Il linguaggio musicale: gli intervalli

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Introduzione

Un mondo senza musica sarebbe triste e vuoto, così come lo sarebbe se non ci fosse l'arte e la sua bellezza. Infatti, la musica è essenzialmente arte. È un'arte che crea suoni che allietano la nostra vita. La musica, inoltre, serve a tantissime cose: evoca ricordi, rilassa, fa da sottofondo in momenti particolari, insomma è una costante della vita di quasi ogni essere umano. Essa è un organizzazione di suoni e strumenti, ritmi e parole, melodie e talvolta anche rumori, tutto sincronizzato per dare sensazioni e suscitare emozioni. La musica è quel linguaggio universale che va ad unire qualsiasi popolo e permette di comunicare tra loro, anche se parlano lingue diverse. Tutto ciò ci consente di comprendere l'estrema importanza della musica nella vita quotidiana di ognuno di noi. Ma, come tutti i linguaggi, anche la musica ha le sue regole. Quindi per capire questo lingua musicale bisogna sapere quali sono gli intervalli. Gli intervalli in musica sono dati dall'ampiezza di un suono dall'altro, o meglio la distanza che passa da un suono all'altro. Vediamo quali sono:.

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L'intervallo

Servono alcune nozioni di musica per poterla capire, l'intervallo di ottava ad esempio è quando l'intervallo tra due suoni è uno il doppio dell'altro. Praticamente è il rapporto delle loro frequenze espresso con la differenza dei due suoni. L'intervallo semplice invece è quando rientra nell'estensione di un ottava, mentre diventa composto quando va oltre i limiti, l'intervallo piccolo invece è utilizzato di più nella musica occidentale. C'è da sapere che dall'intervallo di tono e semitono derivano tutti gli intervalli, infatti anche quello armonico, è considerato ascendente quando i suoi che lo formano sono contemporanei. Quello melodico invece è quando i suoni sono in successione ed anche questo può essere ascendente, ma allo stesso tempo anche discendente, è tutto una questione di quale nota viene scritta per prima.

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Nella scala diatonica

Nella scala diatonica, con riferimento all'ottava, gli intervalli sono dalla seconda alla settima e si differenziano per cinque categorie: minori, maggiori, diminuiti, aumentati e giusti. Quelli superiori poi si riconoscono continuando a contare in progressioni, mentre quelli di quarta e quinta sono detti giusti. Il primo è usato per raddoppiare i suoni degli strumenti e della voce che per la sua efficacia espressiva. L'intervallo di quarta giusta si forma con 1 semitono e 2 toni mentre quello di quinta si differenzia con un tono in più, quindi 3.

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Gli intervalli maggior e minori

Gli intervalli maggiori e minori hanno 2 toni, ma quello, minore ha anche un semitono, la terza maggiore o minore definisce il modo dalla tonalità. L'intervallo di sesta maggiore ha 1 tono mentre la seconda ha un semitono, quello di settima maggiore addirittura ha 5 toni ed un semitono. Il tritono ha un intervallo particolare perché con 3 toni esatti un'aspra sonorità, adatti nel periodo dell'ottocento. Quindi a riassumere, l'intervallo è la distanza tra due note, essa è acustica e separa i suoni, riuscendo a dare così una chiarezza maggiore.

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