Breve guida sull'arte espressionista

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Introduzione

L'espressionismo è il movimento che diede origine a quel tumulto di stravolgimenti artistici e culturali - le cosiddette Avanguardie - che caratterizzarono l'Europa all'inizio del '900.
Il movimento espressionista nacque in contrapposizione all'arte riconosciuta e si ribellò alle regole accademiche, sminuendo la veridicità dell'oggetto in favore dell'impressione. L'espressionismo infatti, rifiutò ogni genere di naturalismo e fece dell'espressione diretta dei sentimenti il soggetto principe.
Se l'espressionismo nacque principalmente dalle arti figurative, vide però un florido sviluppo nell'intero panorama artistico e culturale: architettura, musica, letteratura, teatro e cinema ne abbracciarono le regole stilistiche e concettuali.

Nella breve guida che segue sono presentati i concetti fondamentali, le linee di sviluppo e i momenti salienti dell'espressionismo nell'arte figurativa.

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Le basi dell'espressionismo

Il cuore dell'espressionismo furono la Francia e la Germania, dove nei primi del '900 si svilupparono arti figurative con caratteristiche simili. Questi movimenti si opponevano alle regole espressive imposte dall'accademia, facendo dell'uso spregiudicato del colore e della distorsione delle forme espedienti per incidere sulla tela la percezione della realtà. Fonte di ispirazione per l'espressionismo furono le opere di Paul Gauguin, Vincent Van Gogh ed Edvard Munch. Questi artisti, infatti, si distanziarono dalle regole formali e concettuali del realismo per abbracciare un uso espressivo delle forme e del colore.

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L'espressionismo francese e l'espressionismo tedesco: similarità e differenze

In Francia, l'espressionismo fu identificato con un gruppo di pittori chiamato Fauves (belve). Nome coniato nel 1905, quando, dopo la prima mostra collettiva al Salon d'Automne di Parigi, il critico Luis Vausxelles affibiò loro questo appellativo dispregiativo, in riferimento all'uso violento del colore. I Fauves erano accumunati dall'uso irrealistico del colore e dalla semplificazione delle forme. Il colore era usato puro, spesso accostato con grande contrasto e le forme rappresentavano la percezione della realtà più che la sua fedele rappresentazione. Le opere di Henri Matisse e di André Derain furono tra le più rappresentative di questo gruppo.
Nello stesso periodo, in Germania, si sviluppò un altro movimento espressionista. Infatti, a Dresda, nel 1905 venne fondato il gruppo Die Brücke (il ponte). Questa corrente, che annoverava tra i suo esponenti Ernst Ludwig Kirchner, Emil Nolde e Max Pechstein, vide un rapido sviluppo, portando a compimento il suo manifesto nel 1906. Tale manifesto asserì che l’artista Die Brucke doveva esprimere fedelmente sulla tela le proprie convinzioni più profonde, esplicitando così il legame tra le percezioni soggettive e l'espressione figurativa. Coloro che condivisero questa poetica concepirono l’esperienza emozionale come un banco di prova dei valori estetici e morali e si caratterizzarono per la pennellata veloce, le linee spigolose e i colori violenti.
Evidenti sono i parallelismi tra l'espressionismo francese e l'espressionismo tedesco: i Fauves, così come il primo espressionismo tedesco, utilizzarono le forme e colori per sottolineare impressioni e stati emotivi. Comuni erano anche le scelte dei soggetti: scene di vita metropolitana, nature morte, paesaggi e interni.
Tuttavia, ci sono anche forti contrasti tra queste due correnti. Il primo è senza dubbio costituito dalla natura del gruppo: mentre i Die Brucke si svilupparono seguendo un vero e proprio manifesto che ne determinava l'appartenenza al gruppo, i Fauves non ebbero mai un programma definito.
Seconda fondamentale differenza furono le basi delle due correnti. I Die Brucke fondarono le proprie radici nel desiderio di denuncia sociale, facendo della componente politica una delle ragioni di vita del movimento stesso, mentre la componente politica mancò completamente nel gruppo francese, che face del solo stimolo visivo e dell'estetica il suo caposaldo. Come conseguenza il gruppo dei Die Brucke si caratterizzò per i toni cupi, mentre quello dei Fauve per il suo approccio positivo alla vita.

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Lo sviluppo dell'espressionismo tedesco: Der Blaue Reiter

Nel territorio tedesco l'espressionismo trovò terreno fertile e si sviluppò in 2 correnti. Il primo espressionismo, il Die Brucke, gettò delle solide basi (formali e concettuali) da cui si sviluppò un secondo gruppo, detto Der Blaue Reiter (il cavaliere azzurro), fondato a Monaco nel 1911. Il nome venne tratto da un dipinto di Vasilij Kandinskij, pittore che, insieme a Franz Marc, ne formulò la poetica. Il Der Blaue Reiter prese le distanze dall'atteggiamento di denuncia politica del Die Brucke e recuperò l'approccio gioioso dei colleghi francesi, caratterizzandosì però per la predilezione alle associazioni simboliche e all'attenzione verso le relazione tra musica e arte figurativa. Infine, il gruppo si caratterizzò per la sua ambizione internazionale, infatti alla prima mostra del Der Blaue Reiter vennero esposti anche dipinti di pittori francesi, quali Henry Rousseau e Robert Delaunay. Alle successive mostre del gruppo Der Blaue Reiter furono esposte le opere di Paul Klee, Pablo Picasso e Georges Braque, dichiarando il respiro e l'influenza internazionale del secondo espressionismo tedesco.

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La fine dell'espressionismo tedesco e la sua influenza nella cultura contemporanea

Nel 1913, il gruppo del Die Brucke si sciolse a causa di opinioni divergenti. Nel 1914, lo scoppio della Prima Guerra Mondiale dettò lo scioglimento del Der Blaue Reiter, disperdendo i suoi membri e causando la morte di Franz Marc e August Macke.
L'espressionismo tedesco ebbe però un'enorme influenza nella cultura contemporanea; prova ne sono delle opere Vasilij Kandinskij e Paul Kleedi, espressionisti che dipinsero delle opere astratte molto vicine al cubismo per sintesi e semplificazione delle forme naturali. Inoltre, entrambi questi artisti, grazie ai loro scritti teorici e al loro insegnamento al Bauhaus, ebbero influenza sull'intero panorama culturale tedesco ed europeo.
Il lascito dell'espressionismo tedesco fu di grande portata anche per l'arte americana ed è particolarmente visibilmente nelle opere di espressionismo astratto degli artisti newyorkesi degli anni '40 e '50.

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