Come sentirsi a proprio agio su un palco

di Pietro Ianneo tramite: O2O difficoltà: media

Quella del palco è una paura condivisa dalla stragrande maggioranza delle persone che, per professione, hanno a che fare con questa modalità di comunicazione. Anche dopo anni e anni di esperienza, all'approssimarsi del momento di salire sul palco, l'attore o l'oratore professionisti possono avvertire un senso di disagio non molto dissimile da quello avvertito dal principiante. Una volta appreso che il nostro disagio è condiviso fra molti nostri colleghi, dobbiamo agire per essere in grado di salire sul palco e ottenere delle ottime prestazioni. La prima strategia, quella che sottende ogni tecnica di gestione dell'ansia, è essere consapevoli che la nostra stessa paura non va combattuta e repressa, ma va finalizzata, e la sua energia va canalizzata verso l'obiettivo che ci siamo preposti. La negazione della paura ci richiederebbe un dispendio di risorse che invece dobbiamo utilizzare più proficuamente. Tenuto saldo questo principio, vediamo, in questa guida, come fare per sentirsi a proprio agio su un palco.

1 Il corpo Il primo gruppo di interventi che possiamo mettere in atto riguarda, sicuramente, il nostro corpo. Dopo tutto, è proprio lui che durante l'esibizione potrebbe tradirci con tremori della voce e delle mani, rossori, fastidiosi pruriti, tic e altri movimenti incontrollabili. Quindi, nelle ore che precedono il nostro intervento ci conviene preparare il nostro corpo all'esposizione al pubblico. Innanzitutto, evitiamo bevande e sostanze che potrebbero eccitarci ulteriormente e non appesantiamo il nostro stomaco, rimaniamo leggeri il giusto per non sentirci a stomaco vuoto. Se siamo affini alla meditazione, dedichiamo a questa pratica almeno una ventina di minuti la mattina prima dell'esibizione. Facciamo esercizi di stiramento delle braccia, gambe e tronco. Visualizziamoci sul palco, intenti a esporre il nostro discorso o a rappresentare la nostra parte, ottenendo un grandissimo successo di pubblico, senza commettere errori e senza avere esitazioni. Immaginiamoci i migliori. Questo ci aiuterà a considerare positivamente l'esito della nostra prestazione e a predisporci nel migliore dei modi al nostro impegno.

2 La conoscenza del testo Un discorso a parte va fatto a proposito della nostra conoscenza del testo. Può sembrare scontato, ma ciò che dobbiamo dire o recitare sul palco lo dobbiamo ricordare benissimo. Dobbiamo conoscere le insidie del nostro discorso e essere pronti a rispondere a tutte le domande dl pubblico, o comunque dobbiamo essere in grado di sostenere un confronto, pur ammettendo, eventualmente, l'ignoranza di un determinato argomento. Se siamo attori, invece, la sola nostra parte a memoria non basterà. Dovremo imparare almeno le battute finali delle parti dei nostri colleghi, per evitare imbarazzanti silenzi al momento dei nostri attacchi. Essere consapevoli di conoscere perfettamente la nostra parte, oltre a evitarci un bel po' di inconvenienti sul palco, ci consentirà di utilizzare le nostre risorse su altre questioni rilevanti. Non avremo infatti la mente occupata dal pensiero di poterci trovare a un punto del nostro discorso dove non sappiamo più come proseguire.

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3 Il discorso La nostra parte e il nostro discorso una volta imparati a memoria, dovremo provarli e riprovarli.  Utilizziamo lo specchio e osserviamoci mentre parliamo; usiamo la telecamera e poi guardiamoci in un secondo tempo; chiediamo a amici e familiari di assistere alla nostra esibizione.  Approfondimento 5 errori da non fare sul palcoscenico (clicca qui) Qualunque metodo è valido per prendere contatto con il nostro discorso e ottenere un parere o semplicemente maggiore confidenza con ciò che dovremo esporre al pubblico.  Anche gli oggetti e gli animali domestici possono esserci utili a questo scopo.  Recitiamo di fronte a loro.  Quando saremo sul palco potremmo sempre pensare di recitare avendo il nostro gatto come pubblico, annullando così le ansie e tutti i timori che una platea può crearci.

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