Breve analisi de "I Sepolcri"

tramite: O2O
Difficoltà: media
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Introduzione

Nato nell'isola di Zante il 6 febbraio 1778 Niccolò Foscolo, noto ai più e per suo volere come Ugo Foscolo, è stato il più grande esponente del romanticismo e del neoclassicismo italiani. Nato da padre veneziano e madre greca, primo di quattro fratelli, Foscolo si dedicò sin dalla giovane età alla lettura dei classici ed alla composizione di opere proprie. In un primo momento appoggiò l'operato di Napoleone Bonaparte, arruolandosi volontariamente nell'esercito bonapartista, per poi criticarlo, additandolo come tiranno. Proprio al primo periodo, quello filo-francese, appartiene il Carme Dei Sepolcri, una delle opere più complete e conosciute del poeta. Passiamo quindi ad una breve analisi de "I Sepolcri".

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L'editto di Saint-Cloud

Per una corretta contestualizzazione dell'opera bisogna sapere che pochi anni prima della stesura del carme, e più precisamente nel 1804, l'imperatore francese Napoleone Bonaparte aveva emanato un edito, chiamato editto di Saint-Cloud dal nome del castello presso Parigi in cui soggiornava, con il quale intendeva dare una regolamentazione definitiva riguardo la costruzione di nuovi cimiteri e la creazione di nuovi sepolcri, stabilendo che questi ultimi avrebbero dovuto essere tutti uguali, per evitare discriminazioni tra i defunti, e posti fuori dalle mura cittadine per scongiurare il rischio di epidemie.

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I temi affrontati nell'opera

È doverosa una precisazione in merito alla posizione assunta dal Foscolo nel carme: egli, pur rifiutando ogni dimensione metafisica della morte e negando alla tomba qualsiasi valenza religiosa, ne riconosce il valore da un punto di vista squisitamente laico. Il sepolcro è inteso come sensibile incarnazione del legame tra i vivi e i morti, come crocevia di affetti, di memorie e di speranze. Ma altri temi vengono affrontati in quest'opera così intensa: quello della fatalità della morte, quello della bellezza, quello dell'eroismo; questi motivi corrono attraverso i sepolcri, tra loro inscindibili, in quanto ricostruiscono, insieme, il senso stesso della vita.

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La struttura del carme

Lo stesso Foscolo suggerisce di distinguere nella struttura del carme quattro grandi parti: nella prima parte si mostra come "i monumenti, inutili 'a morti giovino ai vivi, perché destano affetti virtuosi lasciati in eredità dalle persone dabbene" e si critica la nuova legge che accomuna "le sepolture de' tristi e de' buoni, degl'illustri e degl'infami" (versi 1-90); nella seconda parte si alternano diverse immagini connesse al culto dei morti, sin dalle prime istituzioni della civiltà; infine il sepolcro di Ilo, fondatore di Troia, rievoca le profezie di Cassandra; con le parole della sacerdotessa che annuncia la fine di Troia si conclude il carme (213-295).

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