I 10 classici della letteratura italiana più amati

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Introduzione

10 classici, 10 opere, 10 autori. Un mini-compendio di letteratura comparata attraverso gli stili, le epoche e gli stati. Dieci opere che rappresentano e raffigurano e che mirano a comprendere il riassunto dell'essenza Italiana in letteratura: Il Piacere di D'Annunzio; Orlando Furioso dell'Ariosto; La Divina Commedia di Dante; il Decameron di Boccaccio; i Promessi Sposi di Manzoni, passando per i Malavoglia di Verga; Il Gattopardo di Tomasi di Lampedusa; L'Isola di Arturo di Morante; la Gerusalemme Liberata di Tasso e infine La Coscienza di Zeno di Svevo. I 10 titoli italiani più amati per apprezzare al meglio la cultura del tricolore.

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Il Piacere. Gabriele D'Annunzio

L'opera è degna espressione della corrente decadente ed estetica che si era diffusa in Europa alla fine del XIX secolo: Andrea Sperelli è un uomo piacente ed amante del lusso e della vita, ha un'amante, Elena Muti ma non disdegna il piacere con altre donne, per lo più sposate, che si intrecciano nella sua vita tra una Roma voluttuosa ed un calmo Abruzzo. L'incontro dopo anni con l'antica amante Elena gli procura turbamento e piacere. Il classico si articola in minuziose descrizione degli ambienti e degli eventi mondani.
Da consigliare se si amano gli interni dettagliati e le introspezioni esageratamente elaborate.

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L'Orlando Furioso. Ludovico Ariosto

Tutti abbiamo affrontato nel percorso scolastico il nome di Ludovico Ariosto e il titolo della sua opera l' "Orlando Furioso" ma pochi sanno che nonostante non sia in prosa bensì in versi, narri di intrighi trame, amori e intrecci assai intricati. Il nucleo fondamentale dell'opera è la fuga di Angelica, la donna oggetto del desiderio di Orlando ma non solo, di molti altri uomini dai quali ella tenta sempre di sottrarsi con la fuga e cercando riparo nei luoghi più nascosti, reali o fittizi che siano.
L'opera è consigliata agli amanti delle vicissitudini cavalleresche e dell'amore cortese: l'unico impedimento per il nostro tempo è la presenza della metrica in ottave, superabile con una buona parafrasi.

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La Divina Commedia. Dante Alighieri

L'opera più famosa e nota sia nel Belpaese che all'estero, di tutto il panorama letterario italiano, è senza dubbio la Comedìa di Dante, meglio conosciuta come Divina Commedia.
Scritta in endecasillabi, tripartita in cantiche, suddivise in 33 canti ciascuna (salvo la prima) informa noi mortali delle pene che ci attendono nell'aldilà secondo la morale ecclesiastica medievale e le sue leggi del contrappasso: sbattuti sulle rocce i lussuriosi come lo furono dal vento della passione; adagiati in una pozza di fango maleodorante i golosi, e gli eretici in tombe infuocate. Poi vi è anche chi si pentì per il rotto della cuffia, ecco che viene accolto in Purgatorio al fine di intraprendere il lungo cammino verso il Cielo, spesso accelerato dalle preghiere dei vivi. Infine il Regno dei Cieli, ove l'autore incontra la sua amata in terra, Beatrice, la quale lo accompagnerà a godere delle gioie dell'eternità.

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Il Decameron. Giovanni Boccaccio

Per chi ama le novelle di vario genere e natura con ambientazione medievale e un pizzico di sapore toscano deve assolutamente leggere il Decameron. Le tematiche dell'opera sono varie, vi sono gli amori finiti bene e gli amori finiti male; le beffe delle mogli ai mariti e le beffe di vario tipo: qui la donna ha un ruolo di dominatrice e di artefice del proprio piacere, raccogliendo amanti, anche tra i ceti sociali più bassi. Impareggiabili le novelle di Nastagio degli Onesti, la quale insegna alle donne ad essere più arrendevoli, e quella dell'Usignuolo, ove il simbolo dell'usignolo è facilmente individuabile.

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I Promessi Sposi. Alessandro Manzoni

Conosciuto non solo il Lombardia, non solo in Italia ma anche in tutto il mondo, i Promessi Sposi, sono uno dei classici italiani più conosciuti anche nella cultura popolare. Ambientato tra Milano, Lecco, Monza e Bergamo, la storia narra dell'amore tra Renzo e Lucia ostacolato dall'oscuro Don Rodrigo, incapricciatosi della giovane. La storia prosegue tra i buoni consigli della Signora Agnese, madre di Lucia, tra le indicazioni di Frà Cristoforo, amico dei giovani ma anche infittendosi nelle trame dell'ambigua Gertrude, la monaca di Monza, e del suo amante Egidio. Ad un certo punto un'epidemia di peste imperversa nelle zone abitate dai giovani ma solamente grazie ad essa, fra i morenti e gli ammalati, essi riescono a reincontrarsi e coronare il loro sogno d'amore con il matrimonio.

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I Malavoglia. Giovanni Verga

I Malavoglia rientrano nel filone verista, in voga negli ultimi anni del XIX secolo e racconta le vicende di una famiglia siciliana tra miseria e povertà ma anche tra affanni e ambizioni finite male. Il racconto segue uno schema cronologico fin dal momento in cui i capostipiti della famiglia si cimentano in un affare dei "lupini" (vongole di piccola taglia), seguendo matrimoni incompiuti, fughe, morte per crepacuore, descrizione dettagliate degli usi e costumi in una Sicilia cruda, antica, fresca di unificazione ma solo a livello cartaceo, in quanto rimasta e lasciata esattamente com' era. L'immagine di una delle figlie dei protagonisti al di fuori di una casa di tolleranza lascia intravedere il triste epilogo.

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Il Gattopardo. Giuseppe Tomasi di Lampedusa

"I Savoiardi? Me li mangio a colazione ". Una delle frasi più celebri del film diretto da Visconti nonché del libro di Tomasi di Lampedusa. Siamo ancora in Sicilia, e in una Sicilia appena unificata, tra il malcontento della popolazione nobile e il disprezzo per i nuovi cugini torinesi: la bellezza dell'opera è resa cinematograficamente dalla giovinezza di Claudia Cardinale, nella parte di Angelica, e di Alain Delon nel ruolo di Tancredi. Il principio didascalico del romanzo mira alla riflessione sui reali cambiamenti delle cose, al concetto che nonostante l'isola siciliana sia stata oggetto di incursioni saracene, spagnole, francesi e ora col dominio del Regno di Sardegna e la conseguente annessione formando così un nuovo stato europeo, nulla cambia e nulla cambierà nel Castello di Donnafugata.

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L'isola di Arturo. Elsa Morante

Procida, 1938. Arturo, un ragazzo adolescente orfano di madre, aspetta sempre suo padre al molo dell'isola quando torna da ogni viaggio. La sua isola incantata e felice, viene a perturbarsi nel momento in cui l'uomo porta con se una giovane sposa di cui Arturo si invaghisce ma non ricambiato: qui parte l'educazione sessuale del ragazzo, tra la gelosia di una donna-madre giovane e premurosa, la passione per una ragazza che lo inizia all'amore e infine la scoperta delle tendenze omosessuali del padre.
Arturo, alla vigilia della Seconda Guerra Mondiale, finirà con il lasciare la sua isola e la sua infanzia.

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La Gerusalemme Liberata. Torquato Tasso

L'azione dell'opera si svolge ai tempi della prima crociata, poiché uno dei protagonisti è proprio Goffredo di Buglione, colui che liberò Gerusalemme dai Saraceni. Le battaglie tra infedeli e crociati ripercorrono molto quelle tra Achei e Troiani, così come il ruolo di Erminia, una novella Elena di Troia, che, perennemente innamorata di Tancredi, un prode guerriero crociato, è ormai una ricca prigioniera del vecchio re Aladino. La trama prosegue attraversando momenti di forte virtù cavalleresca con altri di convivio medievale, non mancano gli episodi orientaleggianti con tappeti, profumi, aromi, danze erotiche e il fascino della donna pagana: Armida, una fattucchiera saracena, nipote del re di Damasco, che ha il compito nella guerra di sedurre i crociati più valenti in combattimento e di allontanarli dal campo, renderli prigionieri con le sue grazie e la sua magia.
Le storie d'amore nella Gerusalemme si caricano di pathos, di vorrei ma non posso, di licenziosità e dovere. Alla fine Gerusalemme viene davvero liberata.

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La Coscienza di Zeno. Italo Svevo

È il romanzo più noto dell'autore Italo Svevo, scrittore triestino, nato austriaco.
Il romanzo narra le vicende del protagonista, Zeno Cosini, analizzandone la psiche in varie forme e secondo vari momenti della sua vita, la morte del padre, il matrimonio, la moglie, l'amante, il fumo. Il tutto per metterne in luce una grande peculiarità: la follìa mentale, la sua nevrosi, che combacia con quella dell'autore.
Il romanzo non è di facile lettura, poiché tratta la psicanalisi narrata da episodi filtrati da un nevrotico, ma colpisce ed emerge in un elenco dei 10 più noti capolavori della letteratura italiana appunto per il suo carattere eccentrico e per essere al momento della sua stesura, proprio perché la letteratura qui diventa psicanalisi, all'avanguardia.

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