pubblico e tutti pagano un prezzo stabilito.
Un altro cambiamento avviene dal 1570, con l'introduzione delle donne mentre fino ad allora entrambi i ruoli venivano interpretati dagli uomini.
Il periodo del teatro elisabettiano, dal 1558 al 1642 è molto creativo: non rispetta le regole aristoteliche e unisce con disinvoltura la commedia alla tragedia. Non esistono degli elementi scenografici ma sono i gesti e le parole a far comprendere il luogo dell'azione, è il periodo del grande Shakespeare le cui opere godono ancora oggi di grande popolarità ed attualità per certi aspetti.

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3 Dal settecento ai giorni nostri Verso la metà del settecento nasce un nuovo genere, il dramma borghese, una rappresentazione realistica delle vicende umane.  L'ambientazione è il salotto borghese e i temi riguardano principalmente amore, valori e morale.  Approfondimento Differenze tra teatro greco e romano (clicca qui) I personaggi appartengono alla piccola e media borghesia nella vita quotidiana.  Alla fine dell'Ottocento le tematiche principali sono l'adulterio e la crisi della morale.  Invece tra la fine del settecento e l'inizio dell'ottocento c'è uno scontro fra dramma borghese e tragedia romantica e i romantici tedeschi sostengono la centralità della tragedia come manifestazione dell'io in opposizione alla realtà circostante.  Nel novecento c'è una nuova figura teatrale, il regista, una figura dirigenziale che realizza un spettacolo che è un prodotto da andare in scena tutte le sere.  Quando si affermano le avanguardie nascono delle nuove forme teatrali quali il teatro dell'assurdo di Beckett o il dramma psicologico di Pirandello.

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