Come usare la luce in pittura

Tramite: O2O
Difficoltà: media
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Introduzione

Dipingere è una passione che accumuna moltissime persone. Molti si avvicinano a questa arte per hobby, volendo ricreare su carta immagini e anche pensieri. Tuttavia, se si vuole approfondire la tecnica della pittura, è bene partire da buone basi e da semplici regole che renderanno il lavoro ben riuscito. Tra i fattori di cui tener conto quando si dipinge è ben nota la luce. Questo elemento è ciò che rende colori e forme visibili all’occhio umano ed un bravo artista riesce a sfruttare questo particolare per dare un tocco particolare alla propria opera. Citando André Derain: “La sostanza della pittura è la luce”. Ma come usare la luce nella pittura? Attraverso pochi e semplici passaggi daremo utili suggerimenti e consigli per poter intraprendere questo percorso e poter migliorare la propria tecnica di pittura. Vediamo, quindi, come procedere.

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Occorrente

  • Pennelli
  • Colori
  • Matite
  • Fogli
  • Tela
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Conoscere la luce

Michelangelo e Leonardo Da Vinci utilizzarono luci ed ombre per affascinare l’osservatore; Caravaggio e Rembrandt per creare drammatici contrasti, gli Impressionisti come Monet e Cezanne come vero e proprio punto di vista delle opere. Ad oggi, le fonti luminose che possiamo trovare sono essenzialmente di due tipologie: naturali o artificiali. Un primo passo per capire come usare la luce in pittura consiste in una osservazione attenta delle fonti luminose, specialmente nel loro cambiamento durante l'arco della giornata. Durante la creazione di un dipinto, infatti, sarà proprio la luce che potrà fornire all'osservatore una comprensione più profonda dello stesso e del suo contesto.

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La luce come elemento di tridimensionalità

Uno degli scopi primari per usare accuratamente la luce in pittura è quello di poter rendere il concetto di tridimensionalità delle immagini rappresentate. La luce è l'elemento che permette di trasmettere all'osservatore la vera morfologia degli oggetti raffigurati. Uno dei modi migliori per ottenere questo effetto di profondità consiste nello sfruttare la luce "caravaggesca" ovvero la luce di taglio. In questo caso la fonte luminosa, quindi i colori più brillanti utili a rendere l'immagine ancora più viva, dovranno essere stesi prevalentemente in maniera laterale rispetto all'immagine centrale dell'opera. I colori andranno quindi modulati in maniera sempre più tenue mano a mano che ci si allontanerà dalla fonte luminosa, facendo particolare attenzione all'eventuale presenza di angoli che, invece, andranno rappresentati come zone d'ombra.

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Altre tecniche per usare la luce in pittura

La luce di taglio, tuttavia, non è la sola modalità utile da sfruttare in pittura. Troviamo, ad esempio, l'espediente delle luci ed ombre. Possiamo creare l’illusione della luce usando le ombre; con questo metodo saremo anche in grado di suggerire l’orario del giorno in quanto le ombre proiettate dal sole sono differenti tanto in direzione quanto in ampiezza nell’arco della giornata. Un altro metodo ampiamente sfruttato in pittura è quello del tratteggio incrociato: tecnica che riesce a dare alla scena ritratta un forte connotato di drammaticitá, utilizzando fasci di linee intersecanti per creare zone di luce ed ombra; si ottengono variazioni luminose date da tratti morbidi o increspati, con zone di oscuritá vellutata. Rembrandt Van Rijn fu un maestro in questa tecnica, come potete ammirare nell’incisione "La Stampa dei cento fiorini.

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Il chiaroscuro

La luce in pittura è uno strumento che può essere utilizzato in una infinità di modi. Molti pittori con il tempo hanno messo a punto tecniche differenti in grado di produrre effetti altrettanto differenti. Tra queste ulteriori tipologie di uso della luce troviamo, ad esempio, il chiaroscuro, tecnica che caratterizza molte opere del Barocco europeo; si utilizza per creare un senso di volume ed implica l’utilizzo di forti contrasti fra luce ed oscuritá nel modellare gli oggetti tridimensionali quali i corpi umani. Di grande importanza quando si intende sfruttare il chiaroscuro risulta il tono del colore. Questo elemento è ciò che riesce a definire un colore come più o meno scuro. Prendendo in considerazione poi il contrasto di tono, quindi la differenza di tonalità tra vari colori, è possibile mescolare tra loro toni differenti per ottenere colorazioni intermedie utili nella rappresentazione delle immagini illuminate. In genere risulta più semplice mescolare un numero dispari di toni piuttosto che una quantità pari (quindi, ad esempio, 11 toni invece di 10). Questi toni diversi, oltre che mescolati, potranno anche essere sfumati proprio per ricreare quell'effetto della luce che svanisce mano a mano che ci si allontana dalla fonte di illuminazione. Si andrà quindi a creare una dolce gradazione da un tono all'altro usando il pennello giusto.

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Chiaroscuro per infittimento di trama

Quando l'opera che si intende realizzare non prevede l'utilizzo di colori, e dunque non è possibile sfruttare la differenza di tono, si può ricorrere alla tecnica del chiaroscuro per infittimento di trama. In questo caso sarà utile tracciare una serie di linee che si andranno a sovrapporre tra di loro. Queste linee potranno essere di vario tipo: dalle linee tratteggiate agli scarabocchi che si intrecciano fino ad arrivare all'utilizzo di puntino o segni di altro tipo. Maestro di questa tecnica per il chiaroscuro fu Rembrandt, il quale nei suoi disegni a matita era solito sfruttare segni di questo genere per ricreare l'effetto della luce. Con il tempo molti altri artisti ricorsero a questo metodo, specialmente nei loro disegni preparatori che non prevedevano il più delle volte l'uso del colore. Un esempio sono i disegni preparatori si Seurat, maestro del puntinismo. L'artista faceva uso di una moltitudine di puntini fittissimi tra loro quando era necessario rappresentare zone d'ombra e li lasciava gradatamente allontanarsi quando era necessario rappresentare zone illuminate.

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Uso simbolico della luce

Di fondamentale importanza nel corso della storia si è rivelato l'uso simbolico della luce in pittura. Per comprendere a pieno il senso di questo utilizzo vi basterá dare un’occhiata a "La Nativitá" (1490) del pittore olandese Geertgen tot Sint Jans oppure all'opera "Un Filosofo Tiene una Lezione sul Planetario" (1766) di Joseph Wright of Derby che idealizza le filosofie illuministe tanto nel soggetto ritratto (una lezione sul sistema solare, in cui ironicamente gli alunni stanno studiando una fonte di luce, il sole, ed una lampada come sua rappresentazione simbolica), quanto nel metodo usato per rappresentarlo. L’illuminazione drammatica delle figure simbolizza la luce della conoscenza razionale che viene a sostituire la luce della guida religiosa.
Capire come funziona la luce ed applicarla nella maniera corretta richiede moltissimo esercizio ed anche un bel colpo d'occhio. Conoscere una tecnica specifica non è sufficiente, prima di metterla in pratica bisogna capirla, fare prove, sbagliare e correggere il tiro.

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Consigli

Non dimenticare mai:
  • L'osservazione e lo studio della luce resta il modo migliore per poterla riprodurre nelle proprie opere
Alcuni link che potrebbero esserti utili:

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