Come simulare il pianto

tramite: O2O
Difficoltà: media
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Introduzione

Se nella vita vorrete intraprendere la carriera di attore, uno degli step tecnici che dovrete superare sarà quello di simulare il pianto. Piangere a comando non è un'impresa impossibile, ci vuole molta concentrazione e, soprattutto, bisogna immedesimarsi all'interno della scena, in modo tale da interpretarla al meglio. Per questo, in questa guida, vediamo come simulare il pianto.

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Occorrente

  • Collirio
  • Mentolo
  • Peperoncino
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Lavorare sulle proprie emozioni

Il miglior modo per simulare il pianto è immedesimarsi nella stessa situazione triste descritta nella scena, magari ricollegandola a qualche fatto simile che ci possa essere successo nel passato. In questo modo, riusciremo ad approcciarci al meglio alla situazione che stiamo vivendo. Se ci troviamo in difficoltà e non riusciamo a collegare nessun fatto che possa averci colpito particolarmente, possiamo cercare d'inscenare nella nostra mente una situazione triste, magari con una persona a cui teniamo in maniera particolare. Mi raccomando, senza esagerare. La compostezza prima di tutto.

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Utilizzare il proprio punto debole

Ognuno di noi ha un proprio punto debole, qualcosa che al solo pensiero fa colare lacrime a picco. Potete utilizzarlo per riuscire a simulare il pianto. Molte persone si emozionano semplicemente pensando a una canzone, o magari ricordando una particolare scena di un film. Anche gli episodi più felici della vostra vita possono regalarvi alcune lacrime. Basta solo scegliere il ricordo più adatto alle vostre esigenze.

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Usare l'immaginazione

Non è detto che per simulare il pianto dobbiamo per forza pensare a un nostro evento passato che ci emoziona particolarmente. Per ottenere qualche lacrima si può anche semplicemente utilizzare l'immaginazione. Un bravo attore può ricreare nella propria mente una situazione che lo induca a un pianto facile e veloce.

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Utilizzare la psicologia

Ci sono molte scuole di pensiero che sull'argomento, hanno pareri diversi. C'era chi consigliava il metodo psicologico, ma solo ai fini di studio del personaggio, poi una volta in scena bisognava "tirar fuori" la tecnica. Forse questo è proprio uno dei metodi migliori, cioè, cercare in fase di studio del personaggio le motivazioni che lo portano ad essere triste, in seguito con l'aiuto della tecnica, arrivare a piangere in modo controllato. Inoltre bisogna considerare anche i problemi tecnici che derivano da un pianto vero. Infatti dopo un po' che si piange il naso inizia a colare e la voce si impasta divenendo scoordinata e poco chiara, rischiando così di rovinare lo spettacolo. Resta quindi una questione di pratica, provate e riprovate la vostra tecnica guardandovi allo specchio.

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