Guida alle opere di Edward Hopper

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Introduzione

Edward Hopper fu un pittore, incisore e illustratore statunitense. Nacque nel 1882 a Nyack, una piccola cittadina situata sull'Hudson River. Morì nel 1967 a New York. Già nell'infanzia dimostrò grandi doti per il disegno. Più avanti, con il suo realismo, divenne uno dei massimi esponenti dell'arte americana del ventesimo secolo. Hopper dipinse il suo primo quadro alla tenera età di tredici anni. Hopper era un grande viaggiatore. Fece numerosi viaggi formativi nei più grandi paesi d'Europa. Questi viaggi incisero molto sul suo stile, che rimase comunque principalmente legato a New York, segnata in quegli anni da grandi mutamenti storici e culturali. In questa guida, scopriremo l'uomo, le opere e l'artista che fu Edward Hopper.

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American scene

Edward Hopper è uno tra i più importanti esponenti del movimento artistico chiamato "American Scene". Questo movimento s'impegna a rappresentare la vita nei suoi molteplici aspetti, in maniera realistica. I temi trattati da Edward Hopper nelle sue opere riguardano la solitudine, l'isolamento e la mancanza di comunicazione tra gli esseri umani. Il pittore nelle opere rappresenta tutto ciò, ritraendo in particolare edifici di periferia, paesaggi e scene di vita quotidiana.

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L'acquerello

Tra il 1915 e il 1923 Edward Hopper ha eseguito circa cinquanta opere. In questi dipinti è facile ritrovare tutti i “capisaldi” della sua vita. Luci e ombre, figure femminili come ritratte di nascosto: in queste rappresentazioni vi è tutta la desolazione della vita nelle grandi metropoli. Nel 1923 adottò l'acquerello. Da questo momento in poi il suo stile è varia. Questo divenne più pulito, dai colori freddi e cristallizzati. In questo modo la distanza tra sé e l'oggetto rappresentato fu maggiore. Da quel momento in poi i personaggi delle sue opere divennero ancora più inafferrabili, lontani, alienati.

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Le opere principali

Ecco alcune delle opere principali di Edward Hopper:
"Drug Store" (1927, conservato a Boston, nel Museum of Fine Arts).
"Hotel Room" (1931, Madrid, Museo Thyssen-Bornemisza)."Nighthawks" (1942, Chicago, Art Institute of Chicago).
"Motel in the West" (1957, New Haven, Yale University Art Gallery).
"Secondary Story Sunlight" (1960, New York, Whitney Museum of American Art).
Tutte le opere di Hopper non sono mai una semplice e banale rappresentazione della realtà. Il'artista mette l'osservatore nelle condizioni di interrogarsi sul significato dell'esistenza. L'intimità di uno spazio interno, una finestra, le vetrine illuminate di un cinema o un bar, non rappresenta solamente momenti qualsiasi della vita quotidiana di ognuno di noi. Questi servono a creare un processo d’introspezione psicologica. L'obiettivo di Hopper nelle sue opere è di usare sempre la natura come mezzo e di fissare sulla tela le reazioni più intime nei confronti dell'oggetto,.

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