10 cose da sapere su Puccini

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Introduzione

Giacomo Puccini è una delle figure principali del teatro musicale italiano a cavallo tra il XIX e il XX secolo: compositore conosciuto in tutto il mondo che ha dato vita ad opere immortali come Tosca, Madama Butterflly, La Bohème, veri e propri capolavori stilistici che restano nel nostro patrimonio artistico a testimoniare la grandezza di chi le ha realizzate. Perché Puccini in realtà dette vita in tutto il corso della sua carriera ad un numero relativamente limitato di opere, dodici in tutto, dal momento che il suo scopo era quello di creare delle composizioni sempre più curate nei dettagli fino a raggiungere la perfezione. Andiamo a vedere chi era e come lavorava questo incomparabile artista toscano: 10 cose da sapere su Puccini.

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La musica

Già inserito dalla nascita in un contesto di passione per la musica Puccini prese la sua decisione di dedicarsi ad essa totalmente solo dopo aver assistito all'Aida di Giuseppe Verdi: perciò partì da Lucca, città natale, insieme ad alcuni amici, e raggiunse a piedi Pisa dove veniva rappresentata; fu proprio questa esperienza a determinare in Puccini la volontà di divenire un compositore di opere liriche.

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I motori

Altra grande passione di Puccini furono i motori e la velocità: amava guidare su auto dell'epoca sfrecciando dalla sua residenza a Torre del Lago fino a Viareggio o Forte dei marmi; ma poiché un'altra sua grande passione era la caccia, presto si rese conto che nessuna delle auto prodotte fino ad allora era adatta a terreni sterrati e chiese a Vincenzo Lancia di realizzare quello che possiamo considerare il primo fuoristrada al mondo: un'auto con telaio rinforzato e ruote artigliate in grado di muoversi su terreni accidentati.

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Le donne

Puccini stesso amava definirsi un cacciatore potente di uccelli selvatici, libretti d'opera e belle donne riassumendo in queste parole tutte le passioni che alimentarono la vita stessa del compositore. In realtà, pur avendo avuto molte avventure sentimentali, Puccini rimase sempre legato alla sua Elvira, moglie di un commerciante, che sposò solo alla morte del marito di questa, e dalla quale ebbe l'unico figlio, Antonio.

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I fagioli

L'origine toscana di Puccini lo rese sempre amante del buon cibo ma sembra che avesse una particolare predilezione per i fagioli; durante gli anni trascorsi al Conservatorio di Milano scriveva alla madre lamentando la mancanza dei cibi preferiti; dopo il successo e la fama ottenuti spedì al suo amico ed editore Giulio Ricordi una dose dei legumi con tanto di ricetta.

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Simonetta Puccini

Pochi sanno che l'unico figlio di Puccini, Antonio, ebbe un figlia sola, nata fuori dal matrimonio, Simonetta Puccini, che ha dovuto affrontare una lunga battaglia giudiziaria prima di essere riconosciuta legittima erede di un patrimonio molto importante e autorizzata a portare il cognome del padre. Simonetta, che purtroppo è venuta a mancare nel dicembre 2017, ha istituito una Fondazione che persegue lo scopo di preservare e diffondere il ricordo della vita e delle opere del nonno.

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Madama Butterfly

Una delle opere più rinomate oggi nel panorama dell'opera teatrale fu, al suo esordio alla Scala di Milano nel 1904, un vero disastro: accolta dal pubblico con fischi e boati che non demoralizzarono Giacomo; nello stesso anno a Brescia infatti la sua opera ebbe il riconoscimento e il successo meritato consentendogli di spiccare il volo verso altre grandi soddisfazioni.

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L'epistolario

All'inizio della sua carriera Puccini scrisse molte lettere alla madre, agli amici, in cui si manifestano tutte le difficoltà, soprattutto economiche, di un artista agli esordi. Queste epistole sono state raccolte in un volume edito da Olschki che ricostruisce una parte, forse la più avvincente, della vita di Puccini.

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Turandot

La Turandot è un'opera lirica incompiuta che rappresenta anche la fine dell'autore perché durante la sua stesura Puccini appunto morì. Aggredito da un tumore alla gola non riuscì a portare a termine questa magnifica opera che venne completata da uno dei suoi allievi, Franco Alfano. Nell'ambiente teatrale venne perciò decretata la fine dell'opera come genere a causa del decesso del maestro come ebbe a dire Toscanini interrompendo l'esecuzione dell'opera che stava dirigendo: "Qui termina l'opera perché l'autore è morto".

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Tosca

La Tosca nasce come testo teatrale prodotto da un giovane insegnante di francese, Victorien Sardou. Messo in scena a Milano nel 1890 stimolò subito in Puccini l'idea di tradurlo in melodramma e dopo qualche anno, dopo averlo rivisto a Firenze, si determinò infatti a convertirlo nella celeberrima e omonima opera lirica.

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La Bohème

La Bohème è la conversione in lirica di un'opera teatrale di Murger "Scene della vita di bohème" che ritrae uno stile di vita trasandato, povero, malinconico ma anche spensierato che in quegli anni in Italia viene interpretato da un movimento noto come Scapigliatura. In Francia questa stessa tendenza dei giovani studenti prendeva ispirazione dalla vita dei nomadi provenienti dalla Boemia ed approdati appunto in Francia.

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