La pazzia nei quadri di Vincent van Gogh

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Introduzione

Un artista dallo spirito tormentato e dall'animo fragile, questo è Vincent Van Gogh.
Un post impressionista che ha segnato, con le sue vicende personali ed il suo talento artistico, una lunga pagina della storia dell'arte. Vissuto quasi in povertà, oggi le sue tele sono quotatissime.
Autoritratti, nature morte, paesaggi, campi di girasole, tutti pervasi da una grande emotività ed una velata malinconia che hanno caratterizzato tutta la sua produzione artistica. Non è propriamente esatto parlare di pazzia nei quadri di Van Gogh, poiché il suo tormento derivava dal malessere di vivere, comune a molti autori, sia nell'arte che nella poesia.

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Occorrente

  • Testi biografici di Vincent Van Gogh
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Vediamo perché si parla della pazzia nei quadri di Vincent Van Gogh. L'artista nacque in Olanda nel 1853 a Zundert. Morì, nel 1890, ad Auvers-sur-Oise, a soli 37 anni, per una ferita provocatosi da un'arma da fuoco. Prima di questo gesto che lo portò alla morte, dipinse la sua ultima opera quasi come una previsione, una tela ad olio con un volo di corvi in un campo di grano. La sua vita fu tormentata da molte delusioni, tra queste anche quella di non essere stato accettato all'Accademia delle Belle Arti. Confidente e grande amico, fu per lui, il fratello Teo. Un mercante di opere d'arte che, per un periodo fu anche il suo mecenate. Teo rimase sempre accanto al fratello, aiutandolo anche economicamente. La sua vita trascorse tra l'arte ed il suo sogno irrealizzato di farsi prete. Le sue precarie condizioni di salute non gli permisero però di realizzare questi sogni appieno. Quella che definiamo pazzia nei quadri di Vincent Van Gogh, è una rabbia ed una frustrazione dovuta ad un'eccessiva sensibilità ed ad un senso di precarietà della vita e delle sue aspettative. Dedito fin da bambino alla passione per il disegno, iniziò a dipingere all'età di 30 anni. Nel 1886 scoprì il movimento impressionista a Parigi e ne rimase folgorato. Scelse definitivamente la strada dell'arte per esprimere il proprio mondo interiore.

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Per cercare di approfondire la controversa natura di questo complesso autore è indispensabile esaminare il lungo percorso epistolare con il fratello Theo. Van Gogh soffriva di allucinazioni e crisi misteriose, che sembravano legate ad epilessia, ma la diagnosi era forse influenzata dalle parole stesse del pittore, che si definiva un pazzo o un epilettico.
L'anno prima di morire, dopo una violenta lite col pittore Gauguin, si tagliò un orecchio con una lama e lo regalò ad una prostituta. L'assurdo episodio di automutilazione confermò il suo disagio con la vita.
Ricoverato in ospedale gli vennero diagnosticati sintomi di schizofrenia ed epilessia. Il pittore riuscì però a sublimare artisticamente anche questo drammatico episodio, realizzando il celebre "Autoritratto con orecchio bendato".

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Secondo una vasta parte della critica furono proprio le allucinazioni che lo portarono a prediligere i caratteristici colori caldi dei suoi quadri, divenuti una sorta di marchio per la loro immediata riconoscibilità. Alcuni ritenevano che i farmaci che assumeva per i suoi disturbi mentali forse alteravano parzialmente la sua percezione del reale e della natura stessa dei colori. Per questo si parla della pazzia nei quadri di Vincent Van Gogh. In realtà la pittura di Vincent Van Gogh è un grido disperato, carico di emozioni. I suoi colori e le pennellate forti e ricche testimoniano la bellezza di un'anima innocente e sofferente.
L' opera Campo di grano con volo di corvi, l'ultima meravigliosa tela di Van Gogh, è la testimonianza finale di questo malessere. Il desiderio ultimo di immortalare quello che era il suo stato d'animo dolente e rassegnato. Durante le frequenti crisi di depressione che lo portarono a numerosi ricoveri, nell'ospedale di Saint-Rémy-de-Provence, conobbe ed apprezzò il dottor Paul Gauchet. Un medico pittore che volle ritrarre in una sua famosa opera.
Per alcuni, l'artista era un malato di mente, e questo ha dato modo di parlare di pazzia nei quadri di Vincent Van Gogh. Ma forse, più semplicemente, era un genio della pittura, e come tale visse tutta la sua breve vita.

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Consigli

Non dimenticare mai:
  • Visitare il Van Gogh Museum ad Amsterdam
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