Come restaurare un'opera d'arte

tramite: O2O
Difficoltà: media
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Introduzione

L'Italia è forse il paese che maggiormente pullula di opere d'arte. Per conservare la bellezza delle nostre opere, molte delle quali risalenti ad epoche molto lontane, spesso si è costretti ad intervenire con il restauro. Ogni intervento di restauro è di sicuro un'operazione delicata, perché deve essere in grado di rispettare il valore dell'opera nel suo complesso, tenendo conto anche delle modifiche apportate nel tempo, e talvolta può richiedere anche molti mesi e addirittura anni di lavoro prima di essere portato a termine. Di fronte ad opere molto danneggiate, occorrerà quindi prima di tutto procedere ad una valutazione complessiva dei danni. Successivamente, dovrà essere individuata la soluzione più adeguata e meno invasiva per riportare la pittura, la scultura o il manufatto in questione al suo splendore originario. Vediamo quindi insieme come restaurare un'opera d'arte .

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Procedere alla pulizia della superficie

Se l'oggetto del restauro sono degli affreschi o dei quadri, la prima cosa da fare è quella di procedere alla pulizia della superficie e all'eventuale disinfestazione qualora i dipinti siano stati aggrediti, oltre che da sporcizia e umidità, anche da funghi o batteri. Accade talvolta che solo dopo la fase di pulizia, il restauratore sia effettivamente in grado di effettuare una stima dei danni. Questo è dunque un processo fondamentale, e forse il più delicato di tutta la procedura, perché di fatto si tratta di un intervento di tipo irreversibile. Durante la pulizia vengono infatti rimosse e cancellate alcune parti che, analizzando l'opera stessa ai raggi ultravioletti, non dovessero risultare compatibili col dipinto originale. Le applicazioni successive potrebbero essere conservate solo qualora non compromettessero il valore storico ed estetico dell'affresco o quadro in questione.

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Procedere al consolidamento della struttura di supporto

Superata questa fase, si procede al consolidamento della struttura di supporto e della superficie stessa del dipinto. Nel caso di opere molto compromesse, ci si potrebbe trovare di fronte ad una perdita di buona parte della superficie. In questa situazione il restauratore potrebbe avere difficoltà a recuperare integralmente la parte mancante e in tal caso le strade da percorrere sono sostanzialmente tre: eseguire una tintura neutra a riempimento delle lacune; replicare la parte mancante con un'integrazione pittorica che imiti il disegno originario; procedere all'abbassamento del livello con la sovrapposizione dell'opera originale, allo stato di frammento, lasciando all'osservatore la possibilità di ricostruire l'immagine in modo autonomo e personale.

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Concludere con l'applicazione di una protezione

Dopo la fase di pulizia e consolidamento, il restauro di un affresco o di un dipinto prevede di solito l'applicazione di una protezione, che sia naturalmente compatibile con l'opera stessa e con i materiali usati per il restauro. Questa fase è molto importante per evitare che gli agenti atmosferici, l'inquinamento e lo stesso scorrere del tempo possano di nuovo compromettere la superficie pittorica, rendendo necessario un nuovo intervento di ripristino.

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