Francesco Hayez: le opere principali

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Introduzione

La guida che segue tratterà delle opere principali di Francesco Hayez forse uno delle più celebri persone del campo dell'arte italiana. Francesco Hayez è stato un pittore italiano, grande interprete della pittura Ottocentesca. Nacque a Venezia nel 1791 da madre italiana e padre francese. A soli sette anni dimostrò di essere un bambino prodigio, con spiccate doti nel disegno. Studiò all'Accademia di Venezia e vinse una borsa di studio, trasferendosi a Roma dove divenne l'allievo prediletto del corregionale Antonio Canova, che gli affidò l'esecuzione di lunette affrescate nei Musei Vaticani. Alternò la residenza a Roma con viaggi e lavori in diverse città italiane, dove lasciò le sue principali opere, tra cui: Rovigo, Bologna, Padova, Milano, Firenze e Siena. Tornò a Venezia nel 1817, dove iniziò la decorazione della sala del generale Consiglio in Palazzo Reale e si occupò del restauro di importantissimi capolavori del Cinquecento. Nel 1820 fu ammesso come socio dell'Accademia di Brera a Milano e nei decenni a seguire fu insegnante, direttore e presidente della stessa. Nel 1837 fu a Vienna e a Monaco di Baviera, mentre nel 1844 si recò a Napoli e in Sicilia. Morì nel 1882 all'età di 91 anni nella città di Milano.

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Hayez per lunghi decenni è stato un punto di riferimento dell'arte romantica in Italia, si dedicò alla realizzazione di colossali scene storiche, la storia fu il filtro che si interpose tra i soggetti delle opere e il pubblico, grazie alla quale fu possibile metter in scena sentimenti ed effusioni inaccettabili per l'epoca. Fu anche un grande ritrattista, paragonato ad Ingres per la perfetta tecnica usata, dai colori pieni di preziosi riflessi luminosi, che conferivano nobiltà ai dipinti. Uno dei più celebri ritratti è quello a Massimo D'azeglio del 1864, conservato alla Pinacoteca di Brera e quelli di Camillo Benso conte di Cavour (1864) e Alessandro Manzoni (1841).

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Tra le opere principali si segnalano Caterina Cornaro spodestata dal Regno di Cipro del 1842, tipico esempio di commistione tra pittura e melodramma, dove l'attenzione è concentrata sui gesti e sugli sguardi dei protagonisti, studiati in chiave scenografica, mentre la preziosità dei tessuti delle vesti ricorda una grande scena teatrale. Sulla stessa scia è anche la celebre opera Giovanni David in costume teatrale del 1830.

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Meditazione del 1851 è un altro celebre capolavoro, collegato ai moti risorgimentali del 1848 ossia le Cinque Giornate di Milano, in cui traspare sotto la celata veste religiosa tutta la malinconia e il dolore patriottico dei contemporanei per l'Italia serva dello straniero. Ma nella sterminata produzione di Hayez, distribuita lungo un arco di oltre sessant'anni, il suo nome resta legato ad un'opera-icona, il Bacio. Tipico esempio di pittura romantica, in cui traspaiono i sentimenti e lo scambio di tenerezze affettuose. Osservando i costumi dei due giovani, si capisce effettivamente di essere catapultati in un'altra dimensione storica: il Medioevo. Siamo giunti al termine di questa guida su Francesco Hayez e sulle principale opere da lui fatte. Un consiglio che vi do è di rileggere i passi che non vi sono risultati del tutto chiari.

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