Breve storia della musica leggera

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Introduzione

Il termine musica leggera si riferisce a tutta quella produzione musicale di consumo, realizzata per poter essere divulgata e diffusa tra le grandi masse popolari. In particolare, con i suoi generi e sottogeneri, la musica leggera italiana viene considerata corrispettiva della "pop music" anglosassone, ovvero della "musica popolare". Tra l'altro possiamo anche affermare che questa corrispondenza ha tratto origine dal fatto che questo genere di musica può essere prodotto, appunto per il consumo "del popolo", diffondendosi con estrema rapidità in un ambiente urbano e nella società di massa a partire dall’era della civiltà industriale. In questa breve e semplice guida, come avrete avuto modo di intendere, vi presenteremo la storia della musica leggera italiana, nonché le sue origini ed i suoi successivi sviluppi. Vedremo, pertanto, una sorta di percorso storico che riguarda la nascita di questo genere musicale fino all'aspetto che lo sviluppo dei nostri giorni.

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Per prima cosa, in questo passo, andremo a focalizzare la nostra attenzione sulle origini della musica leggera. La musica leggera, così come la conosciamo al giorno d'oggi, è nata in Europa e negli Stati Uniti d'America verso la fine del XIX secolo. I suoi precursori sono stati i canti e le danze popolari e, soprattutto in Italia, il melodramma. Quest'ultimo, proprio nel nostro Stato, si è particolarmente sviluppato ad opera dell'artista Monteverdi. Successivamente, durante il periodo del Romanticismo, i musicisti hanno divulgato i loro canti e le danze popolari nei salotti borghesi. Il Waltzer, la Polka e la Mazurka, a poco a poco, sono così diventati delle danze conosciute in tutto quanto il vecchio continente ed hanno iniziato ad essere rivalutate nella loro ricchezza musicale. Per quanto riguarda il melodramma, invece, possiamo affermare che questo tipo di musica era, in quel periodo storico, il genere di spettacolo maggiormente diffuso, grazie alla nascita di scuole nazionali che hanno incentivato la creazione di composizioni musicali basate su temi popolari.

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A questo punto, invece, possiamo focalizzare la nostra attenzione sulla nascita e sullo sviluppo della musica leggera. Come abbiamo visto, la nascita della musica è avvenuta nello stesso periodo in cui in Europa si è assistiti allo sviluppo della civiltà industriale. Varie invenzioni, infatti, hanno contribuito al diffondersi del consumo domestico della musica. In primo luogo, è doveroso citare l'invenzione del fonografo da parte di Thomas Edison (1877). Alla fine del 1800, tra l'altro, hanno fatto la loro comparsa i primi fonografi a gettone, ossia i precursori dei futuri juke-box, e molti musicisti hanno cominciato ad incidere i propri lavori su dischi. Si sono diffusi, a dismisura, i primi dischi in vinile. In secondo luogo, non possiamo non citare l'invenzione della radio negli anni Venti e della televisione negli anni Quaranta, che hanno permesso l'introduzione della musica dal vivo ma anche registrata, nelle comuni abitazioni private. Anche con la realizzazione delle prime pellicole cinematografiche con l'audio, sono stati resi popolari molti cantanti del periodo. Quella della musica leggera è divenuta, pian piano, una vera e propria industria, che tendeva ad espandersi a ritmi incessanti e che andava a coinvolgere un numero sempre maggiore di professionisti ad essa legati. I cantautori hanno iniziato a tutelare i propri diritti d'autore, dando inizio alla creazione delle leggi sul copyright ed alla formazione di sindacati per difendere i salari e per regolamentare le condizioni di lavoro di questa neonata categoria di professionisti. La diffusione della musica leggera ha subito anche delle modifiche radicali, per quanto riguarda il ruolo della musica all'interno della società. Inizialmente la musica leggera era la prerogativa delle classi ricche, ma a poco a poco è diventata un elemento che partiva dell'ambiente di tutte quante le famiglie borghesi.

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A questo punto, invece, possiamo andarci a concentrare sul boom che si è registrato nel dopoguerra. La diffusione della radio e del grammofono anche in Italia, ha garantito la possibilità di ascoltare canzoni straniere agli abitanti della nostra penisola. Si era di fronte, in quel periodo, a nuovi stili musicali, molto diversi da quelli tradizionali italiani, che hanno cominciato a prendere piede e ad attirare l'attenzione di uomini e donne di tutte quante le fasce di età. Negli anni Venti, tuttavia, la radio era utilizzata e controllata principalmente dal regime fascista, con il proposito di diffondere un'immagine dell'Italia priva di problemi e di preoccupazioni per il futuro. Pertanto, il suo utilizzo è stato riservato soltanto per quello scopo. Invece, dopo la Seconda Guerra Mondiale, la radio ha ricominciato a svolgere quella che era la sua funzione secondo la quale era nata, si è registrato il vero boom della musica leggera italiana. Si sono diffuse, rapidamente, tutte le mode e gli stili musicali stranieri che erano stati censurati durante il regime fascista. Parliamo, ad esempio, di canzoni americane di Cole Porter e di Frank Sinatra, del jazz di Louis Armstrong e di Benny Goodman, delle colonne sonore dei film di Hollywood. Per favorire gli stili musicali italiani, nel 1951 è stato istituito anche il Festival di Sanremo. Il genere musicale promosso da questo Festival era prevalentemente melodico, conforme alla solida tradizione italiana. Nilla Pizzi è stata la vincitrice del primo festival con la canzone "Grazie dei fiori". Successivamente, alla fine degli anni Cinquanta, sono entrati altri stili musicali basati sul modello dei rockers americani come Elvis Presley, Paul Anka ed i Platters. Nel 1958 Tony Dallara ha lanciato il brano musicale "Come Prima", la prima canzone rock italiana. Si sono, così, realizzati questi due gruppi: da una parte vi erano i melodici, fedeli continuatori della tradizione italiana, ed i cosiddetti urlatori, che hanno introdotto gli elementi del rock americano nelle loro canzoni.

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Ora, ci possiamo concentrare sulle grandi svolte che si sono registrate nel panorama della musica leggera. Negli anni Sessanta si sono susseguite due grandi innovazioni: la prima è stata caratterizzata dalla nascita dei primi gruppi beat italiani. L'influenza del rock americano si mischiava con quella del beat inglese, principalmente a quella dei Beatles e dei Rolling Stones. Tra i primi e i più famosi gruppi beat italiani, annoveriamo i Giganti, l’Equipe 84, i Dik Dik, i New Troll, i Nomadi ed i Pooh. La seconda grande svolta è stata segnata, invece, dall'avvento dei cantautori (cantanti ed autori) che prendevano a modello i chansonniers francesi. Le loro canzoni erano costruite su melodie semplici ma assolutamente non banali, e da un accompagnamento musicale generalmente di un solo strumento, spesso suonato dallo stesso cantautore. Tra i maggiori cantautori italiani possiamo citare Umberto Bindi, Gino Paoli, Luigi Tenco, Bruno Lauzi e Fabrizio De André. Negli anni Settanta i complessi rock ed i beat hanno perso, in maniera progressiva, importanza, mentre hanno continuato a diffondersi nuovi cantautori che hanno conferito maggiore rilevanza all'elemento musicale. Questi ultimi tendevano ad utilizzare più strumenti musicali ed hanno arricchito le loro melodie con raffinati arrangiamenti, prendendo spunto ed ispirazione da autori anche molto lontani da loro nel tempo.

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Parliamo, finalmente, della musica leggera fino ai giorni nostri. Negli anni Ottanta i cantautori italiani hanno adottato uno stile più internazionale ed hanno attirato, così facendo, l'attenzione del pubblico europeo. Numerosi sono stati gli interpreti di questa nuova tendenza. Tra questi citiamo Gianna Nannini, Luciano Ligabue, Eros Ramazzotti, Vasco Rossi, Laura Pausini, Zucchero e Jovanotti. Negli anni Novanta si sono, invece, imposti grandi cantanti come Giorgia ed Andrea Bocelli, che si sono maggiormente concentrati più sull’aspetto canoro della musica leggera.
Alcuni gruppi musicali emersi ai giorni nostri, hanno invece esplorato e percorso delle nuove strade, rielaborando generi musicali differenti come il rock, il folk ed il rap, la cui influenza è sempre stata determinante nella creazione di stili originali e nuovi. Nel nuovo millennio la nascita dei talent show ha dato il via alla diffusione sempre più ampia di "concorsi musicali" di livello internazionale, che sono stati trasmessi in televisione, con l'obiettivo di consentire l'esibizione, a giovani e meno giovani, di fronte ad un grande pubblico e di far conoscere al mondo la propria voce e la propria abilità, non soltanto come cantanti ma molto spesso anche come cantautori. È il caso di artisti come Marco Mengoni, Noemi, Emma Marrone ed Alessandra Amoroso.

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