Guida alle opere più importanti di Gustav Klimt

di Alessandro Spasiano tramite: O2O difficoltà: difficile

Nato alla periferia di Vienna nel 1862, il pittore austriaco Gustav Klimt divenne noto per lo stile altamente decorativo e la natura erotica delle sue opere, che sono state viste come una sorta di ribellione contro la tradizionale arte accademica del suo tempo. I suoi dipinti più famosi sono: Il bacio e il Ritratto di Adele Bloch-Bauer. Il padre, Ernst, era un incisore di oro emigrato a Vienna dalla Boemia, mentre la madre, Anna, era un talento musicale, anche se non aveva mai realizzato il suo sogno di diventare un musicista professionista. Ecco, allora, una breve guida alle opere più importanti di Gustav Klimt.

1 Le opere realistiche Il realismo, che in certe circostanze è definito fotografico, con cui Klimt rappresenta i personaggi delle sue opere è spesso affiancato da motivi fitofalli ed immagini ricche di significato simbolico. Questo approccio viene fuori soprattutto nei lavori a partire dal 1895 come "la musica", "pallade Atena" o "la nuda verità". In questo stesso periodo è percepibile come lo stile di Klimt sia influenzato sia dal simbolismo sia dallo storicismo ma verso la fine del decennio la metodologia espressiva del pittore si evolverà nella produzione di quelli che sono forse i suoi lavori più conosciuti. Si apre infatti il periodo aureo con "Giuditta e la testa di Oloferne" del 1901, in cui egli utilizza l'oro ed altre figure astratte dal contenuto metaforico.

2 Le prime opere Come già accennato, Gustav Klimt fu un artista molto prolifico e le prime tracce delle sue opere si hanno a partire dal 1880, dopo aver frequentato la scuola d'arte, e si contano almeno 46 lavori compiuti, alcuni dei quali però purtroppo sono andati distrutti nell'incendio del castello di Immendorf nel 1945. La caratteristica immediatamente percepibile nelle opere del pittore Klimt è l'incredibile realismo con il quale vengono raffigurati tutti gli elementi umani presenti in ogni sua raffigurazione pittoresca.

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3 Le opere astratte Negli anni successivi l'arte di Klimt divenne sempre più tendente all'astrattismo, dall'apice raggiunto nel 1910 con "il parco" affina la combinazione di varie tecniche, dalla litografia all'acquerello, per la realizzazione di dipinti come "il cappello" del 1910.  Successivamente però ritroviamo la forte carica simbolica che caratterizza la produzione più significativa di Klimt in olii su tela come la "vita e morte" del 1911 e "la vergine" del 1912, nelle quali dominano le allegorie erotiche rappresentate innelle figure dalla bellezza popolare.

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