Guida ai tipi di pianoforte

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Introduzione

Per chi si vuole cimentare nel mondo della musica ed in particolare nell'utilizzo di uno degli strumenti “principe” di questa arte, cioè il pianoforte, una delle scelte più importanti da compiere è quella dello strumento adatto alle proprie esigenze. In commercio esistono varie tipologie di pianoforte, ognuna delle quali con caratteristiche peculiari. Quelle fondamentali da tenere in maggiore considerazione sono sicuramente il timbro, il volume di suono e la meccanica. Considerando che solitamente uno strumento del genere dura per tutta la vita del pianista, è molto importante conoscere e capire le varie tipologie. In questa guida saranno illustrati i vari tipi di pianoforte.

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I due tipi di pianoforte più famosi sono senza dubbio il pianoforte a coda e quello verticale. Il pianoforte a coda ha come proprietà fondamentale e caratterizzante una grande ampiezza della cassa armonica. Grazie a questa caratteristica lo strumento riesce a produrre una buona intensità sonora, dipendente anche dalla sua “lunghezza”. Ne esistono infatti a un quarto di coda, a mezza coda, a tre quarti di coda ed infine a coda. Anche il timbro, che per considerarsi “di qualità” deve essere il più uniforme possibile su tutti i toni, viene modulato in maniera egregia da questi tipi di pianoforte. Infine, il punto in cui il pianoforte a coda è maggiormente performante è indubbiamente la meccanica.

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L’altra famiglia di strumenti molto diffusa è quella dei pianoforti verticali. Sono chiamati in questo modo poiché la cassa armonica si estende verticalmente. Solitamente l’altezza è compresa tra cento e centoquaranta centimetri. La loro intensità sonora è minore in confronto agli strumenti a coda a causa della minore ampiezza della cassa armonica. Questo effetto è a volte volutamente accentuato dai costruttori. È infatti possibile inserire tra i martelletti e le corde dei particolari “mitigatori” per attutire il suono. Questo viene fatto per evitare di dare troppo fastidio ai vicini di casa mentre si suona. La nascita di questo tipo di pianoforte e la sua diffusione si devono infatti alla necessità dei pianisti di provare per molte ore, evitando di dare fastidio.

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Nel corso della storia sono poi stati creati altri tipi di pianoforte. Tra quelli che hanno riscosso maggiore fortuna, possiamo ricordare il pianoforte “cabinet”, quello “a tavolo” e quello “a pianola”. Il pianoforte “cabinet” nacque all'inizio del XX secolo in Inghilterra e presenta caratteristiche simili a quello verticale con dimensioni più ridotte con l’attacco delle corde al livello del pavimento. Quello “a tavolo” è il predecessore del pianoforte verticale, presenta ridotte dimensioni ed ha la cassa armonica e la tastiera sullo stesso piano.

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