5 elementi architettonici dello stile romanico

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Introduzione

Tra l'XI e il XIII, a seguito del periodo buio determinato dall'Anno Mille e dai timori sulla fine del mondo, l'arte e la cultura conobbero un periodo di nuova vitalità e di ripresa. La corrente stilistica che nacque in questi secoli fu chiamata "romanico", perché ricordava molto da vicino quella romana. Il romanico precedette il gotico, e in architettura era caratterizzata in modo molto specifico, tanto che ancora oggi è facile distinguere un edificio romanico da quelli appartenenti ad altri stili. Ecco 5 elementi architettonici dello stile romanico.

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Arco

Come si diceva, lo stile romanico ricorda quello romano, dal quale desume moltissimi elementi architettonici. Il primo fra questi è l'arco. Gli edifici che testimoniano in maniera più numerosa l'impiego massiccio degli archi sono le chiese. Nello specifico, si costruivano archi a tutto sesto, che si distinguono da quelli a sesto acuto; si tratta di cupole curve che convergono verso un punto di forza centrale.

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Colonna

Le colonne venivano usate nei templi greci e romani, e poi nelle prime basiliche cristiane. Nelle chiese romaniche essere trovano larga diffusione nel separare le navate laterali da quella centrale. I capitelli delle colonne erano molto semplici, decorati con motivi geometrici, ma a volte erano scolpiti con motivi vegetali.

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Pilastro

Al posto delle colonne, nello costruzioni più massicce ed imponenti, l'architettura romanica impiegava i pilastri. La principale differenza che esiste tra un pilastro e una colonna sta nella forma della base, che nel primo è poligonale, e nella seconda circolare.

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Volta

La volta delle chiese romaniche è la copertura che aveva il soffitto, e in sostanza è una sorta di evoluzione dell'arco. La volta che è stata più ampiamente usata nel periodo romanico è quella detta "a botte", molto semplice; ma in seguito iniziò ad affermarsi quella detta a crociera, preludio allo stile gotico successivo.

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Monofora

Le finestre delle chiese romaniche erano per la maggior parte dei casi delle monofore a doppia trombatura, ovvero aperture con un unico vano. Qualche volta venivano impiegate anche delle bifore, ovvero finestre che avevano due vani, divisi da una piccola colonna. In linea di massima, ciò che contraddistingue tutta l'architettura romanica, specie da quella dei secoli successivi, è l'estrema semplicità e pulizia delle forme. Molto spesso infatti questi edifici vennero rielaborati secondo i canoni estetici del momento, abbellendoli con strutture sovrapposte.

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