Come impostare gli effetti per chitarra

Tramite: O2O 20/04/2018
Difficoltà: media
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Introduzione

Uno dei crucci più grandi di qualsiasi chitarrista, ma anche dei bassisti e di tutti i musicisti in generale è l'ordine dei pedali. Si fa spesso fatica a capire come funzionano e perché devono essere posizionati in una data sequenza. Ancor peggio, una volta scelto l'ordine, si devono impostare i controlli, per avere il suono che ci ronza in mente. Con questa guida spiegheremo a grandi linee come si impostano i pedali degli effetti per chitarra, però prima di tutto urge una nota fondamentale: la vostra chitarra ha il volume e i toni, usateli.

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Occorrente

  • Chitarra
  • Amplificatore
  • Effetti
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Effetti di compressione

GLi effetti di compressione/sustain sono di sicuro i più infidi per il neofita che rischia di non capire neanche a che cosa servono. La compressione è un meccanismo per il quale il volume di uscita viene regolato automaticamente in base a quello d'entrata. In parole povere, se si entra nel pedale con un volume eccessivo, in uscita il livello che superiore una data soglia prefissata viene riportato ad un livello adatto. In pratica se si ha un picco troppo alto di volume, il pedale lo amplifica meno e quindi non si ha una distorsione da clipping nel resto della catena. I controlli tipici sono "Threshold"che indica il livello di ingresso a cui interviene l'effetto, "Sustain" che fa crescere l'amplificazione quando il livello è troppo al di sotto della soglia e "Release" che fa cessare l'effetto dopo un tempo breve o lungo. Il Release è importante per decidere se il pedale deve calmierare improvvisi picchi come per esempio una plettrata molto netta, oppure mantenere il livello generale più basso. Si deve quindi aver coscienza di che cosa si suona per usare correttamente un compressore.

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Distorsioni e fuzz

Distorsione, overdrive e crunch sono praticamente lo stesso circuito, l'unica differenza è la quantità di gain, mentre il fuzz ha un principio di funzionamento e un comportamento del tutto differenti. Premesso ciò, questi pedali hanno tre comandi di base: Gain, Toni e Volume. Il primo gestisce la quantità di distorsione del suono, il secondo ci permette di tagliare o esaltare date frequenze, mentre il terzo ci da il livello di uscita. I distorsori hanno un volume che dipende poco dal livello di ingresso, perché un circuito al loro interno livella il segnale per fare la distorsione. Il fuzz invece varia e anche di parecchio a seconda dell'esecuzione del chitarrista, e non tutti i pedali di questo tipo sono versatili al 100%. Capita spesso che nelle code il segnale si sgrani fino a diventare una sorta di pernacchia, mentre nei distorsori questo fenomeno non accade praticamente mai. Tenere sempre il livello di uscita relativamente basso per non avere effetti di "colorazione" su altri pedali successivi, che a causa della distorsione legata alla dinamica potrebbero funzionare piuttosto male. Il gain poi deve essere tenuto non troppo alto per evitare feedback. Non è vero che alzare il gain migliora sempre il suono, anzi spesso lo rende incomprensibile.

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Delay/echo, riverberi

Questi pedali si basano su un'architettura di base relativamente simile. In tutti e tre i casi si somma al segnale originale una sua replica sfasata temporalmente secondo un dato criterio. Il delay e il riverbero hanno come controlli base: "Time", "Feedback" e "Mix". Il primo ci dice a che distanza temporale viene ripetuto il segnale, nel caso del delay/echo il tempo è lungo e le copie sono distinguibili, nel riverbero è breve e le copie non si riconoscono. Feedback indica quanto del segnale di uscita deve rientrare in ingresso, ossia, quante copie utili concorrono al segnale. Mix semplicemente dice quanto il segnale Wet (cioè quello trattato) deve essere sommato al Dry (cioè l'originale) per avere un effetto eco, per esempio useremo un mix alto, feedback basso e time alto, per un riverbero invece mix basso, feedback alto e time basso.

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Effetti di fase

Phaser, flanger e chorus sono i principali effetti di fase. In questi pedali lo spettro sonoro viene scomposto un po' come con un equalizzatore e ricomposto con le varie componenti più o meno in ritardo le une rispetto alle altre con un effetto molto liquido. Valgono le stesse considerazioni fatte con i delay, anche se spesso i parametri negli effetti di fase sono impliciti la variante principale sta nella frequenza dell'oscillatore che genera il ritardo di fase. Più è lenta maggiore è la liquidità dell'effetto, mentre se viene mantenuto ad alto regime l'effetto sarà molto gommoso e ricorderà abbastanza l'effetto che si ha ascoltando una sorgente in movimento su una giostra.

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Consigli

Non dimenticare mai:
  • Non pretendete di obbligare il pedale a fare quel che volete voi, perchè è un circuito elettronico e non vi ascolta. Provate invece a capire che cosa fa sperimentando sulle manopole
  • Cercate i tutorial su youtube, ma siate critici, perchè i video spesso sono professionali e potrebbero dare impressioni fallaci
Alcuni link che potrebbero esserti utili:

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