Come disegnare un viso triste

tramite: O2O
Difficoltà: media
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Introduzione

Il volto è tra le parti del nostro corpo che non riusciamo ad osservare senza l'utilizzo di uno specchio eppure, rispetto alle altre, è quella che più ci affascina quando incontriamo qualcuno ed è la prima cosa che andiamo a disegnare pensando ad una persona. È bene quindi imparare a tracciare i suoi profili tramite l'utilizzo di poche linee guida ricordando, sopratutto, la sua peculiarità: la mimica. Ciò che attrae di un volto è la sua espressività ed imparare a riconoscere le varie "smorfie" che il viso fa per esprimere un'emozione o uno stato d'essere è il primo segno per fare centro! Oggi mi soffermerò su uno specifico: la tristezza che con questa breve e rapida guida, vi insegnerò come bisogna disegnare perfettamente un viso triste: un consiglio preliminare che vi posso dare è quello di posizionarvi davanti ad uno specchio, assumere un’espressione malinconica, guardare attentamente i dettagli fondamentali e cercare d'imitarli esattamente sulla carta che utilizzerete per il vostro disegno!

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Occorrente

  • una matita dura (H/HB) per la base e una matita morbida (B + vari numeri, fino alla 6) per il disegno definitivo e le ombre
  • gomma pane per eventuali errori
  • fogli di carta A4 (per esercitarsi i fogli da stampante vanno benissimo)
  • forza di volontà
  • passione
  • ore libere (almeno un paio)
  • uno specchio con base (per osservarsi per bene)
  • forza di volontà
  • voglia di imparare
  • voglia di disegnare
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Osservatevi per bene

Il disegno è prima di tutto osservazione. Leonardo da Vinci indubbiamente è stato un genio ma è indiscutibile che il suo genio sia stato alimentato dai numerosissimi studi che egli ha compiuto nel corso della sua vita. Sarebbe riuscito a realizzare capolavori come "La Gioconda" senza aver osservato bene cose e persone? Ne dubito fortemente. Nel suo caso poi egli ha rischiato più volte la galera pervia di autopsie illegali che gli sono servite per osservare e conoscere al meglio l'anatomia umana. Ricordate: osservare è conoscere! Con questa lunga premessa il mio primo consiglio è quello di avere uno specchio a portata di mano (da non reggere letteralmente in mano, mi raccomando) e osservare il proprio viso con un'espressione neutra. Bene. Dopo una lunga osservazione avrete notato che il vostro viso ha, ovviamente, degli avvallamenti e delle depressioni dovute alla forma del cranio e dai muscoli e dal tessuto adiposo che rivestono il tutto. Iniziate quindi a disegnare un cerchio e a dividerlo con una croce; aiutandovi con il pollice e l'indice (che faranno da "misuratori") riportate lo spazio di metà del vostro cerchio al di sotto di esso. Quest'ultima linea diverrà il mento del viso che andrete a disegnare, la parte superiore del cerchio sarà l'estremità superiore della testa e lo spazio che fa dai lati di questo cerchio alla linea del mento saranno le mascelle che collegheranno i due estremi. Questa sarà la base di qualsiasi volto che andrete a disegnare che, a seconda della persona che andrete a ritrarre, avrà proporzioni e contorni diversi. Posizionate quindi gli occhi, il naso e la bocca avendo sempre presente che la fronte, il naso, gli zigomi e il labbro inferiore sono più sporgenti degli occhi e del labbro superiore (fanno eccezione le persone di colore che, per conformazione, hanno tutti gli organi della zona mandibolare più sporgenti rispetto alle altre etnie). Con questa seconda base potrete iniziare a sperimentare con le vostre espressioni, in questo caso la tristezza. Dovete sapere che il primo segnale degli stati d'animo di un individuo è la piega delle sopracciglia; se il vostro personaggio dev'essere triste, dovrete tracciarle oblique, affinché mirino verso l’alto e il centro: quanto maggiore sarà l'inclinazione delle sopracciglia, tanto più l’espressione risulterà disperata. Se desiderate una tristezza maggiormente composta, disegnatele quasi orizzontali: una cosa rilevante è rappresentare gli occhi socchiusi, poiché un soggetto triste non li ha mai sbarrati, a meno che non intendiate sfociare nella disperazione. Per dare maggiore patos alla vostra espressione fatevi aiutare dalla bocca che sarà a tratti spalancata, a tratti ristretta, a seconda del tipo di dramma emotivo che vorrete rappresentare. Quella di osservasi allo specchio è una tecnica antichissima e grazie a cui diversi disegnatori di fumetti o dell'animazione (in particolar modo della Disney) ci hanno regalato dei capolavori apprezzati ancora oggi. Un domani che sarete padroni della conoscenze acquisite potrete anche fare a meno di tale tecnica ma per il momento ricordate: specchiatevi e osservatevi per bene!

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Confrontatevi

Entrati nel meccanismo dell'osservazione e trovato il coraggio e il modo di disegnare un volto è arrivato il momento di confrontare il vostro lavoro con quello degli esperti. Come facevano i grandi maestri del passato (per ritornare sempre a Leonardo) che studiavano dai grandi artisti venuti prima di loro ebbene anche voi, nel vostro piccolo, dovrete confrontare i vostri lavori con quelli di artisti, fumettisti e mangaka che possano essere per voi un riferimento. Acquisite le basi dell'espressività di un volto dovrete imparare a sintetizzarlo e a palesarlo al tempo stesso con poche linee ma incisive. Può sembrare un ossimoro ma in realtà è quello che fa qualunque artista che lavora nel settore. Per esempio per corrugare il volto, gli "shōnen" sono maggiormente istruttivi degli "shōjo": infatti, i manga maschili sono solitamente disegnati più "crudamente” ed incisivamente rispetto a quelli per le femmine, che risultano talvolta eccessivamente addolciti. Pertanto, ricercate sul web delle fotografie tratte da opere (come, ad esempio, Naruto) da cui prendere degli spunti: tracciate dei piccoli solchi vicino al naso e alla parte centrale della fronte, per sottolineare la tensione muscolare. Questo confronto vi aiuterà a capire cosa avete sbagliato nel vostro lavoro e a rimediare. Ripeto: il disegno è osservazione ma una buona osservazione non arriva subito, ci voglio anni! Il confronto con chi è abituato a osservare le cose, in questo caso le espressione, da molto tempo prima di voi non può che non giovare al vostro percorso di crescita e aiutarvi a notare ciò che vi è potuto sfuggire.

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Aggiungere i dettagli

Dopo aver realizzato la costruzione della testa, la base neutra del vostro volto, aver aggiunto gli organi principali modificati in un pianto, esservi osservati in un'espressione di pianto, averla riportata sul vostro foglio e aver confrontato quest'espressione con altre realizzate dai maestri del disegno ebbene non vi resta che arricchire il vostro lavoro con gli ultimi dettagli. Possono sembrare una sciocchezza ma in realtà sono proprio i dettagli che sanciscono la definitiva riuscita di un disegno. Dovreste essere abili a mettere quelli giusti senza snaturare l'espressione da voi scelta. Il punto fondamentale che rimuove ciascun dubbio sono le lacrime scivolanti sulle guance: sarà sufficiente anche una stria sottile e già si capirebbe quale sentimento domini l'individuo disegnato: qualora il personaggio fosse abbastanza infantile, potrete anche aggiungere un po' di moccolo dal naso, poiché gli conferirà un’aria maggiormente tenera e compassionevole. Continuate con questi tre passaggi all'infinito finché non vi verrà meccanicamente, finché non sarete talmente padroni delle vostre conoscenze da poterle riportare tranquillamente sul foglio. Quella del disegno è una strada lunga che richiede sempre del tempo per coltivarla e un constante lavoro per migliorarsi. Se avete questa passione abbracciatevi questa croce e iniziate a lavorare. Detto questo sicuramente con questi tre semplici passaggi (e con la giusta dedizione) sarete in grado di raffigurare facilmente una persona intenta a piangere e, con i medesimi passaggi, anche a rappresentare una persona che esprima altre emozioni. In bocca al lupo artisti e buon lavoro!

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Consigli

Non dimenticare mai:
  • una buona espressione è tale anche solo osservando gli occhi. Se siete insicuri riguardo l'efficacia della mimica del vostro lavoro, coprite la bocca del personaggio e se gli occhi riusciranno a trasmettere ugualmente l'emozione da voi scelta (in questo caso la tristezza) allora avete lavorato bene; in caso contrario rimediate.
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