Breve storia della musica da camera

Tramite: O2O 23/11/2018
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Introduzione

La musica da camera non è altro che un filone tradizionale della musica classica, il quale definisce qualsiasi tipo di musica destinato a un complesso limitato di esecutori, con forme proprie, dette appunto da camera, composte per soli strumenti, per voci o miste. Proprio per questo motivo, a seconda del numero di componenti, l?organico prende il nome di duo, trio, quartetto, quintetto, sestetto, settimino, ottetto, ecc, fino alle composizioni per organici più grandi come l?orchestra da camera. Essa infatti si differenzia da quella sinfonica proprio per il numero dell?organico strumentale ridotto.
Le origini della formazione cameristica sono piuttosto antiche. È spontaneo pensare che non esistesse una locuzione che indicasse l?insieme degli esecutori, ma l?esigenza di suonare e cantare con altre persone è sempre stata presente nell'uomo fin dall'alba dei tempi.
Quello che vogliamo fare in queste brevi righe è illustrarvi quali sono stati i passaggi essenziali che hanno reso questo tipo di componimento tanto importante nella storia della musica passando attraverso i vari secoli.

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Preistoria e storia antica

Dai vari testi o enciclopedie di storia della musica apprendiamo di come gli egizi, per esempio, accompagnassero gli uffici sacri con il canto, la danza e lo strumento sistro, o di come i suonatori, in altre circostanze di festa, si riunissero in piccole formazioni nelle quali un suonatore eseguiva la melodia (il tema principale) e gli altri le sue variazioni. Sicuramente un primo approccio a quella che diventerà la musica da camera. D'altra parte, spostandoci in Mesopotamia, abbiamo il canto sinagogale ebraico, fatto risalire a circa il 1000 a. C.
In questo caso un coro, formato da numerosissimi elementi, era accompagnato da una compagine di dodici strumentisti. Dalla storia della musica romana apprendiamo invece del "pantomimo", cioè una sorta di realizzazione mimico-orchestale di scene a sfondo mitologico o storico e che coinvolgeva danzatori solisti accompagnati da un coro o da una compagine strumentale. Sicuramente le compagnie non superavano di gran lunga gli elementi che poi hanno caratterizzato la successiva orchestra da camera.

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Il Medioevo

Nel corso del Medioevo, in piena epoca cavalleresca, nasce la figura del poeta-musicista. Costui apparteneva alla classe sociale più elevata e si dedicava soprattutto alla composizione di liriche d?amore accompagnate musicalmente da strumenti del periodo. Esempi possono essere la viella o l?arpa a sette e più corde suonate da un giullare o da menestrelli. Ebbene trovatori e trovieri, accompagnati da giullare o menestrello, potrebbero essere considerati una prima compagine di musica da camera: il duo.

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Il Quattrocento

Il Quattrocento è sicuramente l?epoca dei compositori franco-fiamminghi e della loro scuola, data da tre generazioni di compositori che hanno contribuito a vivificare anche la letteratura musicale italiana in tutti i suoi ambiti. In quello profano si dedicarono soprattutto alla composizione della "chanson". Essa non era altro che il canto monodico dei trovatori e dei trovieri e che ben presto diventò polifonica per mano dei fiamminghi. C'è da dire che, oltre alla loro versione polifonica, esisteva anche una trasposizione di canto monodico accompagnato da strumenti musicali che realizzavano le parti più gravi: un altro esempio primordiale di musica da camera.

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Il Cinquecento

Per quanto riguarda il Cinquecento, volendo cercare un?affinità con il concetto di musica da camera, potremmo citare una tipologia di modello musicale del periodo: il madrigale. Esso espresse, nei suoi vari stili, i più aristocratici ideali del rinascimento, sia per la raffinatezza dei testi poetici sia per l?elaborazione della scrittura. Eseguito da pochi solisti che si sedevano attorno a una tavola leggendo le varie parti sugli appositi libretti, il madrigale non era destinato all?ascolto nelle grandi sale, ma era eseguito per il piacere di chi cantava e di pochi eletti ascoltatori. Considerando che è proprio in questo secolo che le prime composizioni iniziavano ad essere trascritte, si sentì l'esigenza di trasportate su strumenti polifonici, come il liuto, l?organo e il clavicembalo alcune composizioni vocali. E tutto ciò portò alla creazione di forme destinate sin dall?origine agli strumenti, come la toccata o il preludio, che sono stilisticamente autonome dai modelli vocali. Questi due modelli possono benissimo essere considerati i primi esempi di composizioni per esecutore singolo nel filone della musica da camera.

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Il Seicento

Nel Seicento si sviluppa una forma strettamente musicale: la sonata. Essa si distingueva, a seconda del luogo in cui era eseguita, in sonata da chiesa o da camera. È doveroso anche riportare che questa forma aveva due compagini: la sonata a due e la sonata a tre, per uno o due violini e uno strumento che fungeva da basso continuo, come per esempio il clavicembalo o l?organo, essenzialmente trii e duetti.
Verso la fine del Seicento si cominciò generalmente a distinguere lo stile della musica da camera da quello della musica orchestrale, cioè tra un insieme musicale dove ogni parte era suonata da un solo strumento e un insieme dove ogni parte era suonata da più strumenti e così iniziarono le prime composizioni dedicate esclusivamente a questo stile musicale.

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Il Settecento

Nel Settecento, la differenza fra musica d?orchestra e musica da camera acquista un senso ben preciso. Accanto al fasto operistico e alla dilatazione degli organici orchestrali presso le grandi corti e cappelle, affiora una nuova poetica nel nome della galanterie, più incline alla piacevolezza e alle eleganze delicate e piuttosto orientata, almeno tendenzialmente, verso il clavicembalo e le piccole formazioni. Nell?ambito della musica vocale, e come esempio di musica da camera, fiorisce la cantata, a una o due voci con basso continuo realizzato dal cembalo, anche se non mancarono tentativi di ampliare il discorso facendo intervenire uno o più strumenti obbligati, cioè dialoganti con le voci. Nell?ambito della musica strumentale, invece, vengono create le prime forme musicali rientranti storicamente nel filone della musica da camera: il quartetto, il quintetto, il trio. Grazie a compositori come Franz Joseph Haydn, il padre della sinfonia e forse più precisamente del quartetto. Ma è impossibile non citare anche i quartetti dell' italiano Luigi Boccherini e quelli di Wolfgang Amadeus Mozart.

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L'Ottocento

Nel primo Ottocento, compositori come Ludwig van Beethoven e Franz Schubert composero tra l?altro numerosi quartetti e altre forme rientranti nel filone cameristico. Schubert, in particolare, si dedicò sopratutto alla composizione di lied, per voce e pianoforte, che occupò un posto rilevante nell?attività di quasi tutti i compositori dell?Ottocento.
Lo stile della musica da camera non fu congeniale a molti compositori romantici, da una parte perché era privo di quell?espressività intima e personale tipica del pezzo per pianoforte o del lied, e dall?altra perché non possedeva i colori vivaci e dirompenti della musica orchestrale. Non sorprende, quindi, che compositori per eccellenza romantici, come Hector Berlioz, Franz Liszt e Richard Wagner, non abbiano scritto musica da camera e che invece i migliori lavori dell?Ottocento in questo campo siano stati propri di quei compositori che avevano più affinità con la tradizione classica, come Felix Mendelssohn Bartoldy, Johannes Brahms e Robert Schumann, sebbene a un grado inferiore.

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Il Novecento e i giorni nostri

Il Novecento musicale si presenta piuttosto variegato. I compositori non parlano più un linguaggio comune a tutta un?epoca, ma ognuno adotta metodi compositivi diversi, spesso messi in evidenza nella produzione di un singolo autore o in una singola composizione. Anche se considerato epoca di cambiamenti, mutazioni e sperimentazioni, il Novecento ha donato numerose pagine di composizioni rientranti nel filone di musica da camera e finalmente, in questo periodo, più compositori iniziano a integrare nel tessuto strutturale della composizione gli strumenti a percussione. Nascono così sonate con organici inusuali, privi talvolta di precedenti storici, come ad esempio la versione originale di Verklärte Nacht di Arnold Schönberg (1902) o il Settimino di Igor Stravinskij (1954) o anche il trio per pianoforte, violino e violoncello di Maurice Ravel (1914). Nonostante vi siano echi della scuola viennese o del classicismo oramai passato è evidente che la musica da camera subisce un forte mutamento in questo secolo e nel nostro. Un esempio di come ancora la musica da camera ha affascinato compositori moderni è il repertorio da camera di Luciano Berio, compositore d'avanguardia, con le sue "Sincronie" per quartetto d'archi (1964) oppure la sua "Linea" scritta per due pianoforti, marimba e vibrafono (1973). In conclusione la musica da camera, prima relegata ad ambienti elitari, ha subito una forte mutazione in un qualcosa che possa trascendere maggiormente l'esoterico e che generi sensazioni più intime che l'orchestra sinfonica o altri modelli non sono in grado di poter raggiungere.

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