Consigli per la pittura a gouache

tramite: O2O
Difficoltà: media
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Introduzione

L'arte pittorica prevede l'uso di una serie di tecniche che si sono perfezionate nel corso dei secoli. Alcune di esse, come ad esempio la gouache, era adottata per l'abbozzo di piccoli quadri che sarebbero stati riprodotti su tele più grandi mediante l'uso dei colori ad olio. Attualmente la medesima tecnica viene insegnata nelle accademie delle belle arti o utilizzata nelle ore di artistica, e la stessa è adoperata soprattutto per riprodurre quadri più grandi, e non solo semplici bozzetti. Simile alla tempera e all'acrilico, la pittura a gouache si differenzia da entrambe per una serie di elementi, fra cui l'uso di un pigmento bianco ricavato da elementi naturali (come il gesso o il bianco di zinco), e la caratteristica opaca del colore essiccato che conferisce al quadro un'atmosfera ovattata. Di seguito vedremo alcuni consigli su come utilizzarla al meglio.

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Utilizzare un supporto rigido su cui dipingere il quadro

Molte guide presenti su internet ricalcano il principale difetto della tecnica "a guazzo", ossia quello di frantumarsi in microfessure una volta che i colori si siano essiccati. Ciò pare sia dovuto alla pastosità degli stessi e al fatto che molti quadri vengono dipinti a più riprese passando uno strato superiore non appena quello sottostante si sia asciugato. Le tele di lino hanno inoltre la capacità di allargare e restringere le maglie in base alle condizioni climatiche, e ciò a lungo andare potrebbe lesionare il lavoro finito. Basterà quindi usare un supporto rigido, come del cartone o del legno, oppure passare uno strato di imprimitura prima di abbozzare il quadro, preparando una miscela di gesso e acqua spennellata ed asciugata. L'imprimitura farà assorbire i colori e renderà rigida la tela di lavoro.

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Ispessire il colore con l'acquapasto

Se invece il quadro dovrà essere realizzato necessariamente a più riprese (ad esempio per creare giochi di luci ed ombre) esistono alcune tecniche che consentono di ispessire il colore rendendolo robusto dopo l'asciugatura. Tra quelle annoverate la più gettonata è quella che utilizza l'acquapasto, ossia un prodotto sotto forma di gel che andrà diluito assieme al colore prescelto. Il medesimo dovrà essere mescolato anche con gomma arabica per ottenere un colore robusto, ma la percentuale di acquapasto varia in base alla miscelazione dei pigmenti.

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Impiegare toni leggermente scuri

La tecnica del gouache richiede dimestichezza e padronanza nell'uso dei colori. Tra complementari e primari il pittore sa quale tonalità utilizzare in base alla luce e alle ombre. Il guazzo, oltre ad essere opaca, è una tecnica che schiarisce i pigmenti una volta essiccati, ragion per cui il risultato finito potrebbe apparire surreale rispetto all'idea iniziale. Quindi, se si volesse colorare in maniera precisa un elemento oggetto del dipinto, si consiglia di usare una tonalità leggermente scura rispetto al colore predefinito, in modo tale che il tono, perdendo vivacità a lavoro completato, acquisti la sua effettiva gradazione.

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Schiarire le tinte sfruttando il bianco

Nonostante siano colori solubili, quelli del guazzo si differenziano dall'acquerello proprio perché l'uso dell'acqua non schiarisce il tono. Tutt'altro. Come avviene per la pittura ad olio, nella gouache le sfumature chiare possono ottenersi solo miscelando pigmenti bianchi o, secondo le varie tecniche, toni chiarissimi come il giallo o il panna. L'uso del bianco conferisce luminosità al dipinto, mentre i colori tenui ricreano le zone chiare, come ad esempio la facciata di una casa colpita dal sole o la parete rocciosa di una montagna. La percentuale di pigmento varia a discrezione dell'artista.

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Evitare il contatto dei colori con l'umidità

Proprio perché solubili, i colori del gouache possono sciogliersi a contatto con l'acqua anche se essi sono asciutti. Il che permetterebbe di modificare e riprendere il dipinto in fase di lavorazione, ma potrebbe generare un disastro se il lavoro fosse finito. Una volta completato il quadro è buona norma passare uno strato di lacca protettiva spruzzata lentamente e possibilmente a distanza. Anche la conservazione del quadro richiede accortezza. Un luogo umido come un lavatoio o una cantina potrebbe compromettere l'intera fatica.

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