Giovanni Pascoli: Myricae e poetica

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Introduzione

Giovanni Pascoli, il cui vero nome è Giovanni Agostino Placido Pascoli, nasce il 31 di Maggio del 1885 (san Mauro di romagna), cessa di vivere a Bologna nel 1912 (6 Aprile). Molte le sue produzioni letterarie ed i componimenti poetici che lo hanno immortalato rendendolo famoso, un poeta che risente degli influssi letterari dell'ottocento e che, nonostante una vena poetica personale legata al positivismo, può essere collocato tra i poeti che abbracciano ii filoni decadenti dell'epoca. Le sue opere sono di tipo idealistico e spirituali, risentono della corrente del positivismo, sebbene sia in fase di esaurimento letterario come movimento dell'epoca. Vedremo insieme, una raccolta specifica del poeta: Myricae e poetica nel dettaglio.

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Occorrente

  • Giovanni Pascoli
  • Myricae
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La poetica del Pascoli risente fortemente dell' indole sensibile in grado di scorgere in ogni situazione, una vena positiva ed ottimistica, ciò nonostante i fallimenti familiari, ed i lutti (morte del padre per omicidio quando il poeta aveva solo 12 anni) e l'evoluzione della vita politica del paese concorsero a gettarlo in alcuni periodi in particolare, in uno stato di depressione, che lo condusse, ancor più vicino, alla poetica decadente. Un'insieme che il poeta percepisce come indecifrabile e misterioso, rappresentato in versi, in maniera fortemente impressionistica.

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Talvolta, questi elementi sono presenti singolarmente mentre, altre volte, emergono insieme fondendosi, è il caso della campagna permeata talvolta, dalla presenza impietosa e cupa della morte, immagini idilliache, surreali ed impressionistiche, tra ninfee, vento e "fauni ridarelli" che si agitano e si muovono più veloci del vento tra fiori surreali di acacia "ciocche d'acacia" e fiori di pervinca, una fusione tra poesia natura e mitologia che rende la raccolta dedicata alla natura molto suggestiva. Stessa onomatopeica ed impressionistica raffigurazione in "I puffini dell'Adriatico", in cui le acque si mescolano ai tramonti e agli "schiamazzi riduli dei puffini" presenti tra le onde, che creano una visione idilliaca e surreale. L'intera raccolta narra l'interiorità del poeta, la sua vita, le sue vicissitudini, i dolori ed i sentimenti, influenzati dal periodo storico e dalle correnti letterarie.

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La poesia, per Pascoli, diviene un "nido" in cui immergersi ed esternare pensieri e parole. Il "nido" che per il poeta, è rappresentato dalla famiglia, vissuto come un nucleo di forti legami e protezione, in cui, spesso, gli esseri umani interferiscono distruggendolo (morte del padre). La prima vera raccolta di poesie dell'autore è "Myricae" (1881), un'opera letteraria che dedicherà al padre, raccolta in cui gli scritti non vengono collocati in relazione ad una logica ma, bensì esclusivamente su base metrica. Ritoccata varie volte, l'edizione comprensiva di 22 componimenti iniziali, che nell'ultima edizione del 1911, si amplieranno raccogliendo ben 156 poesie. Il titolo deriva dalla quarta egloga di Virgilio, ed è indicativo circa l'ambientazione delle opere che si riflettono nel mondo umile della campagna.

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Consigli

Non dimenticare mai:
  • Leggere alcune opere interne alla raccolta per comprenderne maggiormente i contenuti.

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