Come scrivere la sceneggiatura di una commedia teatrale

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Come scrivere la sceneggiatura di una commedia teatrale La sceneggiatura è il progetto da cui parte la nascita di una rappresentazione. È di fondamentale importanza perché al suo interno si trovano tutti gli "ingredienti" per una commedia si successo o meno (teatrale o cinematografica che sia). Sommariamente si può dire che vi si riportano i dialoghi dei personaggi, e sono descritte tanto le ambientazioni che le varie azioni che compongono la commedia stessa. Lo sceneggiatore, quindi, è colui che scrive la storia. Ma come scrivere la sceneggiatura di una commedia teatrale? Bisogna rispettare alcuni punti "salienti" che andremo adesso ad esplorare.

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1 La sceneggiatura di una commedia teatrale (ma non solo) può essere completamente originale o basata su testi già esistenti, come i romanzi. Iniziamo con il dire in breve che, nella scrittura di una sceneggiatura tutto parte dall'idea. Segue poi il soggetto, in cui si racconta molto brevemente la storia. Una disquisizione più ampia si ha all'interno del cosiddetto trattamento, dove si descrivono le ambientazioni e quelle che sono le caratterizzazioni a livello psicologico dei personaggi. Nella scaletta vengono elencate tutte le scene anche dal punto di vista tecnico, in modo che se esiste qualcosa da correggere questa salti subito all'occhio. Volendo, naturalmente, approfondire il discorso fino qui affrontato, vediamo cosa si intende dire quando si afferma che "ogni sceneggiatura parte da un'idea". Nell'iniziare a scrivere la nostra sceneggiatura, partiamo dal concetto che l'idea non equivale alla trama. Essa, infatti, serve a riassumere l'intera commedia in una sola frase. La sua particolarità è che non deve essere soggettiva, ma deve avere carattere universale e spiccare per chiarezza. Inoltre è bene ricordare che non bisogna lanciarsi in idee troppo grandi, perché la produzione richiederebbe uno sforzo economico non indifferente e certamente non sostenibile da tutti, specialmente da chi è alle prime esperienze nel settore.

2 Si è detto che all'idea segue il soggetto. Ovviamente in questa fase sappiamo già chi è il nostro protagonista e quali sono tutte le ambientazioni. Descriviamoli, quindi, senza perderci in inutili dialoghi, in una sola pagina. Apriamo con una descrizione ambientale (ad esempio "Siamo nell'Italia del Dopoguerra"), identificando, così, anche il periodo storico. Concentriamoci, quindi, sul protagonista. Non tergiversiamo troppo sulla sua figura, ma mettiamone comunque in evidenza l'aspetto fisico, i tratti caratteriali e le problematiche di vita. Descriviamo, quindi, in che modo si manifestano i problemi e come il protagonista decide di affrontarli. Volendo proseguire con la collocazione storica precedente, un esempio potrebbe essere "A causa della crisi, Sam(nome di fantasia per il nostro protagonista) decide di rapinare una banca per togliersi di dosso i debiti che lo affliggono". Concentriamo la nostra attenzione sulla fase attiva (in questo caso la preparazione del colpo, un'azione non lecita né convenzionale ma che attirerà l'attenzione di chi guarda) e facciamo sfociare il tutto nella scena madre (la rapina). Infine, dedichiamo un paio di righe al massimo alla conclusione, ricordandoci che abbiamo a disposizione solo una pagina per lo "sviluppo" di questa fase. Ricordiamoci sempre che, nella sceneggiatura, più il personaggio è problematico meglio si adatta al suo ruolo. Egli, infatti, deve "mancare" di qualcosa, ovvero volere fortemente qualcosa che invece non ha (a causa dei suoi difetti, ovvero "tragic flow"). È fondamentale che, in qualità di sceneggiatori, conosciamo alla perfezione il protagonista (anche in aspetti e particolarità che magari non inseriremo mai all'interno della nostra sceneggiatura). Deve essere un personaggio ricco di umanità. Solo in questo modo, infatti, può arrivare del tutto a chi guarda. Esaltiamo, quindi, i suoi punti deboli, senza nasconderli.

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3 La fase certamente più impegnativa nella scrittura della sceneggiatura è quella del "trattamento".  Al suo interno, dobbiamo iniziare a porre il personaggio difronte ai propri limiti.  Approfondimento Come scrivere una sceneggiatura teatrale (clicca qui) Il successo o meno del nostro scritto dipenderà proprio da questo.  Scriviamo esclusivamente i dialoghi più importanti e cerchiamo di trasformare le parole in azioni.  Ad esempio, è inutile ripetere che "Sam è disperato per i suoi debiti", ma bisogna vedere questa disperazione in azione.  È necessario che lo spettatore possa immedesimarsi.  Ecco che torna il concetto di "umanità del personaggio". 
Diamo adesso un occhio anche agli altri protagonisti, che possono essere amici o nemici (ad esempio i creditori di Sam).  Ovviamente non dovremo descriverne solo gli aspetti negativi, e immedesimarci anche in loro (che certamente avranno anche i loro problemi).
Nel momento in cui il protagonista si accorge che la sua vita non può continuare in quel modo, decide di darle una svolta.  Da lì parte l'azione vera e propria.  Nello scriverla creiamo quindi il colpo di scena della narrrazione (la decisione di rapinare la banca).  Ricordiamocci sempre che maggiore è la gravità dei problemi, più l'attenzione degli spettatori sarà catalizzata.  Proseguiamo raccontando le difficoltà nell'esecuzione dell'azione e concentriamoci infine sulla risoluzione di tutto.  Tiriamo quindi le somme, che possono dirigersi tanto in positivo (ad esempio "Sam si libera dai debiti e conduce una vita agiata in una bellissima isola del Pacifico") oppure in negativo ("Sam viene arrrestato in flagranza di reato e passerà anni e anni in galera").. 

4 Approfondimenti:

Ad un primo sguardo, una sceneggiatura non differisce molto da un testo teatrale. Anche nella sceneggiatura vengono riportati i dialoghi dei personaggi, con alcune indicazioni sulle loro intenzioni, e vengono descritte le azioni e gli ambienti in cui si svolgono. Talvolta è possibile trovare nelle sceneggiature anche alcune indicazioni sui movimenti che la macchina da presa dovrebbe fare, ad esempio riprendere l’attore in primo piano (ovvero da vicino, inquadrandone solo il volto) o in campo lungo (ovvero da lontano). Ma è più facile che queste scelte vengano lasciate al regista. Un testo teatrale può conoscere una quantità praticamente illimitata di rappresentazioni, molto diverse l’una dall’altra: due messe in scena dello stesso dramma di Shakespeare possono arrivare a sembrare due storie completamente differenti. Che invece dalla stessa sceneggiatura siano realizzati due film diversi è un fatto che non si è praticamente mai verificato. Non è difficile trovare in libreria le sceneggiature di, ad esempio, Woody Allen, Peter Jackson, Pedro Almodóvar o Quentin Tarantino, che oltre ad essere registi sono anche sceneggiatori. La sceneggiatura è un progetto, e ha il solo valore del progetto, che per essere sviluppato e compiuto avrà bisogno dell’apporto di altri linguaggi. Ma come ogni progetto, contiene gli elementi fondamentali che ne decreteranno il successo o l’insuccesso. La storia è una responsabilità dello sceneggiatore e senza una buona storia è difficile fare un buon film.

Non dimenticare mai: I maggiori programmi per la stesura di una scenografia offrono diversi "Layout". Mentre fino all'immediato Dopoguerra era molto utilizzato quello all'italiana, oggi è certamente meglio optare per la sceneggiatura all'americana, che tra tutti è certamente quella che offre maggiore leggibilità.

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