Arte concettuale: storia, stile e maggiori esponenti

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Introduzione

Con il termine Arte concettuale s'intende uno stile in cui il concetto espresso risulti maggiormente importante rispetto all'estetica dell'opera medesima. Specificatamente, questo movimento nacque e si sviluppò negli Stati Uniti d'America (USA) intorno alla seconda metà degli anni Settanta, e venne rimpiazzato nei primi anni Ottanta dal Transavanguardismo, che fu caratterizzato da un rinnovato interesse verso non soltanto verso la pittura, ma anche verso gli oggetti e la materialità: come succede spesso nella storia dell'arte, tale movimento artistico presenta un ritorno alle precedenti correnti ed uno dei suoi maggiori esponenti è l'artista statunitense Joseph Kosuth!!!

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Joseph Kosuth

Il teorico dell'Arte concettuale fu il pittore americano Joseph Kosuth, secondo cui l'arte rappresenterebbe una continuazione della filosofia, che la considerava oramai arrivata alla conclusione. Nell'anno 1965, questo artista statunitense diede inizio alla corrente concettuale esponendo la propria opera intitolata "Una e tre sedie", dove egli si proponeva di far riflettere l'osservatore non soltanto sul concetto di "sedia", ma anche sulla relazione tra il termine stesso e l'immagine (a livello sia semiotico che logico): pertanto, non si limitò solamente a proporre quella che lui considerava un'arte altrimenti fine a se stessa ed eccessivamente legata alla materialità.

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Narrative Art

L'Arte concettuale si figurò, quindi, come il punto di arrivo di tutte quelle correnti successive al Neoclassicismo (Impressionismo, Postimpressionismo, Espressionismo, Cubismo, Futurismo e Dadaismo), che si contraddistinsero per un'opposizione alle regole dell'arte accademica di fine '700 ed inizio '800. Attraverso l'Arte concettuale cominciarono nuove forme di rappresentazione, come la "Narrative Art" (dualismo tra le immagini e le vicende raccontate o lasciate immaginare all'osservatore). La "Happening" e la "Performance" (similari alle brevi rappresentazioni teatrali fondate rispettivamente sull'improvvisazione e sui copioni scritti).

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Body Art

Negli anni Settanta, inoltre, fiorì anche la "Body Art", dove l'artista utilizza il proprio corpo come materiale da esposizione, spingendosi talvolta a delle pratiche vicine all'autolesionismo. I principali esponenti dell'Arte concettuale, oltre appunto a Joseph Kosuth, furono i seguenti: il sudcoreano Nam June Paik (inventore della videoarte); la statunitense Charlotte Moorman (attiva nell'arte multimediale); la giapponese Yoko Ono (membri di Fluxus); il nipponico On Kawara; l'americano Bruce Nauman (insignito del premio Wolf per le arti, nel 1993); Lawrence Weiner (realizzatore di enormi installazioni a parete); il tedesco Joseph Beuys; gli italiani Giulio Paolini, Alighiero Boetti (iscritto al gruppo Arte Povera), Michelangielo Pistoletto e Mario Merz (entrambi appartenente all'arte povera).

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