Guida ai Civici Musei del castello di Udine

Tramite: O2O
Difficoltà: media
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Introduzione

Siete a Udine e volete scoprire la storia, l'arte, i monumenti e la cultura di una piccola città del Nord-Est d'Italia? Una tappa obbligata sono sicuramente i Civici Musei presenti al Castello di cui vi fornirò la guida sala per sala. L castello nasce su di una collina artificiale, costruita, secondo la leggenda, dallo stesso Attila perché voleva vedere bruciare la città di Aquileia. Nel corso dei secoli alla collina si è aggiunto un castello, di costruzione veneta che insieme a Piazza della Libertà (sottostante al castello) e la Loggia del Lionello (di fronte al castello) costituiscono i "benefici" che Venezia portò a Udine: Udine infatti nel 1500 giurò fedeltà a Venezia diventandone una Provincia affidata al patriarca di Aquileia che trovò nel castello la sua nuova casa. Durante la prima e la seconda guerra mondiale il castello divenne un "rifugio per i quadri" in quanto gran parte delle famiglie friulane (quali gli Antonini, i Caiselli e i Wasserman) decisero di salvare il proprio patrimonio artistico affidandolo alle segrete del castello. Alla fine delle guerre, per ringraziare i custodi del castello, tali famiglie regalarono le loro opere al castello che potè così aprire al pubblico la sua mostra. Ora il castello è patrimonio comunale e conta al suo interno un Museo Archeologico, un Museo del Risorgimento e la Pinacoteca che presenta opere databili dal 1300 fino al 1800. Se volete visitare questo museo e siete interessati a conoscere fin da subito ciò che le sale della Pinacoteca contengono non vi resta altro che proseguire la vostra lettura!

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Occorrente

  • Voglia di conoscere opere meno famose ma comunque di altissimo valore
  • Controllate gli orari di apertura e chiusura del museo
  • Ricordatevi che il Lunedì il museo è chiuso!
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Sala 0 e 1: Affreschi medioevali

Salite le scale inizierà il vostro percorso che segue un ordine cronologico.
Le prime due sale contengono opere simili databili da fine XIV secolo a inizio XV secolo. Le opere presenti sono degli affreschi medioevali che raffigurano teste di santi e sante, la Madonna e scene religiose. Tutte queste opere provengono dalle antiche case medioevali presenti in Piazza san Giacomo che vennero distrutte durante il Novecento per far spazio a case più moderne.
Opera sicuramente significativa è la Crocifissione e storie della Vergine di Vitale da Bologna (1350 ca.): è un affresco ben conservato in cui è possibile notare gli effetti che la pittura Giottesca ebbe sui pittori a lui immediatamente successivi.

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Sala 2: Tavole e sculture in legno

Nella seconda sala vi immergerete nell'arte medioevale in piena regola.
Tutte le opere esposte sono delle tavole dipinte con tempere; tutte ben conservate.
Le opere trattano principalmente di temi religiosi come figure dei santi (San Sebastiano e Santa Caterina), Crocifissioni, Marie col Bambino. Sono presenti anche due busti in legno di scuola toscana che raffigurano un frate e un San Giovanni.
Opera significativa è la Madonna con Bambino e angeli (uno stucco dipinto) di Desiderio da Settignano del XV secolo.

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Sala 3: il Rinascimento udinese

Nella terza sala vi imbatterete in opere databili dal 1400 al 1500 e che testimoniano l'abilità dei pittori friulani, più precisamente udinesi (come lo attesta l'Incoronazione della Vergine di GirolamoBernardino da Udine). I dipinti dimostrano, infatti, che i pittori di scuola friulana erano a conoscenza dei cambiamenti artistici avvenuti in Italia e più precisamente in area toscana e veneta ma si nota anche una somiglianza coi dipinti coevi di matrice tedesca.
L'opera sicuramente più importante contenuta in questa sala è il Cristo con gli strumenti della Passione di Vittore Carpaccio che attesta l'inizio della stretta collaborazione tra gli artisti veneti e Udine.

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Sala 4: teleri friulani

Nella quarta sala entrerete a contatto con gli esempi di teleri (tele di grandi dimensioni tipiche della tradizione veneziana e veneta) di matrice Udinese.
In questo caso non vi consiglio una sola opera a cui prestare maggiore attenzione ma a due; entrambe di Pellegrino da San Daniele e che raffigurano rispettivamente L'Annunciazione e La consegna del pastorale a sant'Ermacora, I dottori della chiesa Agostino e Ambrogio e I Dottori della chiesa Gregorio e Girolamo (da notare che quest'ultima opera va vista sia nella parte frontale sia nella parte retrostante).

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Sala 5: il Rinascimento udinese

In questa sala incontrerete una serie di quadri che hanno come unica matrice comune la cronologia; essi infatti sono tutti databili intorno alla fine del 1400 e la fine del 1500.
Essendo una pinacoteca i Civici Musei ospitano, infatti, serie di opere provenienti dalla Chiesa di Santa Maria in Castello (da poco restaurata e visitabile), opere di privati e opere acquistate dai curatori del museo per cui non sempre è possibile avere una matrice tematica o di artista comune a legare le opere ma solo cronologica.
Opera significativa è l'Eterno Padre di Giovanni Antonio de'Sacchis detto il Pordenone (sicuramente uno dei pittori friulani più conosciuti in Italia insieme a Giovanni da Udine).

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Sala 6: Udine si concede a Venezia

Anche in questa sala a collegare le opere è la cronologia: tutte databili dal 1500 al 1600. Noterete come la pennellata e il disegno si ammorbidiscono e che le opere presenti iniziano a rispecchiare sempre di più le opere dei grandi maestri rinascimentali quali Raffaello.
L'opera sicuramente da notare è La dedizione di Udine a Venezia del 1595 di Jacopo Negretti detto Palma il Giovane. È un'opera importante per la storia di Udine perché attesta la sottomissione della Città a Venezia e perché, per la prima volta in assoluto, viene mostrato uno scorcio della città su un dipinto.

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Salone del Parlamento

A questo punto avrete terminato la visita della prima ala del castello. L'interruzione avviene facendovi entrare in quello che in epoca seicentesca era il Salone del Parlamento. Riccamente decorato con stucchi dipinti e affreschi è sicuramente un emblema dello sfarzo che all'epoca la città di Udine godeva.
Oggi il salone viene utilizzato principalmente per le inaugurazioni delle mostre temporanee (molto comuni in Castello) o per convegni di ambito storico-artistico.

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Sala 7: il mistero di Caravaggio

Questa sala raccoglie le opere del 1600 e del 1700 e il cambiamento rispetto alla sala precedente si nota subito.
Sono presenti opere di artisti austriaci il che fa capire l'aria di cambiamento che si percepiva in una piccola città come Udine. Questi sono, infatti, gli anni in cui la dominazione Asburgica si fa strada nel Friuli per conquistare Trieste che manterrà fino alla fine della Seconda Guerra Mondiale.
Ci sono anche molti ritratti (come era consuetudine dell'epoca) di nobili e nobildonne friulane.
Opera sicuramente curiosa è il San Francesco che riceve le stigmate di "Michelangelo Merisi detto il Caravaggio". Scrivo il nome fra virgolette perché è una copia e la storia del perché una copia di questo quadro è presente in questa sala è assai divertente.
Le fonti narrano che un nobiluomo friulano si fosse fatto prestare l'originale di Caravaggio per farne una copia e che avesse chiesto a un pittore udinese di effettuarla per poterne godere ogni giorno in casa sua. Una volta eseguita la copia il nobiluomo non sapeva più riconoscere l'originale dalla copia e amareggiato dovette riconsegnare uno dei due dipinti al legittimo proprietario; gli consegnò la copia e si tenne l'originale... Ma passati alcuni giorni in cui aveva studiato il dipinto in ogni suo angolo e in ogni sua pennellata il nobiluomo pensò di essersi tenuto la copia e volendo truffare il possessore del quadro gli scrivette scusandosi per il malinteso e riprendendosi la copia!

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Sala 8: Antonio Carneo

Questa sala è particolare perché contiene al suo interno una gran parte delle opere di Antonio Carneo. Carneo era un pittore veneto del 1630 ca. Che, non trovando fortuna a Venezia, si spostò a Udine dove fece la sua più grande fortuna al seguito del nobiluomo udinese Caiselli che gli commissionò molte opere tra cui una serie di allegorie (come le Allegorie dell'inverno e dell'autunno) che ricordano, nello stile, Michelangelo sia per le figure possenti sia per la torsione dei corpi.
Sono presenti anche numerosi ritratti di nobiluomini del tempo.

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Sala 9: la mitologia

In questa sala sono presenti opere provenienti dal Centro e Sud d'Italia. Ci sono numerose nature morte e dipinti a sfondo mitologico come i due quadri raffiguranti due episodi della vita di Minerva: Minerva accoglie le virtù e Sacrificio a Minerva e l'olio su tela in cui Frine tenta Senocrate.
Tutti i quadri sono datati intorno alla fine del 1600
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Sale 10: il Tiepolo

Sicuramente una delle sale più attese dai visitatori per poter vedere dal vivo alcune delle opere di Giambattista Tiepolo.
Non ci sono dati certi sulla sua possibile venuta a Udine quello che è certo è che il pittore abbia lavorato per alcuni committenti udinesi come si nota nel La virtù e la Nobiltà trionfano sull'Ignoranza del 1774/75; una tela commissionata per la famiglia Caiselli e che era collocato nel Palazzo omonimo nel "Salone del Tiepolo" ma a causa di problemi strutturali del soffitto lo Stato, per garantirne la conservazione, ha preferito darlo in deposito ai Civici Musei.

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Sale 11 e 12: un po' di arte contemporanea

In queste due sale sono presenti principalmente ritratti di persone illustri friulane e udinesi e alcuni dipinti del pittore udinese Odorico Politi.
Queste opere sono datate intorno alla fine del 1700 e fine del 1800. Si inizia a parlare di arte contemporanea e difatti la Pinacoteca accoglie opere di queste date solo in due sale perché la restante parte è conservata nel Museo di Arte Contemporanea di Casa Cavazzini a Udine.

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Consigli

Non dimenticare mai:
  • Vi consiglio di fare il biglietto cumulativo che vi permette di visitare sia i Civici Musei sia Casa Cavazzini ad un prezzo scontato
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