I capolavori di Giotto

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Introduzione

Giotto di Bondone è uno dei massimi rappresentanti della pittura medievale italiana e i suoi capolavori sono di fama mondiale. Pittore e architetto, nacque a Colle di Vespignano intorno al 1266-67. Ebbe vastissima fama presso i contemporanei, come testimoniano i versi di Dante Alighieri nella Divina Commedia: "Credette Cimabue ne la pittura tener lo campo, e ora ha Giotto il grido, sì che la fama di colui è scura" (Purgatorio, canto XI, vv. 94-96). Allievo di Cimabue, la sua formazione avvenne tra Firenze, Roma ed Assisi. Ecco i capolavori di Giotto.

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Il Battistero

A Firenze osservò il cantiere dei mosaici del Battistero, al quale nel 1280, lavorarono numerosi artisti, che furono per lui di fondamentale importanza; ma il sorgere in Giotto di una profonda aspirazione classica si determinò soprattutto a Roma, attraverso la conoscenza diretta dei maestri Cavallini e Torriti, massimi esponenti della Scuola romana, che fu caratterizzata da un certo bizantinismo romanizzato. Tuttavia del passaggio di Giotto nella Città Eterna restano oggi pochissimi frammenti, come la Croce dell'Aracoeli, i Tondi con Profeti nel transetto sinistro di Santa Maria Maggiore e l'affresco di Bonifacio VIII tra due ecclesiastici nella Basilica di San Giovanni in Laterano.

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La Cappella di famiglia

Tra il 1303 e il 1306 fu a Padova, dove gli fu commissionato da Enrico Scrovegni, di dipingere interamente la Cappella privata di famiglia, situata nell'area romana della città vicino l'Arena. Il linguaggio pittorico che Giotto usò nella Cappella degli Scrovegni segnò un vero e proprio cambiamento rivoluzionario, che ebbe determinanti effetti su tutta la cultura artistica del Trecento e del Quattrocento. Nel 1311 si recò nuovamente a Roma e realizzò il mosaico della Navicella, collocato nel portico di San Pietro, di cui rimangono due frammenti con busti di angeli. Dopo la permanenza a Roma rientrò in Firenze, dove dipinse i capolavori della maturità: la Maestà d'Ognissanti, la Dormitio Virginis e la Croce d'Ognissanti. .

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Capomaestro

Giotto trascorse gli ultimi anni della sua vita da architetto sempre nella città di Firenze, nominato capomaestro dell'Opera di Santa Reparata nel 1334, ora Santa Maria del Fiore. Divenne anche soprintendente delle opere pubbliche del Comune, iniziando la costruzione del Campanile del Duomo, che non fu portato a termine poiché la morte colse l'artista nel 1337. Grandissima fu l'influenza di Giotto non solo nei suoi allievi diretti come Taddeo Gaddi, Maso di Banco, Giottino e Stefano Fiorentino, ma anche sulle generazioni successive di Bernardo e Agnolo Gaddi, dei Lorenzetti a Siena, di Giovanni da Milano e Altichiero. La sua opera costituì un efficace insegnamento per Masaccio e alle soglie del Cinquecento per Michelangelo Buonarroti.

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