Canova: le principali opere

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Introduzione

L'epoca del Neoclassicismo in ambito artistico vede tra i suoi maggiori esponenti il marchese Antonio Canova. Originario di Venezia, città che gli diede i natali nel 1757, Canova viene ricordato per la bellezza delle proprie sculture. Le linee sinuose che compongono tutte le opere scultoree ricordano le antiche statue greche del periodo ellenistico. Il trasferimento a Roma e l'incontro con i maggiori esponenti del filone neoclassicista lo consacrano a massimo rappresentante di questo periodo storico-artistico dove il culto della bellezza la fa da padrone. Le principali opere di Canova vennero commissionate dall'ambasciatore veneto Girolamo Zulian, amante dell'arte ed influente mecenate che ospitò l'artista a Roma.

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Occorrente

  • Interesse per l'arte
  • Conoscenze di base sul Neoclassicismo
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"Teseo sul Minotauro" e l'equilibrio ellenistico nella scultura

Le produzioni artistiche di Canova che raffigurano soggetti mitologici sono un chiaro riferimento allo stile ellenistico. Le figure scultoree appaiono perfettamente armoniche, sprovviste di turbamenti emotivi e caratterizzate da un forte equilibrio. Un classico esempio di staticità si riscontra nella statua di "Teseo sul Minotauro". In questo caso l'artista non riproduce la lotta dell'eroe con la figura mitologica dalla testa taurina. La scena raffigura piuttosto quel momento immediatamente successivo alla vittoria di Teseo, il cui corpo provato dalla lotta si adagia sulla figura esanime del Minotauro.

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"Amore e Psiche" e l'armonia delle forme

Qualche anno dopo aver realizzato "Teseo sul Minotauro", Canova mostra la sua attenzione sempre più verso l'armonia delle forme e l'equilibrio che caratterizzano le antiche sculture di Fidia. Una delle opere più famose di Canova è il complesso scultoreo dal titolo "Amore e Psiche", il quale riprende la celebre favola raccontata da Apuleio nella sua opera "L'asino d'oro". Custodita presso il Museo di Louvre, questa scultura ritrae Psiche e la divinità Eros nel momento che precede il bacio. La disposizione dei corpi e la sinuosità delle linee sono l'emblema della ricerca estetica tipica del periodo neoclassico, che si rifà alla tradizione scultorea ellenistica.

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"Paolina Bonaparte come Venere vincitrice" e il periodo napoleonico

Il periodo napoleonico vede Canova totalmente immerso nel suo lavoro. Le proprie sculture sono veri e propri capolavori, tant'è che Napoleone gli commissionò diverse opere. Anche "Paolina Bonaparte come Venere vincitrice" prova che Canova aveva concentrato gli studi nella scultura classica, riproducendone egregiamente i canoni. Oltre alla bellezza della figura si intravede anche una sapiente rielaborazione della mitologia greca, che si riflette nella posizione del soggetto e nel panneggio dei tessuti che avvolgono la figura.

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Il "Compianto di Cristo" e la parentesi pittorica

Da pittore Canova non aveva riscosso il medesimo successo avuto nella scultura. In concomitanza con l'occupazione di Roma da parte dei francesi, l'artista si ritira nel paese natale di Possagno e si dedica alla pittura. I suoi dipinti lasciano trasparire una forte inquietudine completamente assente nelle opere scultoree. Uno dei capolavori pittorici realizzati da Canova è il "Compianto di Cristo" (1798-1799), un olio su tela che rappresenta la deposizione di Gesù. I toni caldi della composizione e la struttura centrale che sembra formare una piramide rimandano alla pittura rinascimentale. L'opera è piuttosto famosa, ma non riesce a competere con la bellezza dei gruppi scultorei elencati in precedenza.

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Lo schema classico dei tre piani in sovrapposizione nei monumenti funebri

Canova riprende il tradizionale schema classico dei tre piani in sovrapposizione e lo applica ai monumenti funebri dedicati ai papi Clemente XIII e Clemente XIV. Questi mostrano al primo livello un insieme di figure allegoriche riguardanti il concetto del senso della morte. Nel secondo piano si trova l'elemento centrale: un sarcofago. Nell'ultimo piano viene collocata la statua del Papa al quale viene destinato il monumento. Molto innovativo è anche il monumento funebre dedicato a Maria Cristina d'Austria, dove Canova inserisce un elemento connesso all'oltretomba. Esiste infatti una piramide verso la quale si reca un corteo oltrepassante la soglia che suddivide il regno dei vivi dal regno dei morti. L'immagine della defunta viene inserita all'interno di un medaglione.

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Consigli

Non dimenticare mai:
  • Leggere il libro di Massimiliano Pavan intitolato "Scritti su Canova e il Neoclassicismo", a cura di Giuseppe Pavanello (Treviso: Canova, 2004).
  • Approfondire il Neoclassicismo anche in letteratura.
Alcuni link che potrebbero esserti utili:

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