Come eseguire l'arpeggio con la chitarra

tramite: O2O
Difficoltà: facile
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Introduzione

Suonare la chitarra significa mettere in vibrazione le sue corde: per farlo, è possibile sia utilizzare il plettro, sia anche le semplici dita (con le relative unghie). In genere, se si parla di chitarra classica o acustica, il plettro viene utilizzato per il cosiddetto strumming, una tecnica che prevede dei movimenti ascendenti e discendenti della mano, chiamati "pennate", utili per creare ritmi veloci e ad alto volume. Una tecnica che, in linea di massima, richiede maggiore precisione e che permette di distinguere più facilmente il suono delle singole note, è invece il fingerpicking, termine da noi tradotto come arpeggio: in questo caso le dita pizzicano singolarmente le singole corde, ovviamente non a caso, ma seguendo dei pattern, ovvero degli schemi, predefiniti. In questa guida vedremo come eseguire l'arpeggio in maniera corretta, poiché raggiungere un buon livello di indipendenza delle dita deve essere alla base di qualsiasi approccio alla chitarra.

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Gli arpeggi

La maggior parte dei arpeggi sono formati solo da 4 note, è possibile anche eseguire 9, 11, 13 arpeggi ma questi sono meno comuni. Gli arpeggi sono utilizzati in tutti i generi musicali, come il jazz, il blues, il rock, il metal, la musica classica, il pop, e il jazz; gli arpeggi sono utilizzati in modo diverso rispetto ad altri generi musicali. Un principiante che vuole avvicinarsi alla tecnica dell'arpeggio, deve innanzitutto scegliere un accordo di partenza per poter sperimentare. Ad esempio, si potrebbe scegliere uno degli accordi più semplici, il MI minore. Ricordiamo che la corda più spessa prende il nome di "prima corda", quella più sottile, "sesta corda". In genere, per realizzare l'accordo, premere con l'anulare sul secondo tasto della seconda corda, con il medio secondo tasto, terza corda; con l'indice primo tasto, quarta corda. Pur lasciando le altre libere, passando il plettro su tutte le corde, si otterrà l'accordo. Vediamo come passare all'arpeggio.

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Esecuzione di un arpeggio base

Una volta formato l'accordo, o anche con le corde a vuoto, è possibile pizzicare le corde una per volta partendo dalla nota più grave fino a quella più acuta. Nell'arpeggio base le corde da pizzicare sono quattro: la prima, che viene messa in vibrazione dal pollice, è una delle tre corde più spesse, da scegliere in base all'accordo che si è formato; le successive tre, invece, sono i cosiddetti cantini, ovvero le tre corde più sottili che vanno pizzicate, nell'arpeggio classico, scendendo e risalendo, secondo l'ordine 4-5-6-5-4, dove 6 sta per la prima corda dal basso, ovvero la più acuta.

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Pratica e modifica degli arpeggi

Una volta diventati più bravi, si potrà procedere con la combinazione dei vari accordi, ricordando sempre di iniziare ogni accordo con la nota bassa corrispondente. Facendo molta pratica, si noterà facilmente che non bisogna eseguire le varie note con un ordine così rigoroso, ma "ad orecchio" sarà possibile trovare le combinazioni più armoniche senza rischiare di creare degli errori compositivi che possono portare alla stonatura del pezzo.

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