Hayez: vita e opere

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Introduzione

Francesco Hayez (Venezia 1791- Milano 1882) è stato un pittore italiano. Figlio di Chiara Torcellan e Giovanni, un pescatore, ultimo di 5 fratelli, venne adottato da una zia, a causa della poverissima famiglia. Il marito della zia, un antiquario, nota subito il talento artistico del nipote e decide di iniziarlo al mondo della pittura, sperando poi di introdurlo al restauro e quindi a lavorare con lui. Francesco si inizia alle lezioni di disegno nella scuola tardosettecentista, e da qui la sua cultura figurativa e letteraria viene ampiamente accresciuta. Terminato l' apprendistato, cominciò a lavorare dei modelli in gesso, durante il giorno, mentre la sera si recava ai corsi di nudo, vincendo un premio per il disegno nudo nel 1805. Nell' ottobre del 1809 vinse un concorso che lo portò a studiare a Roma, così dopo essere passato per Firenze, arrivò a Roma e divenne allievo di Canova. Grazie a Canova gli vennero aperte molte porte, compresi i musei Capitolini e le Stanze Vaticane. A Roma, Francesco poté alternare l'arte all' amicizia. Comincia così la salita al successo. Andiamo a scoprire la vita e le opere di Hayez.

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Primi premi

Nel 1812, a seguito del consiglio di Canova, Francesco partecipò a un concorso, dove ricevette la prima delusione, infatti si trattò della sua prima apparizione pubblica nazionale e non vinse. Ma nell' astate dell'anno dopo poté, grazie alla grande tela "Rinaldo e Armida", completare il quarto anno all' accademia, e vinse anche dei premi economici. Nello stesso anno, il pittore vinse un ambito premio, e le sue speranze vennero accresciute. Fu il periodo del primo amore per Francesco, dove, ospite a Palazzo Venezia, si invaghì e cominciò una relazione clandestina con una donna sposata. Quando il marito della donna venne a conoscenza della loro relazione, Francesco venne cacciato e, su consiglio del suo amico Canova si recò a Firenze. Il trasferimento durò poco, visto che al pittore venne commissionato un lavoro che accettò sotto buon compenso, così tornò a Roma.

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Il trasferimento a Roma

Nel 1817 il pittore, nella frequentazione della famiglia borghese Scaccia, sposò Vincenza, componente della famiglia. Subito dopo le nozze, la coppia si trasferì a Venezia, dove Francesco dipinse la "Pietà di Ezechia". Dopo un periodo di espressione decorativa, Hayez si scostò da soggetti mitologici e classici, dedicandosi alla pittura del soggetto storico. Dedicandosi al tema storico, Hayez decise di trasferirsi a Milano. Nella città meneghina, il pittore ebbe la possibilità di avere contatti con i personaggi classici del romanticismo, tra questi Alessandro Manzoni e, qui il pittore, tra i tanti lavori commissionati, presentò il "Conte Carmagnola", tela raffigurante la tragedia manzoniana. Dipinse quadri di carattere storico come: I Vespri siciliani (1822), I Profughi di Praga e L'Ajace d'Oileo; opere come Ultimo Bacio e gli Sponsali ispirandosi alla tragedia di Giulietta e Romeo. Tanti i soggetti religiosi e i ritratti, il più famoso quello fatto a Manzoni.
Nel quadro Il Bacio è evidente l'influenza dei pittori cinquecenteschi e in particolare quelli appartenenti all'area veneziana come Tiziano.
In questo dipinto c'è un' impronta patriottica, il bacio dell'uomo infatti rappresenta l'addio di un giovane alla sua patria.Il pittore non fece ritorno a Roma anche a causa della morte del suo amico Canova, rimase a Milano, dove il suo successo arrivò.

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Successo di Vienna

Tanto fu il successo italiano, che arrivò anche quello estero, infatti Hayez viene invitato a Vienna per presentare le bozze per la realizzazione dell'affresco dell' "incoronazione regia dell' imperatore Ferdinando". Dopo ciò gli vennero commissionati anche "Vettor pisani liberato dal carcere" e " L'ultimo abboccamento di Iacopo Foscari con la propria famiglia". Terminata l'esperienza del " Salone delle Cariatidi" Hayez produce nuove opere: " L'incontro di Giacobbe ed Esaù" "La sete dei crociati sotto Gerusalemme", quest'ultimo venne realizzato in vent'anni ed è tutt'ora esposta a Palazzo Reale.

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Riconoscimenti e il Bacio

Dopo vari incarichi accademici e riconoscimenti ufficiali, nel 1860 Hayez divenne professore onorario dell'accademia delle belle arti di Bologna e assunse la presidenza di quella di Milano. In questi anni creò "Il martirio di San Bartolomeo" e il famosissimo "Bacio". Come dono artistico all'accademia veneziana che lo vide formarsi creò: "La distruzione del tempio di Gerusalemme" e "Marin Faliero". Nel 1869 il pittore venne colpito dal lutto della moglie, in seguito Hayez si trasferì dalla figlia Angiolina, adottata nel 1873. Hayez morì a Milano nel 1882 all'età di 91 anni, ricordato come il più grande esponente del romanticismo pittorico italiano, lascia al mondo un patrimonio artistico.

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