Come sentirsi a proprio agio su un palco

di Ri Va tramite: O2O difficoltà: media

Quella del palco è una paura condivisa dalla stragrande maggioranza delle persone che, per professione, hanno a che fare con questa modalità di comunicazione. Anche dopo anni e anni di esperienza, all'approssimarsi del momento di salire sul palco, l'attore o l'oratore professionisti possono avvertire un senso di disagio non molto dissimile da quello avvertito dal principiante. Una volta appreso che il nostro disagio è condiviso fra molti nostri colleghi, dobbiamo agire per essere in grado di salire sul palco e ottenere delle ottime prestazioni. La prima strategia, quella che sottende ogni tecnica di gestione dell'ansia, è essere consapevoli che la nostra stessa paura non va combattuta e repressa, ma va finalizzata, e la sua energia va canalizzata verso l'obiettivo che ci siamo preposti. La negazione della paura ci richiederebbe un dispendio di risorse che invece dobbiamo utilizzare più proficuamente. Tenuto saldo questo principio, vediamo, in questa guida, come fare per sentirsi a proprio agio su un palco.

1 Il primo gruppo di interventi che possiamo mettere in atto riguarda, sicuramente, il nostro corpo. Dopo tutto, è proprio lui che durante l'esibizione potrebbe tradirci con tremori della voce e delle mani, rossori, fastidiosi pruriti, tic e altri movimenti incontrollabili. Quindi, nelle ore che precedono il nostro intervento ci conviene preparare il nostro corpo all'esposizione al pubblico. Innanzitutto, evitiamo bevande e sostanze che potrebbero eccitarci ulteriormente e non appesantiamo il nostro stomaco, rimaniamo leggeri il giusto per non sentirci a stomaco vuoto. Se siamo affini alla meditazione, dedichiamo a questa pratica almeno una ventina di minuti la mattina prima dell'esibizione. Facciamo esercizi di stiramento delle braccia, gambe e tronco. Visualizziamoci sul palco, intenti a esporre il nostro discorso o a rappresentare la nostra parte, ottenendo un grandissimo successo di pubblico, senza commettere errori e senza avere esitazioni. Immaginiamoci i migliori. Questo ci aiuterà a considerare positivamente l'esito della nostra prestazione e a predisporci nel migliore dei modi al nostro impegno.

2 Un discorso a parte va fatto a proposito della nostra conoscenza del testo. Può sembrare scontato, ma ciò che dobbiamo dire o recitare sul palco lo dobbiamo ricordare benissimo. Dobbiamo conoscere le insidie del nostro discorso e essere pronti a rispondere a tutte le domande dl pubblico, o comunque dobbiamo essere in grado di sostenere un confronto, pur ammettendo, eventualmente, l'ignoranza di un determinato argomento. Se siamo attori, invece, la sola nostra parte a memoria non basterà. Dovremo imparare almeno le battute finali delle parti dei nostri colleghi, per evitare imbarazzanti silenzi al momento dei nostri attacchi. Essere consapevoli di conoscere perfettamente la nostra parte, oltre a evitarci un bel po' di inconvenienti sul palco, ci consentirà di utilizzare le nostre risorse su altre questioni rilevanti. Non avremo infatti la mente occupata dal pensiero di poterci trovare a un punto del nostro discorso dove non sappiamo più come proseguire.

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3 La nostra parte e il nostro discorso una volta imparati a memoria, dovremo provarli e riprovarli.  Utilizziamo lo specchio e osserviamoci mentre parliamo; usiamo la telecamera e poi guardiamoci in un secondo tempo; chiediamo a amici e familiari di assistere alla nostra esibizione.  Approfondimento 5 errori da non fare sul palcoscenico (clicca qui) Qualunque metodo è valido per prendere contatto con il nostro discorso e ottenere un parere o semplicemente maggiore confidenza con ciò che dovremo esporre al pubblico.  Anche gli oggetti e gli animali domestici possono esserci utili a questo scopo.  Recitiamo di fronte a loro.  Quando saremo sul palco potremmo sempre pensare di recitare avendo il nostro gatto come pubblico, annullando così le ansie e tutti i timori che una platea può crearci.

4 E siamo finalmente giunti a teatro. Non arriviamo all'ultimo momento, ma almeno un'ora prima, così da potere prendere confidenza con l'ambiente, e chi ci lavora. Vedremo arrivare il pubblico un po' alla volta, e potremo anche mescolarci alle persone e, magari sedendoci fra esse, fingerci spettatori e iniziare conversazioni. Prendiamo le distanze, camminando tra il pubblico e la nostra postazione, studiamo la sala e le sue caratteristiche. Non trascuriamo nessun dettaglio o occasione che può aiutarci a acquisire una maggiore confidenza con l'ambiente che ci circonda. Una volta sul palco, leviamo le mani dalle tasche, mettiamo i palmi bene in vista, non grattiamoci o tocchiamoci il volto o la testa e scegliamo fra le opzioni che seguono. Possiamo parlare fissando un punto lontano o una luce, oppure, possiamo guardare il pubblico immaginando sia una persona che stimiamo e che a sua volta ci stima e apprezza cosa stiamo dicendo, e che a fine discorso ci applaudirà amando incondizionatamente la nostra parte. Potremmo anche suddividere visivamente il pubblico in tre zone, destra, centrale e sinistra, e posare il nostro sguardo alternativamente su ogni settore durante tutto il nostro intervento. Ogni spettatore avrà la sensazione di essere guardato e preso inconsiderazione individualmente.

5 Prima di concludere questa guida, due considerazioni. Prima di tutto, qualunque sia la nostra preparazione, un imprevisto, di qualunque tipo, può sempre accadere. Prepariamoci mentalmente, allora, alla possibilità di dovere improvvisare. Usiamo ironia, autoironia e empatia. Il pubblico non conosce il nostro copione o il nostro discorso, quindi abbiamo grandi margini per potere uscire dalla situazione imprevista senza che nessuno se ne accorga. L'importante è non sottolineare l'errore e l'evento indesiderato. La seconda considerazione riguarda una consuetudine mentale dell'uomo: ognuno di noi crede in ciò che vede. Se noi, intimamente, saliamo sul palco con molta ansia e timori, ma il nostro aspetto esteriore mostra una persona calma, rilassata e preparata, il nostro pubblico ci percepirà come ci vede e non come siamo in realtà. Dunque, anche se siamo ansiosi, mostriamoci calmi. Il pubblico ci vedrà così, noi saremo rinforzati a mantenere questa nostra versione di facciata che piano piano, durante il nostro intervento, andrà a modificare la nostra ansia mitigandola.

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