Giovanni Bellini: vita e opere

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Introduzione

Il patrimonio culturale italiano è davvero molto vasto, soprattutto nel periodo del Rinascimento. Esso racchiude un vero e proprio tesoro. In particolare vedremo, all'interno di questa guida, a parlare di uno dei maggiori esponenti dell'arte pittorica italiana di quel tempo, ovvero Giovanni Bellini. Vedremo dunque, in breve, sia la vita che le principali opere che ne segnarono il cammino.

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Vita

Giovanni Bellini fu un grande pittore italiano (più precisamente veneziano) vissuto tra il 1433 e il 1516 e conosciuto anche con il nome di "Giambellino". Nella sua opera prende spunto da grandi maestri del calibro di Mantegna e Antonello da Messina. Non si conosce molto della sua vita privata e si fa anche fatica a collocarne l'esatto anno di nascita che, grazie a una documentazione storica, viene collocata nel 1433 (anche se non con la massima certezza). La sua produzione artistica è davvero ampia e andremo a ricordare solo alcune delle sue opere. Ma questo venne dovuto al fatto che era a capo di una bottega artistica, dove spesso faceva solo ritocchi o apponeva solamente la firma.

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Esordi

Dal punto di vista artistico, Bellini si legò molto alla tradizione della pittura veneziana ma nonostante questo era un pittore in continuo rinnovamento. Esordì nel 1450 mostrando sin da subito uno dei temi che si porterà per tutta la vita all'interno dei suoi dipinti, ovvero quello della Madonna con il Bambino. Non si tratta di tele di grandi dimensioni, anzi erano piuttosto piccole. Oggi si trovano esposte in svariati musei tra cui, ad esempio, la "Madonna col Bambino" si trova a Pavia e la "Madonna greca" a Milano. In tutte le opere, a prescindere dall'argomentazione, si notano influssi provenienti dall'arte bizantina così come anche da quella fiamminga. La linea comune che unisce le opere del primo periodo è il gran rapporto che esiste tra una madre e il proprio figlio.

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Opere

La maturità artistica avviene più o meno attorno agli anni Settanta con il "trittico di San Sebastiano", quello "di San Lorenzo", "della Madonna", e "della Natività", commissionata per una chiesa appena ristrutturata a Venezia. L'opera principale di tale periodo resta sempre la "Pala di Pesaro" rappresentante principalmente l'incoronazione della Vergine Maria. Gli usi particolari che il pittore fa del colore fa intravedere l'influsso dell'opera di Antonello da Messina. L' ultima fase, infine, vede una lieve influenza di Giorgione. L'opera principale, in questo caso, è la "Pala di S. Zaccaria" in cui lo stile risulta molto ammorbidito nelle forma e nelle linee dei personaggi.

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