Alberto Bevilacqua: vita e opere

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Introduzione

Catalogare un maestro del calibro di Alberto Bevilacqua è alquanto periglioso: si rischia di essere riduttivi. Noto a tutti come scrittore, è stato anche documentarista, sceneggiatore, regista, poeta, critico del costume, insomma quel che in altri termini potremmo definire un intellettuale “multimediale”. Insignito nel 2010 della carica di Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine al merito della Repubblica Italiana, conobbe gli onori e gli oneri della ribalta e condusse una vita travagliata. In questa guida ne riassumiamo la vita e le principali opere.

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Alberto Bavilacqua, nato il 27 giugno 1934 a Parma, condusse un'infanzia difficile ed in condizioni di estrema povertá. Come egli stesso ci narra nel libro “Lui che ti tradiva” del 2006 il padre, Mario Bevilacqua, era un aviatore che proprio non ne voleva sapere di diventare padre. Sposò sua madre, Lisa Cantadori, donna di servizio che rimase incinta a 18 anni, 4 anni dopo la sua nascita. La madre, fortemente attaccata ad Alberto, cadde in depressione, alla nascita della secondogenita. Dopo essere stata internata in varie occasioni, guarí e tornó ad essere, fino alla morte per malattia, che la colpí nel 2003, una donna ironica, allegra e piena di vita.

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Il personaggio femminile, di cui Alberto Bevilacqua ci offre una galleria magnifica, costituisce un punto cardine di moltissime sue opere. Sapiente alchimia che combina fantasia e realtá, la figura femminile è un elemento fondante che ha origine non solo dal legame con la madre, ma anche e direttamente da traumatiche esperienze di vita. Egli stesso confessa di aver subito un atto di pedofilia ed essere stato violentato da una donna che definí “orchessa” (cit. Da “Lui che ti tradiva”) all'etá di 6 anni. Fra le opere di narrativa incentrate su quest'emblematico rapporto: “Lettera alla madre sulla felicità” del 1995, “Tu che mi ascolti“ del 2004, la raccolta “Roma califfa” del 2012.

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L'anno della svolta fu il 1955, quando Alberto Bevilacqua venne contattato da Leonardo Sciascia che, dopo aver letto il suo primo romanzo “La polvere sull’erba”, volle conoscerlo e glielo fece pubblicare in una raccolta di racconti. Il suo esordio in poesia risale invece al 1961, quando pubblicó "L'amicizia perduta", ma la sua produzione poetica fluisce in parallelo alla sua opera narrativa. In ordine cronologico menzioniamo fra le sue liriche: "La crudeltà " del 1975, "Immagine e somiglianza" del 1982, "Vita mia" del 1985, "Il corpo desiderato" del 1988, "Messaggi segreti" del 1992, “Poesie d'amore” del 1996, "Piccole questioni di eternità" del 2002.

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Raggiunse il successo editoriale nel 1964, grazie al romanzo "La Califfa", che lo portó anche alla ribalta internazionale. La notorietá non lo spaventó affatto: Alberto Bevilacqua fu uno scrittore prolifico ed inarrestabile. Alla sua opera piú nota fecero seguito nel 1966 “Questa specie d'amore” (vincitore del Premio Campiello), “L’occhio del gatto” con cui nel 1968 vinse il premio Strega, "Un viaggio misterioso" del 1972 insignito del Premio Bancarella, “Il curioso delle donne” del 1983, “I sensi incantati“ del 1991 vincitore del premio Bancarella, nel 2007 “Le poesie” e la raccolta di 50 brevi racconti “Storie della mia storia”, la raccolta di poesie “Duetto per voce sola. Versi dell'immedesimazione” del 2008, il libro “Eros II” del 2009.

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Per quanto riguarda il cinema, fra i principali film che portano la sua firma in qualitá di regista non possiamo dimenticare “La Califfa” (diretto nel 1970 e tratto dall'omonimo libro); “Questa specie d'amore” del 1972, che gli valse il David di Donatello, “La donna delle meraviglie” del 1985, “Gialloparma” del 1999. Fra le produzioni cinematografiche che lo vedono come sceneggiatore troviamo “La cuccagna” di Luciano Salce del 1962, “I tre volti della paura” e “Terrore nello spazio” di Mario Bava (rispettivamente del 1963 e 1965), “Anastasia mio fratello” di Steno del 1973. Per la televisione realizzò la miniserie “Le rose di Danzica”, oltre a vari documentari.

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Visse gli ultimi anni in solitudine, fra le polemiche. Ricoverato nel gennaio 2013 presso una clinica privata a Roma, in seguito all'aggravarsi di uno scompenso cardiaco, morí dopo lunga malattia a Roma il 9 settembre 2013. La procura romana, su richiesta dei familiari, ha aperto un fascicolo d'inchiesta nei confronti della clinica privata che lo ebbe in cura fino al decesso.

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I temi cardine della produzione poetica e narrativa di Alberto Bevilacqua sono l'infanzia infelice, la sensualitá tormentata, la femminilitá potente, il travaglio degli affetti, il senso-nonsenso della vita, tutti elementi che egli seppe trasporre in atmosfere liriche, dal sapore visionario. Fu magistrale narratore di Parma come simbolo della vita in provincia in epoca fascista; dei contrasti di una societá in crisi, costellata da eroi meschini; di un destino di solitudine e dolore, che descrisse con un tono talvolta altezzoso e che gli valse molte antipatie. Dotato di uno sguardo impietoso, la sua invettiva punta diritto al cuore del suo lettore, nel contempo confessore, cui ogni suo componimento è destinato.

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