La pittura fiamminga e l'arte italiana

di Alessandro Bocci tramite: O2O difficoltà: media

La pittura fiamminga si diffuse nell'arte italiana, durante il meraviglioso periodo del Rinascimento. Durante questa cultura rinascimentale, negli Stati europei Belgio ed Olanda (Paesi Bassi), la borghesia bancaria e quella mercantile decisero di compiere la promozione dell'arte ed il proprio sviluppo, facendo realizzare delle personalità religiose e dei ritratti. Gli artisti che si dedicavano alla seguente tipologia d'arte viaggiavano in Europa e nella Penisola Italiana, ed offrivano i loro lavori ai signori molto rilevanti delle bellissime città di Napoli, Urbino, Firenze e Ferrara. Nei quattro passaggi susseguenti di questa favolosa e dettagliata guida, vi spiegherò esattamente e brevemente la pittura fiamminga e l'arte italiana!!!

1 Le particolarità della pittura fiamminga che caratterizzano essenzialmente gli artisti sono la tecnica raffinata, la minuziosità nel mostrare la vita reale e l'introduzione della pittura ad olio (metodo insegnato nel tempo anche agli altri pittori nativi in Italia). Attraverso quest'ultima, essi riuscivano a dare un risultato davvero naturalistico, grazie:
- alle rappresentazioni dello spazio;
- alle messa in evidenza degli oggetti mediante delle tinte chiare e luminose capaci di mostrare meglio i dettagli;
- agli effetti illusionistici e alle ombreggiature.
I famosi pittori fiamminghi che appartenerono all'arte italiana sono stati Jan Van Eyck (1390-1441), Roger Van der Weyden (1399-1464), Hans Memling (145/40-1494), Hugo Van der Goes (1440-1482), Petrus Christus (1410-1473) e Giusto di Gand (1430-1480).

2 Jan Van Eyck era originario dell'Olanda, fu il primo interprete della nuova pittura fiamminga e caratterizzò i propri quadri con un profondo studio sulla luce. Le due principali opere di questo pittore olandese furono le seguenti:
- "I Coniugi Arnolfini", dove egli raffigura un interno borghese in cui lo spazio viene definito empiricamente, allo scopo di dare maggiore attenzione agli oggetti, grazie ai riflessi e alle gradazioni della luce;
- "L'Adorazione dell'agnello mistico", dove l'autore utilizza delle iconografie complesse, per mostrare la cultura umanistica anche nell'arte fiamminga.

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3 Rogier Van Der Weyden lavorò alla corte di Lionello d'Este, dove venne a contatto con dei rilevanti centri artistici italiani (come Milano e Firenze).  Sulla pittura di questo artista originario del Belgio, è possibile notare un'enorme influenza dell'arte italiana, in cui egli esprime una forte sensibilità nella raffigurazione spaziale e nella drammaticità nordica.  Approfondimento Guida sull'Arte Fiamminga (clicca qui) Il suo quadro maggiormente conosciuto è il "Cristo crocifisso", dove:
- si può osservare un intenso gioco di linee curve nel modo in cui sono posizionati i personaggi;
- i colori sono accentuati da una luce aspra;
- l'immagine dà abbastanza risalto all'aspetto psicologico delle persone che si trovano davanti al Cristo e, infatti, esse sono disposte in un unico piano frontale.

4 I pittori originari italiani che vennero attratti da questo nuovo movimento pittorico, grazie alla ricchezza dei colori che offrivano e ai meravigliosi paesaggi, furono Piero della Francesca, Giovanni Bellini, Antonello da Messina (1430-1479), Francesco del Cossa e Cosmé Tura. Questi autori originari dell'Italia rielaborarono personalmente il linguaggio della pittura fiamminga. Il più importante di loro fu Antonello da Messina, che conobbe molto bene questo movimento andando a Napoli e la studiò da vicino grazie ai vari pittori fiamminghi. Anche lui cominciò ad usare la tecnica della pittura ad olio, come nel suo celebre quadro "La Crocifissione", dove egli mischiava la prospettiva ed i volumi della tradizione italiana con le forme fiamminghe.

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