Cartesio: il discorso sul metodo

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Introduzione

Il "Discorso sul metodo" rappresenta un'opera composta e pubblicata dal filosofo-matematico René Descartes, italianizzato come Cartesio, nel 1637. Ancora oggi viene considerata come il primo trattato filosofico moderno. Esso si presenta, come suggerito dal titolo "Discorso sul metodo per un corretto uso della ragione per affrontare le scienze della diottrica, le meteore e la geometria", come un testo rivoluzionario che ha, come trait d'union, l'utilizzo della ragione e della matematica per unificare e per studiare tutte quante le scienze. In questo breve articolo, pertanto, andremo a sviluppare i temi che hanno dato l'impronta maggiormente significativa e rivoluzionaria della filosofia Cartesiana, ossia il metodo stesso e ciò che ne consegue nella morale, nella metafisica e nella fisica secondo Cartesio.

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Occorrente

  • Il razionalismo di Cartesio, è il risultato della somma filosofica tra Umanesimo e Rinascimento, l'incontro tra il mondo incentrato sull'uomo come individuo e la sacralità della ragione.
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La rivoluzione "Razionalistica" della scienza

In questo passo parleremo, come suggerisce il suo titolo, della rivoluzione "Razionalistica" della scienza. Dopo il periodo buio del Medioevo e secondo gli impulsi dell'Umanesimo europeo, Cartesio ha avvertito l'esigenza di riportare l'uomo al centro del mondo. La sua intenzione era quella di farlo, non soltanto come individuo, ma come essere pensante, che potesse affrontare il mondo sensibile, avvalendosi della ragione (ossia con il Razionalismo). Pertanto, secondo Cartesio a scienza non viene più considerata essenzialmente teoretica (ossia basata su assiomi ed idee date per vere a priori), ma al contrario deve essere costantemente posta al vaglio della ragione e del dubbio, per poi poterne verificare le deduzioni razionali nel mondo pratico.

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Il metodo Cartesiano e il "Cogito, ergo sum"

Invece, nel secondo passo di questa guida tratteremo, come argomento, il metodo Cartesiano e il "Cogito, ergo sum". La peculiarità del metodo di Cartesio, rispetto allo scetticismo ellenico, è che l'utilizzo del "dubbio metodico" non si limita a mettere in dubbio gli eventi che vengono proposti dal mondo empirico oppure dalle idee "innate" (cioè poste in noi da Dio), in modo sistematico. Invece si pone l'arduo compito di distinguere il falso dal vero, mediante l'utilizzo della ragione, per poi andare a scovare la verità sotto le vesti del dubbio. I passi del metodo illustrati nell'opera di Cartesio sono diversi. Innanzitutto citiamo l'evidenza, ossia il porre al vaglio della ragione le situazioni pratiche oppure quelle innate nell'uomo, ponendo il "dubbio assoluto". Un'idea potrà essere accettata per veritiera solo e soltanto se questa sfuggirà ad esso, e pertanto risulterà "Evidente". Poi annoveriamo l'analisi, in cui si va a scomporre il problema nelle parti più semplici, per poi operare il percorso inverso utilizzando la ragione (ossia il processo di Sintesi), per poter giungere alla "Conoscenza" di quello che si sta esaminando, sistemando quelle idee scomposte, in concetti maggiormente complessi. L'ultimo passaggio di questo metodo consiste nel controllo da effettuare prima dell'Analisi (ossia l'Enumerazione), e successivamente della sintesi (ossia la Revisione), per riuscire a verificare che la risoluzione finale possa essere ritenuta valida per tutti.
L'unica verità che non può essere sottoposta al dubbio metodico, è il dubbio iperbolico. In definitiva, si assume che sia presente un "Genio maligno" che faccia apparire per falso quello che è vero, e per vero ciò che è falso, dubitando della sua esistenza "io sto pensando, e agendo quindi come essere pensante, io sono".

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La morale Cartesiana

A seguire, invece, ci concentreremo sulla morale Cartesiana. Proseguendo nell'opera, è possibile trovare una riflessione sulla morale comune, che in realtà non è altro che la traslazione del pensiero più "Scientifico" a quello "Sociale". Soltanto un uomo che segue rettamente le regole della ragione, e che compie azioni che possano essere ritenute corrette univocamente da tutti (ossia l'Evidenza) e che possieda pieno controllo del proprio corpo e della mente, potrà raggiungere la felicità ed essere un uomo "Giusto".

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Nozioni di Metafisica

Per concludere questa guida sul discorso del metodo Cartesiano, parleremo di Metafisica. La costante della filosofia di Cartesio è rappresentata dalla centratura sull'esistenza di Dio, come un essere supremo, perfetto nonché creatore dell'umanità. Per spiegare e per razionalizzare l'esistenza di Dio, nel Discorso si parla di idee "Innate", ossia quelle che tendono a comparire quando si viene a stretto contatto con il mondo sensibile. Anche queste idee devono passare il filtro del dubbio assoluto, meno che una, che è rappresentata dall'idea di Dio. Dal momento che l'idea di Dio è quella di un essere perfetto, (Ontologia di Sant'Anselmo a cui si ispira), non può essere sprovvisto della qualità di "Esistenza", in quanto verrebbe meno l'assioma della perfezione. In secondo luogo, possiamo affermare che poiché l'uomo si tratta di un essere imperfetto, l'idea della perfezione deve provenire da un essere esterno che ne possegga la qualità, appunto Dio. Tutti i principi fondamentali della teoria del filosofo-matematico René Descartes, possono apparire relativamente complicate. Tuttavia, con un'attenta lettura, i principali concetti appariranno sicuramente più chiari.

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