Come collegare dei filtri in parallelo

tramite: O2O
Difficoltà: media
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Introduzione

In questa guida parliamo di crossover, o equivalentemente, di filtri audio. L'elettronica applicata alla musica, com'è noto ha aperto nuove sorprendenti frontiere. Nel caso dei crossover, il vantaggio è importante e consiste nel ripartire le frequenze che compongono il suono in modo da ottimizzare la resa e proteggere le membrane vibranti che emettono il suono. I crossover possono essere collegati in serie oppure in parallelo ed il loro utilizzo, specie se sono passivi, è connesso sostanzialmente a ragioni di tipo economico. Vediamo come collegare dei filtri in parallelo.

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Occorrente

  • Fili di rame
  • Due crossover (o filtri)
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Potrete chiedervi perché è tanto importante modulare le frequenze. Immaginate che il vostro sistema audio debba riprodurre contemporaneamente il suono di uno strumento che vibra ad una frequenza molto alta e quello di un altro strumento che vibra ad un livello molto alto ma con lunghezze d'onda nettamente maggiori. In questo caso tali due segnali genereranno una distorsione di fase, con conseguente netta riduzione della qualità dell'audio riprodotto. Inoltre le vibrazioni necessarie per generare il segnale a lunghezza d'onda maggiore sono nettamente maggiori rispetto a quelle necessarie per riprodurre il segnale a lunghezza d'onda inferiore.

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Dunque, proprio sulla base di queste esigenze, sono stati introdotti i crossover. Essi riescono ad analizzare e suddividere lo spettro del segnale in ingresso, ovvero quello da riprodurre, in più porzioni. In questo modo riescono a destinare il suono ad altoparlanti differenti, evitando il problema delle sollecitazioni meccaniche inappropriate. I crossover possono avere due o più vie, definendo quindi più canali. Per ciascun canale vi è un filtro. I filtri esistenti sono numerosi: passa alto, passa basso, passa banda eccetera. Filtrando il segnale si materializza il vantaggio fornito da questo apparato. Esistono crossover attivi e passivi. Gli attivi selezionano le frequenze quando il segnale è ancora a basso livello e lo inviano a più amplificatori.

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Inoltre, bisogna valutare come questo aspetto in particolare si inserisce nello schema complessivo di funzionamento dell'impianto, stante l'obiettivo che si vuole raggiungere. Vediamo semplicemente come agire. Dotatevi dei cavi di rame di lunghezza ed attacchi opportuni. Si inizia a collegare il capo alla sorgente del segnale, che potrebbe essere l'amplificatore. Fate attenzione nel collegare i positivi con i positivi ed i negativi con i negativi. Dunque a partire dall'amplificatore colleghiamo il crossover e, successivamente, sfruttando la stessa modalità operativa, si collega subito a valle un altro crossover.

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Consigli

Non dimenticare mai:
  • Collegate sempre i positivi con i positivi ed i negativi con i negativi, senza inversioni.
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