Anacronismo: storia, stile e maggiori esponenti

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Introduzione

Se pronunciamo la parola anacronismo facciamo riferimento a una descrizione o riferimento di determinati fatti o personaggi, in un tempo che non appartiene alla loro natura. Questa parola trae origine dal vocabolo greco "ἀνά" che significa "contro" o "all'indietro" e "χρὁνος" che invece tradotto esprime "tempo". In ambito letterario questo stile venne ampiamente adoperato per l'archeologia e nella storia dell'arte e nella cinematografia.
All'inizio degli anni 80 del secolo scorso, questo venne definito anche come "citazionismo, ipermanierismo o pittura colta", e trovava le sue fondamenta nel recupero di stili e tecniche proprie dell'arte del passato. Coloro che espressero in maniera più efficace queste ideologie furono il critico dell'arte Calvesi e pittori come Bartolini e Mariani. Ecco dunque descritto l'anacronismo nell'ambito della storia, dello stile e dei sui maggiori esponenti.

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Carlo Maria Mariani

Tra tutte le opere di questo movimento artistico e culturale, degne di nota sono sicuramente quelle di Carlo Maria Mariani. Tra tutte citiamo "La mano obbedisce all'intelletto" datata 1983 e "schianta le serpi e giù piomba" del 1988. Le figure rimandano nelle forme, alla tradizione classica rifiutando tutti i mezzi di rappresentazione figurativa moderna.

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Il rifiuto e la critica

Tutti questi esemplari figurativi, rappresentano non solo il rifiuto e la critica alle nuove avanguardie pittoriche e quindi all'uso di qualsiasi mezzo moderno, ma allo stesso tempo tendono alla rivalutazione del passato usato per descrivere il presente. Da questa corrente di pensiero è possibile capire le motivazioni per le quali si possono trovare diversi aspetti pittorici tipici del classicismo. Tra tutti spesso vennero rappresentate figure nude dalle linee perfette e paesaggi tratti dalla nostra società moderna.

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Maurizio Calvesi

Nell'ambito della storia dell'arte, l'anacronismo trovò terreno fertile per svilupparsi tra il 1970 e il 1980. Colui che teorizzò ciò fu il critico Maurizio Calvesi il quale, nominato responsabile della biennale di Venezia del 1984 in materia di arti visive, presentò all'evento di cui era responsabile i massimi esponenti della corrente pittorica. Tra questi i personaggi di maggior rilievo furono: Carlo Maria Mariani, Paola Gandolfi, Omar Galliani, Stefano Di Stasio, Ubaldo Bartolini ed Alberto Abate. Nei loro capolavori, gli artisti si ponevano come obiettivo principale quello di, attraverso l'ausilio di mezzi non attuali, anacronistici, creare un'arte colta che tendesse a rivalutare il linguaggio e i temi del'arte passata. Questa corrente di pensiero ed artistica si posizionò in netta contrapposizione al linguaggio dell'arte moderna, la quale si basa sulle tecniche multimediali, ebbe subito grandi successi e si sviluppò tra gli anni cinquanta e sessanta del Novecento.

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