Cosa sono i paradigmi verbali in latino

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Introduzione

In latino, come del resto anche in italiano, i verbi appartengono a diverse coniugazioni, ognuna con le proprie caratteristiche morfosintattiche. In particolare, quattro sono le coniugazioni in latino, e capire a quale di queste un verbo appartiene è possibile già analizzando il suo infinito, che terminerà in -are se è della prima, in -ere (con e lunga) se è della seconda, in -ere (con la e breve) se è della terza, in -ire se è della quarta. A questo punto, occorre capire cosa sono i paradigmi verbali in latino: non sono altro che delle particolari "formule" che riportano al loro interno alcune forme prestabilite di un verbo, così da facilitarne la coniugazione. Dato un verbo, il suo paradigma è dato dalla successione della prima e della seconda personale singolare del presente indicativo, della prima persona singolare del perfetto indicativo, dal supino e dall'infinito; nel caso del verbo "laudare" (o, ad essere precisi, "laudo", poiché in latino la forma base di un verbo è la prima persona singolare del presente indicativo), ad esempio, il suo paradigma sarà: laudo, laudas, laudavi, laudatum, laudare.

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Presente

Come abbiamo detto, il paradigma si forma con diverse voci verbali, e le prime due sono la prima e la seconda persona singolare del presente indicativo: queste due voci ci danno numerose indicazioni sul verbo, permettendoci di scoprirne la coniugazione (se si è abbastanza esperti) e il significato (come già detto, un verbo sul vocabolario latino non si cerca all'infinito, ma alla prima persona dell'indicativo presente). Dal tema verbale del presente si ricavano poi numerose altre voci verbali, come l'imperfetto e il futuro.

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Perfetto

La terza voce verbale di un paradigma è il perfetto indicativo, un tempo latino che corrisponde al nostro passato remoto: è di vitale importanza conoscere come cambia il tema di un verbo al perfetto, perché da esso si ricava la coniugazione di molti altri tempi, come il piuccheperfetto e il futuro anteriore, oltre che il perfetto e il piuccheperfetto congiuntivo.

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Supino e Infinito

Chiudono il paradigma verbale il supino e l'infinito, due modi verbali che non sono coniugabili (se non in determinate circostanze, di cui non ci occuperemo), entrambi molto importanti: il primo, perché viene usato in un gran numero di voci verbali, soprattutto passive (in abbinamento al verbo "sum"); il secondo, perché ci toglie definitivamente ogni dubbio riguardo la coniugazione a cui appartiene il verbo, permettendoci di ipotizzarne le desinenze in ogni modo e tempo.

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