Guida al teatro di Samuel Beckett

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Introduzione

Samuel Beckett, nato a Dublino nel 1906, è considerato uno dei drammaturghi più validi e originali del teatro contemporaneo. La sua famiglia, appartenente al ceto medio irlandese protestante, era rigidamente puritana. Beckett studiò presso un collegio anglo-irlandese dove si distinse per le sue capacità e per l'impegno profuso negli studi. Molto importante per Beckett fu un viaggio a Parigi, tant'è che decise di adottare il francese come lingua letteraria. Proponiamo di seguito una breve guida al teatro di Samuel Beckett.

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Messaggio

Beckett mette in scena lo smarrimento dell'uomo contemporaneo all'indomani del secondo conflitto mondiale, raccontando l'angoscia e l'alienazione, la crisi e la solitudine attraverso rappresentazioni grottesche e paradossali, le quali sembrano suggerire tutte lo stesso desolante messaggio: l'esistenza dell'uomo è contrassegnata da una violenza astratta, ma invasiva, priva di senso eppure reale. I personaggi del teatro beckettiano sono maschere tragicomiche che parlano un linguaggio surreale e illogico che produce un ribaltamento delle regole e delle convenzioni teatrali tradizionali. Si pensi a Vladimiro ed Estragone, Pozzo e Lucky, nell'eterna e sempre delusa attesa di Godot; oppure alle sterili esistenze dei sopravvissuti Hamm (il padrone) e Clov (il servo) nell'atto unico "Finale di partita"; o ancora a Krapp che, ne "L'ultimo nastro", ascolta una vecchia registrazione prendendo coscienza della propria esistenza fallimentare e di come il proprio passato sia profondamente lontano dalla sua attuale realtà clownesca.

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Tematiche

L'opera beckettiana si caratterizza per la sua profonda valenza speculativa; egli riprende tematiche legate alla filosofia esistenzialista, considerando anch'egli l'uomo come un essere "gettato nel mondo" e costretto continuamente a confrontarsi con situazioni problematiche e assurde.

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Com'è Samuel Beckett

In ultima analisi diremo che Samuel Beckett è uno scrittore atipico, perché egli non è interessato a raccontare storie quanto piuttosto a rappresentare l'irrazionalità della vita e il profondo senso di vuoto che attanaglia l'uomo, il quale si sente irrimediabilmente circondato dal nulla. La sua opera più geniale, "Aspettando Godot", è il manifesto stesso della sua poetica: la vita è un' attesa snervante e perenne e l'incomunicabilità tra esseri umani è la prova che il linguaggio è un mero strumento per riempire il vuoto e i silenzi che dominano costantemente la vita degli esseri umani.

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