Come scrivere la sceneggiatura di una commedia teatrale

di Stefano Nurse tramite: O2O difficoltà: media

La sceneggiatura rappresenta quel particolare progetto da cui parte la nascita di una rappresentazione. Sicuramente una sceneggiatura è un qualcosa di fondamentale importanza, dal momento che al suo interno si trovano tutti quanti gli "ingredienti" per ottenere una commedia di successo o meno. Riferendosi ad una commedia, possiamo descriverne una teatrale, oppure una cinematografica. In senso generale possiamo affermare che vi si riportano i dialoghi dei personaggi coinvolti, e sono descritte tanto le ambientazioni che le singole azioni che compongono la commedia stessa. Lo sceneggiatore, pertanto, rappresenta quella figura professionale che scrive l'intera storia. A questo punto viene da chiedersi come si deve scrivere la sceneggiatura di una commedia teatrale. La risposta non è affatto scontata, e deve essere analizzata in modo abbastanza approfondito. Innanzitutto occorre rispettare alcuni punti "salienti" che andremo immediatamente ad affrontare. In questa semplice ed esauriente guida, pertanto, vedremo come si potrà scrivere la sceneggiatura di una commedia teatrale.

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1 La sceneggiatura di una commedia teatrale (ma non soltanto di questo tipo) può essere completamente originale, oppure fondata su alcuni testi già esistenti. Tra queste possiamo sicuramente annoverare i romanzi. Iniziamo con il dire, brevemente, che nella scrittura di una sceneggiatura, tutto quanto deve partire da un'idea principale. Successivamente, deve seguire il soggetto, in cui viene raccontata la storia in maniera molto sintetica. Una disquisizione molto più ampia si ha all'interno del cosiddetto trattamento, nel quale vengono descritte tutte quante le ambientazioni e quelle che sono le caratterizzazioni a livello psicologico dei singoli personaggi coinvolti. Nella scaletta vengono elencate tutte le varie scene anche dal punto di vista tecnico, in modo tale che se esiste qualcosa da correggere, questa salti immediatamente all'occhio. Nel caso in cui si dovesse avere, ovviamente, l'intenzione di approfondire il discorso fino a questo momento affrontato, è possibile analizzare che cosa si intende stabilire quando si afferma che "ogni sceneggiatura parte da un'idea". Nell'iniziare a scrivere la propria sceneggiatura, dobbiamo partire dal concetto che l'idea non equivale alla trama. Pertanto c'è una differenza significativa tra idea e trama. Essa, infatti, serve a riassumere l'intera commedia in una semplice frase. La sua particolarità è quella di non essere particolarmente soggettiva, ma deve presentare un carattere universale e riuscire a spiccare per chiarezza. Tra l'altro è buona regola tenere fortemente in considerazione che non occorre lanciarsi in idee eccessivamente grandi, dal momento che la produzione richiederebbe di effettuare uno sforzo economico non indifferente e certamente non sostenibile da tutti, specialmente da chi è alle prime esperienze in questo settore.

2 Si è anche affermato, in precedenza, che all'idea deve seguire il soggetto. Naturalmente in questa fase sappiamo già chi è il proprio protagonista e quali sono tutte quante le ambientazioni. Si può pertanto procedere a descriverle, quindi, senza perdersi in inutili dialoghi, in una semplice pagina. A questo punto, possiamo aprire con una descrizione ambientale (ad esempio "Siamo nell'Italia del Dopoguerra"), identificando, in tal maniera, anche il periodo storico in cui ci di trova. Successivamente, ci si può concentrare sul protagonista. È buona regola non tergiversare eccessivamente sulla sua figura, ma cercare di mettere in evidenza, in ogni caso, l'aspetto fisico, i suoi tratti caratteriali e le problematiche di vita. A questo punto occorre, pertanto, descrivere in che modo si manifestano i problemi e come il protagonista decide di affrontarli. Volendo proseguire con la collocazione storica precedente, un esempio potrebbe essere "A causa della crisi, Sam (nome di fantasia per il protagonista scelto) decide di rapinare una banca per riuscire ad affrontare i debiti che lo affliggono". A seguire, occorre concentrare la propria attenzione sulla fase attiva. In questo caso si tratterà della preparazione del colpo, che riguarda un'azione non lecita né convenzionale, ma che sicuramente attirerà l'attenzione di chi guarda. Quindi occorre far sfociare, il tutto, nella scena madre (ossia la rapina). Per concludere, è necessario dedicare un paio di righe al massimo alla parte finale della vicenda, ricordandosi che si ha a disposizione soltanto una pagina per lo "sviluppo" di questa fase. È sempre necessario ricordarsi che, nella sceneggiatura prescelta, più il personaggio è problematico meglio si adatta al suo ruolo. Egli, infatti, deve avere qualche tipo di carenza, ovvero volere fortemente qualcosa che invece non possiede. Questo può essere dovuto dai suoi difetti, ovvero i cosiddetti "tragic flow". È fondamentale che, in qualità di sceneggiatori, si debba conoscere il protagonista alla perfezione, anche in aspetti e in particolarità che magari non si inserirebbero mai all'interno della propria sceneggiatura. Deve essere, possibilmente, un personaggio ricco di umanità. Soltanto in questa maniera, infatti, può arrivare in modo completo a chi guarda. Un altro consiglio che vi possiamo dare, quindi, è quello di esaltare i suoi punti deboli, senza doverli nascondere.

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3 La fase sicuramente più impegnativa nella scrittura della sceneggiatura è quella del "trattamento".  Al suo interno, è necessario iniziare a mettere il personaggio di fronte ai propri limiti.  Approfondimento Consigli per scrivere una sceneggiatura appassionante (clicca qui) Il successo o meno del proprio scritto dipenderà proprio da questo importante aspetto.  È opportuno scrivere esclusivamente i dialoghi più importanti e tentare di trasformare le parole in azioni.  Ad esempio, è inutile ripetere che "Sam è disperato per i suoi debiti", ma occorre vedere questa disperazione in azione.  È necessario che lo spettatore possa immedesimarsi in questa situazione.  Ecco, quindi, che torna il concetto di "umanità del personaggio".  A questo punto possiamo dare uno sguardo anche agli altri protagonisti, che possono essere amici oppure nemici (ad esempio i creditori di Sam).  Naturalmente non si deve andare a descrivere soltanto gli aspetti negativi, ed immedesimarsi anche in loro (che sicuramente avranno anche i propri problemi).  Nel momento in cui il protagonista si accorge che la sua vita non può continuare in quella modalità, può stabilire di darle una svolta.  Da lì dovrebbe partire l'azione vera e propria.  Nello scriverla si deve creare, pertanto, il colpo di scena della narrazione.  In questo caso, il colpo di scena è dato dalla decisione di rapinare una banca.  È sempre necessario tenere in considerazione che maggiore è la gravità dei problemi, più l'attenzione degli spettatori sarà catalizzata.  Possiamo proseguire, a questo punto, raccontando le difficoltà nell'esecuzione dell'azione e concentrandosi sulla risoluzione di tutta la vicenda finale.  Si possono, pertanto, tirare le somme, che possono dirigersi tanto in positivo oppure in negativo.  Infatti, in un caso Sam si può liberare dai propri debiti, per poter riuscire a condurre una vita agiata in una bellissima isola dell'Oceano Pacifico.  In alternativa, Sam può essere arrestato in flagranza di reato e trascorrerà diversi anni in carcere.

4 Per concludere questa semplice ed esauriente guida, vi forniamo alcuni ulteriori approfondimenti. Ad un primo sguardo, una sceneggiatura non differisce molto da un testo teatrale. Anche nella sceneggiatura vengono riportati i dialoghi dei personaggi, con alcune indicazioni sulle loro intenzioni, e vengono descritte le azioni e gli ambienti in cui si svolgono. Talvolta è possibile trovare, nelle sceneggiature, anche alcune indicazioni sui movimenti che la macchina da presa dovrebbe fare. Ad esempio si può riprendere l’attore in primo piano, ovvero da vicino, inquadrandone esclusivamente il volto. In alternativa si può riprendere un campo lungo (ovvero da lontano). Tuttavia è più semplice che queste scelte vengano lasciate al regista. Un testo teatrale può conoscere una quantità praticamente illimitata di rappresentazioni, molto diverse l’una dall’altra. Due messe in scena dello stesso dramma di Shakespeare possono arrivare a sembrare due storie completamente differenti. Invece si può stabilire che, dalla stessa sceneggiatura siano realizzati due film diversi, è un fatto che non si è praticamente mai verificato. Non è difficile trovare in libreria le sceneggiature di, ad esempio, Woody Allen, Peter Jackson, Pedro Almodóvar o Quentin Tarantino, che oltre ad essere registi sono anche sceneggiatori. La sceneggiatura rappresenta un progetto, ed ha l'unico valore del progetto, che per essere sviluppato e compiuto avrà la necessità dell’apporto di altri linguaggi. Inoltre, come in ciascun progetto, contiene gli elementi fondamentali che ne decreteranno il successo oppure l’insuccesso. La storia è una responsabilità dello sceneggiatore e nel caso in cui non dovesse essere interessante, è abbastanza difficile effettuare un buon film.

Non dimenticare mai: I maggiori programmi per la stesura di una scenografia offrono diversi "Layout". Mentre fino all'immediato Dopoguerra era molto utilizzato quello all'italiana, oggi è certamente meglio optare per la sceneggiatura all'americana, che tra tutti è certamente quella che offre maggiore leggibilità.

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