La Trilogia Popolare di Giuseppe Verdi

di Annunziata Loredana Marzi difficoltà: media

La Trilogia Popolare di Giuseppe VerdiLeggi Giuseppe Verdi è noto in tutto il mondo. Nato in provincia di Parma, a Roncole di Busseto nel 1813, morì a Milano quasi novantenne, nel 1901. Il feretro venne accompagnato in silenzio, come da sua espressa volontà, da una folla immensa. Durante i giorni dell'agonia, le strade furono ricoperte di paglia affinché lo scalpiccio dei cavalli non disturbasse il grande compositore. Fra le sue molte e note opere, spicca in maniera particolare "la trilogia popolare".

1 La Trilogia Popolare di Giuseppe VerdiLeggi Il Rigoletto venne rappresentato per la prima volta l'11 marzo del 1851 a Venezia, al Teatro la Fenice. Liberamente tratta da un dramma di Victor Hugo intitolato "il re si diverte" su libretto di Francesco Maria Piave, narra di uno storpio buffone di corte che organizza scherzi crudeli verso chiunque gli capiti a tiro. L'unica nota gentile della sua vita è la figlia Gilda, ormai orfana di madre, e luce dei suoi occhi. Il Duca di Mantova rapisce e violenta la ragazza. Per vendicarsi, il buffone assolda Sparafucile perché uccida il nobile. Ma la ragazza, che ne è comunque innamorata, si sostituisce a lui e perde la vita al suo posto. Straziante la scena quando il padre scopre il cadavere della figlia. I pezzi più noti sono: "Questa o quella per me pari sono", "Cortigiani vil razza dannata" e "La donna è mobile".

2 La Trilogia Popolare di Giuseppe VerdiLeggi Meno di due anni più tardi, il 19 gennaio del 1853, all'Apollo di Roma, va in scena il Trovatore. Lo spunto è preso da El Trovador di Antonio Garcia Gutierréz, librettista è Salvadore Cammarone, che muore a pochi giorni dalla prima, e Verdi è costretto a chiedere alcune modifiche a Leone Emanuele Bardare, un collaboratore del defunto. Il dramma in quattro atti è ambientato in Spagna e racconta l'amore provato da Manrico e dal Conte di Luna per la stessa donna, Leonora. I due non sanno di essere fratelli, perché il primo è stato rapito quando ancora era un bambino dalla zingara Azucena, che vuole vendicarsi dell'uccisione della madre ma che, per errore, sopprime il proprio figlio al posto dell'altro e pur disperata lo cresce come fosse suo. Lo zingaro viene catturato e condannato a morire, la donna amata cerca di salvarlo ma, non riuscendo nell'intento, si avvelena. Azucena, riesce a rivelare la vera identità del ragazzo al fratello che lo ha fatto sopprimere. Tinte forti per questo lavoro che ha da subito avuto un grandissimo successo di pubblico. Da ricordare la parte del mezzosoprano "Stride la vampa" e, più di altri, "Di quella pira" cantata dal tenore.

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3 La Trilogia Popolare di Giuseppe VerdiLeggi La trilogia si chiude il 6 marzo dello stesso 1853, presso il teatro veneziano che ha visto il suo inizio con la messa in scena de "La Traviata".  Francesco Maria Piave adatta il romanzo "La signora delle Camelie" di Dumas figlio.  Approfondimento Giuseppe Verdi: vita e opere (clicca qui) Fu un fiasco, a causa dell'argomento scabroso per l'epoca e degli interpreti non all'altezza delle parti loro assegnate.  L'anno seguente venne riproposta e riscosse il meritato successo.  Tutti conoscono il disperato amore di Violetta per Alfredo, lo sprezzo del padre di questi per la donna di vita, i sacrifici fatti dalla mondana per l'uomo amato ed infine la sua morte per tubercolosi.  Le arie "Amami Alfredo" e il coro che brinda "libiamo nei lieti calici" richiamano alla mente di chi li ascolta fin dalle prime battute il titolo di questa grande opera.  Mille pagine non basterebbero per elencare solo alcuni degli episodi legati a questa piccola parte del lavoro del grandissimo musicista italiano...

(Le immagini sono tratte dai siti del Teatro alla Scala e del Covent Garden). 

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