10 motivi per leggere i libri di Stephen King

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Introduzione

Stephen King è uno degli scrittori più prolifici di sempre, con oltre 50 romanzi, 160 racconti e 400 saggi, raccolti in centinaia di libri, che gli sono valsi vendite record (oltre 350 milioni di copie vendute) e alcuni dei riconoscimenti letterari più ambiti al mondo.
Ma voi giustamente osserverete che la fama e le vendite non sono tutto, e non necessariamente un autore famoso si rivela poi essere un grande scrittore. Dunque analizziamo in una breve lista di 10 motivi, perché, secondo me, vale la pena leggere i lavori di Stephen King (senza spoiler).

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Stile accessibile a tutti

Quando il nostrano Giovanni Verga decise di iniziare a scrivere in italiano piuttosto che in dialetto siciliano, fu criticato da molti. Il motivo della sua scelta, tuttavia, è ben comprensibile nel mondo globalizzato di oggi: egli voleva arrivare a tutti, far conoscere le sue opere al maggior numero di persone possibili, non solo ai suoi paesani e conoscenti.
In questo Stephen King e Verga sono molto simili.
King adotta, sin dai primi lavori, uno stile semplice (ma mai banale) con descrizioni vivide ma non verbose, termini semplici e comuni, che chiunque riesce a riconoscere senza avere un dizionario alla mano.
Grazie a questa sua scelta stilistica, l'autore arriva davvero a tutti, dall'adolescente all'anziano e dal letterato al meno istruito.
Una scelta in un certo senso "democratica" e senza dubbio coraggiosa; perché naturalmente, essere uno scrittore che usa le stesse parole del ragazzo prepubere può portare ad un certo grado di derisione da parte della "lobby" degli scrittori... Specialmente se si ha molto più successo di loro.

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Trame

Se lo stile di Stephen King è molto semplice e mai aulico, è anche perché per lui lo stile deve essere messo al servizio della trama.
L'intreccio è nella quasi totalità dei casi il punto forte dei lavori di King: una fantasia quasi illimitata gli permette di immaginare mondi, situazioni, personaggi che interagiscono sempre in modo credibile e interessante, in una storia a volte fantascientifica, a volte vicinissima al nostro mondo (e talvolta, entrambe le cose).
Lui stesso si definisce uno "Storyteller" ("Cantastorie") più che un vero e proprio scrittore, ed anche i deterrenti più fermi non possono negare che se il suo stile è opinabile, la sue trame sono sempre all'altezza.

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Offre ottimi spunti di riflessione

Spesso le storie di Stephen King originano da esperienze di vita vissuta, da un idea, un dubbio, un problema etico, una credenza popolare.
Molti dei suoi lavori offrono ampi spunti di riflessione sulla società, sul ruolo della donna, sulla paura in sè, su terribili futuri che non ci sembrano impossibili guardandoci in giro.
Soprattutto però offre un ritratto vivido delle parti più oscure dell'animo umano, ci mette in guardia da esse, ci pone davanti a dilemmi morali per farci porre domande esistenziali, e soprattutto non ha paura di uccidere i "buoni", perché uno dei più grandi e sofferti insegnamenti che possiamo trarre dai suoi lavori, è che raramente i buoni vincono, come nelle sue storie, così nella vita vera.

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Ha rivoluzionato il genere horror

Se ci pensate non è passato poi tanto tempo dal "Frankenstein" di Mary Shelley (poco meno di 200 anni), ancor meno da "I delitti della Rue Morgue" di Edgar Allan Poe (circa 170 anni), da "Dracula" di Bram Stoker (120 anni) e da "Il richiamo di Cthulhu" di H. P. Lovecraft (89 anni). Eppure l'horror di King si discosta in maniera ferma (a volte più a volte meno) da questi autori.
Se King ha infatti usato spesso il tema del sovrannaturale e del paranormale per condire le sue storie (nella sua produzione non mancano vampiri, licantropi, fantasmi, poteri paranormali e quant'altro), lui riesce a farci aver paura anche e soprattutto di noi stessi. Delle altre persone, del buio, dell'ignoto.
Sia chiaro, molte delle tematiche da lui trattate, tutti i mostri di cui parla e un certo numero delle digressioni che propone sono già stati trattati da altri autori prima di lui, ma nonostante questo lui ha avuto il merito più grande: estenderne la conoscenza a tutti.
Per me, la sua rivoluzione sta in questo, se siamo cresciuti con "Piccoli brividi" di R. L. Stine, e se vediamo uscire al cinema almeno 2 o 3 film horror all'anno lo dobbiamo anche e soprattutto a lui, che ha saputo portare la voce del genere horror a tutti.

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E' lo scrittore più prolifico in vita

Ho premesso nell'introduzione che avere una vasta produzione non vuol dire essere buoni scrittori.
Ma vorrà pur dire qualcosa!
Pensate alla CocaCola. È la bibita più buona del mondo? Probabilmente no (io preferisco il ginger ale...), ma ha il perfetto mix di gusto "ruffiano", branding distintivo, riconoscibilità tra le imitazioni e storia, che la rendono la bibita più venduta al mondo.
King è questo. O per citare le sue stesse parole "come un big mac con patatine per l'americano medio".
Se una cosa ha successo, non necessariamente vuol dire che sia buona, ma abbiamo un buon 60% di probabilità che ci piacerà.
Finché King continuerà a scrivere romanzi realmente ispirati, e non testi pensati solo per vendere copie, a me sta bene così. Con tutti i suoi pregi e difetti, trovo il suo successo più che motivato.

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Adattamenti cinematografici

Qui abbiamo 2 aspetti da discutere: il gusto di vedere il libro che abbiamo letto diventare un film o una serie, e la poca fedeltà che spesso accompagna la trasposizione.
Sono sicuro che vi è capitato in altre occasioni di aver letto un libro e poi aver visto un film da esso tratto (o viceversa). Se il film è ben fatto è sempre una grande soddisfazione vedere il mondo che finora era solo stato proiettato nella nostra mente impresso su pellicola, vedere come il regista ha interpretato quello che tu avevi immaginato. King è uno degli autori che può vantare il maggior numero di trasposizioni dei suoi lavori, quindi leggendo i suoi libri avete buone probabilità che prima o poi vedrete il film o la serie ad esso ispirata (proprio in questi giorni Netflix sta proponendo "The Mist").
Dall'altro lato della medaglia c'è il caso in cui il film perde il significato che il libro voleva comunicare. Ad esempio "Shining" di Stanley Kubrick, pur essendo un film incredibile con una performance memorabile di Jack Nicholson, è stato criticato più volte da Stephen King. L'autore infatti ha dichiarato che nella pellicola il regista non è riuscito (o meglio, non ha voluto) comunicare quello che il libro diceva, perdendo la "morale" del romanzo.
In entrambi i casi, meglio passare in libreria e acquistare il cartaceo, prima di aprire i pop-corn e darci alla visione!

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Consigliato a chi vuole imparare la scrittura creativa

Per molti, me compreso, l'arte deve riuscire a convogliare un messaggio al maggior numero possibile di persone. King ha una visione interessante del talento: "Se riesci a scrivere qualcosa che ti fa avere un assegno, quando vai in banca quell'assegno non è scoperto, e con i soldi dell'assegno riesci a pagare le bollette... Allora hai talento!"
Se volete cimentarvi nella scrittura, sicuramente King è un autore da studiare. Non necessariamente poi dovrete adottare il suo stile, ma vi assicuro che ha più di un "trucco" da insegnare anche a scrittori esperti e blasonati, per quanto riguarda la capacità di arrivare al lettore. Chiunque abbia letto King si ritrova lui stesso nel luna park, nel cimitero, nell'albergo, nel bosco, e riesce quasi a sentire gli odori, i rumori di fondo, il colore delle luci.
Nelle descrizioni e nei dialoghi, lo stile semplice e diretto di King è un "must" per chi ha intenzione di cimentarsi nella scrittura creativa.

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E' innovativo e al passo coi tempi

La capacità di evolversi è ciò che ha portato l'essere umano sulla cima della catena alimentare. Stephen King non è da meno nelle sue opere. Negli ultimi anni è arrivato a scrivere romanzi psicologici, romanzi sul ruolo della donna, romanzi thriller e molto altro ancora.
Inoltre si tiene al passo coi tempi anche per quanto riguarda i "mezzi" di comunicazione, avendo pubblicato dei racconti esclusivi per Kindle, e anche una novella online aperta ai suggerimenti del suo pubblico.

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Tutti hanno un opinione su di lui

King è uno scrittore polarizzante: alcuni lo amano, alcuni altri lo odiano, tutti ne hanno un opinione.
La storia ci insegna che le personalità polarizzanti sono quelle che hanno avuto più successo (pensate a Galileo Galilei). Chi riesce a far parlare di sè evidentemente ha qualcosa in più di un altra persona che non riesce nello stesso intento.
Per King lo spunto di discussione è sempre lo stile, che è stato oggetto di amarissime critiche da parte di taluni critici letterari del nostro tempo, e di altissime lodi di talaltri, che lo affiancano addirittura a Charles Dickens, per il suo stile diretto ed efficace, e perché parla degli "umili" e dei "perdenti" della società.
Voi cosa ne pensate? Leggete e fatemi sapere!

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Si legge bene anche in lingua originale

Le traduzioni dei best-seller sono sempre fatte da professionisti altamente qualificati, ma questo non deve mai scoraggiarvi dal leggere l'opera in lingua originale.
Questo è particolarmente valido per Stephen King, che è leggibile in inglese anche con una conoscenza basilare della lingua ed un dizionario alla mano. Questo ci permette di comprendere meglio anche la psicologia stessa dell'autore, le sue scelte lessicali, e spesso parole intraducibili o che suonano molto meglio in lingua piuttosto che nella traduzione, per quanto accurata (pensate alla differenza tra l'originale "shining" ed il tradotto "luccicanza"...).
Ovviamente non vi dico di non leggere i libri in italiano, che come già accennato sono tradotti benissimo, ma date una possibilità anche all'inglese, non ve ne pentirete!

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