Danza classica: il metodo Legat

di Alessia Anselmi tramite: O2O difficoltà: media

Il metodo Legat ha incominciato ad essere insegnato all' interno delle scuole di danza classica, vide il suo esordio nell'anno 1923, quando i due coniugi russi Nikolaj Legat e Nadine Nicolaeva si trasferirono a Londra e inaugurarono la loro prima scuola di balletto. Dal momento che fu inventato dai due coniugi a Londra, divenne un successo mondiale che prese moda in tutto il '900 e ancora oggi viene insegnato all' interno delle scuole di danza. In questa guida cercheremo brevemente di descrivere questo metodo, il metodo Legat, all' interno del mondo della danza classica.

1 Fin da subito moltissimi ballerini di fama internazionale iniziarono a prendere lezioni dai coniugi Legat. Tra coloro che andarono a lezione dai due coniugi per imparare questo nuovo metodo possiamo ricordiamo sicuramente alcune personalità note all' interno del mondo della danza classica come ad esempio: Anton Dolin, Margot Fonteyn, Moira Shearer e Nathalie Krassovka. Tutti loro, assieme agli altri studenti della scuola, trassero grande giovamento dalle pratiche del metodo russo che segue pari passo l'evoluzione del ballerino. Le basi del metodo Legat, sono nei concetti di fluidità, flessibilità, perseveranza e, soprattutto, nel concetto di disciplina. Inoltre portavano avanti il concetto di sanità fisica che è strettamente collegato con la sanità mentale.

2 La storia del metodo Legat e della nascita della Russian Ballet Society è stata a dir poco travagliata. Dopo essersi trasferiti prima in Gran Bretagna, e poi in Francia, Nikolaj Legat e sua moglie Nadine Nicolaeva si sono installati definitivamente a Londra, dove hanno istituito il loro primo centro di insegnamento e hanno preso parte a diverse opere teatrali. Nel 1937, però, il fondatore della pratica, nonché danzatore del Russian Imperial Ballet, morì lasciando tutto nelle mani della sua consorte. Due anni più tardi, allo scoppio della seconda guerra mondiale, Nadine decise di trasferire la scuola in un piccolo paese nella periferia di Londra. Con sé portò molti dei suoi allievi migliori e diede vita al primo collegio di danza classica di tutta la nazione, riuscendo a insegnare e a tenere aperta la scuola nonostante l' orribile orrore della seconda guerra mondiale.

Continua la lettura

3 Rimasta sola la donna portò avanti la scuola per molti anni finché, nel momento di andare in pensione decise di delegare la scuola e tutti gli insegnamenti e gli incarichi più importanti a Eunice Biedryski Bartell, una delle sue migliori allieve della scuola e ballerina principale dell'istituto per circa venti anni.  Fu proprio lei che nel 1986 trasferì nuovamente la sede della scuola nella città di Edimburgo e riuscì a donare ancora più prestigio al metodo insegnatole dalla sua maestra, rendendolo ancora più famoso di come era prima.  Approfondimento Danza classica: il metodo Balanchine (clicca qui) Ancora oggi in tutto il mondo vi sono scuole basate sul metodo legat.

I miti della danza: Carla Fracci Nella Penisola Italiana, esistono numerosi talenti negli svariati ambiti culturali e ... continua » Breve storia della danza classica Se siamo degli amanti della danza e oltre a praticarla siamo ... continua » Raffaele Paganini: biografia Uno dei grandi protagonisti del mondo della danza italiana e non ... continua » Raffaele Paganini: biografia Uno dei grandi protagonisti del mondo della danza italiana e non ... continua »

Stampa la guida Segnala inappropriato
Devi inserire una descrizione del problema

Altre guide

Breve storia della danza moderna

Oggi grazie agli spettacoli televisi possiamo ammirare degli show incentrati sulla danza, sia moderna che classica. Naturalmente la danza classica rappresenta la base di tutto ... continua »

Storia della danza hip pop

Il mondo della danza è molto vasto e pieno di contaminazioni. Al giorno d'oggi possiamo individuare tantissimi stili oltre alla più tradizionale danza classica ... continua »

I presenti contributi sono stati redatti dagli autori ivi menzionati a solo scopo informativo tramite l’utilizzo della piattaforma www.o2o.it e possono essere modificati dagli stessi in qualsiasi momento. Il sito web, www.o2o.it e Arnoldo Mondadori Editore S.p.A. (già Banzai Media S.r.l. fusa per incorporazione in Arnoldo Mondadori Editore S.p.A.), non garantiscono la veridicità, correttezza e completezza di tali contributi e, pertanto, non si assumono alcuna responsabilità in merito all’utilizzo delle informazioni ivi riportate. Per maggiori informazioni leggi il “Disclaimer»”.