Introduzione
Avete sentito parlare di romanzi distopici e vorreste leggere qualcosa? Benissimo, continuate la lettura. Innanzitutto, chiariamo di cosa si parla: la distopia è l'equivalente al negativo del concetto di utopia. Se l'utopia ha l'ambizione di raggiungere un mondo perfetto e ideale, la distopia intende inscenarne uno sgradevole e agghiacciante. Nei libri, spesso troviamo ambientazioni invivibili, dove quel futuro è tutto ciò che non vorremmo avere. La società è inevitabilmente messa sotto pressione e la tensione che ne deriva rende il racconto ancora più interessante. Il romanzo distopico non è altro che un modo per farci riflettere sul nostro presente, denunciandone determinati comportamenti. Ecco, quindi, una lista di 7 romanzi distopici da leggere assolutamente. Buona lettura!
1984, di George Orwell (1949)
Le vicende si svolgono in un futuro prossimo (il 1984) dove il potere è concentrato in tre grandissimi superstati: Oceania, Eurasia ed Estasia. Al comando c'è l'invincibile Grande Fratello, in Oceania, del quale nessuno conosce le sembianze. Il Ministro della Verità, nel quale lavora Smith, ha il compito di censurare libri e stampa che si discostano dalla politica ufficiale, di manipolare la storia e ridurre le possibilità espressive. Nonostante sia tenuto sotto controllo da telecamere, Smith comincerà a ribellarsi.
Fahrenheit 451, di Ray Bradbury (1953)
In un futuro per nulla lontano, Bradbury ipotizza una realtà in cui non si leggono più libri, anzi, vengono bruciati perché in essi si impara la differenza, mentre è necessario che tutte le persone siano uguali. Si presta attenzione solo al piacere, al gingillarsi, al puro svago, all'allegria, alla distrazione. Tutto quello che è necessario è non pensare. Qualcuno, però, cerca ancora di mettere in salvo la letteratura e gli incendiari cominciano a chiedersi il perché.
Il mondo nuovo, di Aldous Huxley (1932)
Il libro è ambientato in un immaginario stato totalitario del futuro, dove è di prassi pianificare ogni aspetto dell'esistenza in nome del razionalismo produttivistico. Le persone che vivono in questo stato non patiscono in nessun modo la fame e non conoscono né la guerra, né la malattia, oltre ad aver la possibilità di usufruire di qualsiasi piacere materiale. In cambio di questo benessere, i cittadini devono rinunciare alle proprie emozioni, ai sentimenti e alla propria individualità.
La strada, di Cormac McCarthy (2006)
Un padre con il proprio figlio sono in cammino lungo una strada di una realtà distrutta da un'apocalisse nucleare, anni prima. Il mondo è, ora, divenuto freddo, oscuro, senza vita e abitato da disperati, e i due cercano di procedere verso sud per scampare all'inverno. Il padre racconterà al figlio la propria vita e cosa è successo con la sua nascita. Tutto quello che hanno è contenuto in un carrello che spingono verso una salvezza possibile.
Il racconto dell’ancella, di Margaret Atwood (1985)
Il romanzo della Atwood è tornato in auge ultimamente, grazie alla trasposizione in formato televisivo. La storia è ambientata nella teocrazia di Gilead, una volta Stati Uniti d'America, dove le donne ancora fertili sono delle ancelle che hanno come unico compito quello di mettere al mondo i figli della classe dirigente, le cui moglie sono ormai sterili.
La ragazza meccanica, di Paolo Bacigalupi (2009)
Anno zero del crack energetico. Il mondo è minacciato dagli oceani, il petrolio si è esaurito e gli effetti collaterali dell'ingegneria genetica si espandono ovunque. Anderson Lake è l'uomo più importante della multinazionale AgriGen Calorie in Thailandia e passa al setaccio i mercati di Bangkok per trovare cibi ritenuti estinti. Si imbatterà in Emiko, una strana creatura.
Sottomissione, di Michel Houellebecq (2015)
Questo romanzo è incentrato sulla difficile figura del protagonista alter ego dell?autore, un intellettuale allo sbando, studioso del poeta decadentista Joris-Karl Huysmans. La storia, sotto forma di satira politica, immagina un futuro in cui un partito musulmano tradizionalista e patriarcale vince le elezioni francesi del 2022 con l'appoggio del Partito Socialista Francese, e dove la cultura è sottomessa alla religione.