Guida al Risorgimento italiano

di Domenica Magno tramite: O2O difficoltà: media

Parlare del Risorgimento Italiano significa abbracciare un arco di tempo che ha interessato l'Italia di fine 1800: parliamo di un periodo in cui, prima dei moti rivoluzionari l'Italia era divisa in tanti Stati dominati da diversi imperi. Se vogliamo parlare in senso culturale possiamo partire dalla fine del XVIII secolo dove Vittorio Alfieri diede inizio al filone risorgimentale politico e letterario. Secondo gli storici tale movimento si concluderà nel 1871 con l'unità d'Italia avvenuta con la famosa spedizione dei mille con a capo Giuseppe Garibaldi. Tale guida vuole fare una descrizione di tale periodo, con le tre guerre d'indipendenza con l'Unione dello stato italiano, anche se comunque l'unione definitiva avviene solo dopo il conflitto mondiale.

1 L'ideologia liberale-moderata Il liberalismo ha l'intenzione di salvaguardare le libertà individuali in uno stato parlamentare e sostiene la libera concorrenza come base di partenza del sistema economico. Era l'ideologia della borghesia terriera e imprenditoriale ed era pacifica: gli obbiettivi d'unità nazionale dovevano essere raggiunti attraverso riforme graduali, senza sconvolgimenti sociali. Le personalità più importanti dello schieramento politico furono: Camillo Benso, conte di Cavour, Vincenzo Gioberti, Cesare Balbo e Massimo D'Azeglio.

2 La Prima Guerra d'Indipendenza Il 23 Marzo del 1848, il re Carlo Alberto di Savoia dichiarò guerra all'Austria (nel tentativo di conquistare il regno Lombardo-Veneto). Dopo un inizio favorevole, le truppe pontificie si ritirarono, intimorite dalla minaccia di scisma degli Austriaci. Seguirono gli altri stati che stavano appoggiando il Piemonte sabaudo, che rimase da solo a fronteggiare l'impero. La fine è segnata dalla pesante sconfitta a Custoza, con la firma dell'armistizio e il definitivo ritiro anche delle truppe piemontesi. Gli austriaci occuparono Milano e Carlo Alberto abdicò in favore di Vittorio Emanuele II.

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3 La Seconda Guerra d'Indipendenza Per circa un decennio, Cavour lavorò per instaurare un forte legame con la Francia di Napoleone III, attraverso fitti contatti diplomatici.  Nel 1858 si giunse agli accordi di Plombiers, in base ai quali Napoleone III sarebbe entrato in guerra al fianco del Piemonte in caso d'aggressione dell’Austria.  Approfondimento Le guerre d'indipendenza italiane (clicca qui) Per questo Cavour (1858) decise di spostare le truppe fino al confine austriaco, spingendo l'impero asburgico a dichiarare guerra e ai francesi d'intervenire in aiuto, come era nei patti.  All'inizio la Francia e il Regno di Sardegna sconfissero l'Austria a Magenta, Solferino e San Martino, poi Napoleone III fece un passo indietro, iniziando a trattare con l'Austria e firmando un armistizio.  La Francia ottenne la Lombardia, che poi consegnò al Regno di Sardegna.  Cavour, comunque deluso dal comportamento voltafaccia di Napoleone III, si dimise da primo ministro.  Con la spedizione dei mille capeggiata da Garibaldi e di seguito Carlo Bixio, si evince la fase principale dell'unità dello stato italiano: riuscì, una volta sbarcati a Marsala, a conquistare i territori siciliani, e allo stesso tempo molti siciliani si uniron, alla volta della liberazione di tutta l'isola che si trovava sotto il regno borbonico.  Proseguirono salendo lo stivale e conquistando il territorio, composto da semplici popolani rivoltosi proseguendo sino a Teano: qui Garibaldi si incontrò con il re Vittorio Emanuele che gli ordinò di fermarsi e qui il patriota rispose, inchinandosi, con la celebre frase "obbedisco".  Il 17 Marzo 1861, a Torino, capitale del nuovo stato, si proclamò il Regno d'Italia, con Vittorio Emanuele II come re.

4 La terza guerra d'indipendenza Con la terza guerra d'indipendenza viene unificato lo stato pontificio al regno italiano: nel 1866 vi fu un'alleanza con la Prussia per combattere l'impero austro ungarico così ottenendo l'annessione del Veneto. Quando nel 1870 la Prussia sconfisse la Francia il regno italiano riuscì a fare breccia a Porta Pia e riuscendo così nel 1871 ad unificare Roma al regno italiano.

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