I "Promessi sposi": Don Ferrante e Donna Prassede

tramite: O2O
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Introduzione

I promessi sposi è una delle opere maggiormente studiate a scuola. Il romanzo storico del celebre scrittore Alessandro Manzoni è infatti un'opera dal valore linguistico eccezionale, in cui la realtà è intrecciata indistricabilmente con la finzione. L'analisi di questo romanzo è condotta per buona parte tramite l'analisi dei personaggi e delle loro peculiarità. In questa guida ci occuperemo dell'analisi di Don Ferrante e Donna Prassede.

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Occorrente

  • I Promessi Sposi
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La falsa saggezza di Don Ferrante

La sottile ironia dell'autore mira a evidenziare le caratteristiche di scarsa intelligenza critica di don Ferrante, la sua inutile dottrina di cui invece fa largo uso, ostentandola, e la sua serietà nell'esporre anche corbellerie, tutti elementi che rendono questo personaggio un modello di "falsa saggezza", apertamente non stimato da Manzoni.

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L'apparente risolutezza di Donna Prassede

Per la consorte donna Prassede l'autore riserva una maggiore "apparente risolutezza", a scapito di un bigottismo messo al servizio di azioni meschine e ambiguamente caritatevoli. Arguta e minuziosamente sagace la proposta manzoniana nel descrivere i suoi personaggi: una psicologia studiata e offerta attraverso la dettagliata descrizione delle figure letterarie scelte, personalità sempre attuali.

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Uno sguardo al contesto

Le vicende, ambientate nel territorio lombardo durante la dominazione spagnola, narrano di due giovani adulti, Renzo e Lucia, pronti a contrarre matrimonio, conto il volere di un ricco uomo del luogo, don Rodrigo, a causa di una scommessa sul "possesso di Lucia" che questo prepotente avanza con il cugino Attilio. La storia è complicata dalle minacce al curato del paese, don Abbondio, da parte dei bravi di don Rodrigo affinché questo matrimonio non venga celebrato. Tutto il romanzo ruota attorno a questo episodio centrale, ma è intriso di aneddoti e racconti paralleli che gettano uno sguardo realistico su personaggi storici ed eventi, come la grande peste tra il 1629 e il 1631.

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Don Ferrante e Donna Prassede come simbolo di ottusa cultura

Tra tutti i personaggi in questo contributo ci soffermeremo sulle figure dei coniugi don Ferrante e donna Prassede, su ruoli e simboli che evocano nel romanzo. Il primo, aiutante della protagonista Lucia, rappresenta l'ottusa cultura accademica, erudita ma vuota; la seconda, nobildonna milanese, anch'essa aiutante di Lucia, simboleggia il bigottismo dilagante. L'erudito compiacente che spende il suo tempo studiando tutto il giorno e la benefattrice bigotta, ma autoritaria rendono questa coppia unica: tale connubio di caratteristiche psicologiche che si compensano e completano rendono questa unione alquanto singolare.

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