L'arte di Igbo-Ukwu

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Introduzione

L'arte di Igbo-Ukwu è una fase dell'arte nigeriana compresa nel periodo che va dal IX all'XI secolo d. C. Essa deve il suo nome al villaggio di Igbo-Ukwu nello stato di Anambra, a sud del Sahara, nella Nigeria sud-orientale, dove nel 1938, in modo del tutto casuale, avvenne il ritrovamento di antiche opere d'arte in bronzo da parte di Isaiah Anozie. Questa antica arte oggi è molto seguita e considerata, infatti è diventata famosa in tutto il mondo per la sua precisione e unicità.

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Origini dell'arte Igbo-Ukwu

Gli artisti di Igbo-Ukwu furono i primi abitanti dell’Africa sub-sahariana a creare, in epoca precedente ogni contatto con le altre etnie confinanti (europei, asiatici, arabi), opere in lega di rame realizzate con il procedimento della fusione a cera persa. Nell'uso di questa tecnica il popolo di Igbo-Ukwu ha rivelato una padronanza sorprendente, nonostante i mezzi rudimentali a sua disposizione.
L'arte della cultura Igbo è conosciuta per vari tipi di maschere e abiti che simboleggiano animali, persone o concetti astratti, ma anche per la fabbricazione di vasi, catene di rame, braccialetti e ornamenti vari. Inoltre, l'arte di Igbo-Ukwu sviluppò con molta cura le decorazioni funerarie e le perle vitree. L'originalità più evidente di questa arte fu il grande impegno profuso per le decorazioni superficiali, costituite da piccoli insetti o da sottili spirali, impegno che ha consentito la creazione di manufatti sontuosi, le cui superfici perfette sono rivestite da una tipo di decorazione non meno perfetta. La figura umana è rappresentata solo su due o tre dei reperti riportati alla luce, mentre la rappresentazione equestre è un tema iconografico ricorrente nella produzione plastica di Igdo-Ukwu infatti cavalcare era un segno di prestigio e di autorità, parte centrale del complesso cerimoniale ostentato, con cui la classe dominante affermava la propria posizione sociale.

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Le testimonianze degli anni 60

Dopo l'iniziale scoperta del villaggio di Igbo-Ukwu (in particolare Isaiah Anozie scoprì un deposito di attrezzi rituali), negli anni 60 del '900 vennero effettuate ricerche sistematiche sotto la direzione dell’archeologo Thurstan Shaw. Esse portarono alla scoperta di altri due siti: una camera sepolcrale e un ripostiglio di strumenti rituali dismessi. I tre siti rinvenuti vennero successivamente indicati con il nome dai proprietari dei terreni in cui sono avvenuti i ritrovamenti. Questi siti ancora oggi sono sotto tutela e rappresentano un vero e proprio legame con le popolazioni del passato e quindi gli antenati.

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Conclusioni finali

Sulla cultura di Igbo-Ukwu si sa ben poco, ma di certo doveva trattarsi di una società ricca, con una cultura raffinata e matura, i cui artisti conoscevano bene la difficoltà di usare il rame allo stato puro e quindi usavano il bronzo, metallo con cui riuscirono a sviluppare la capacità di creare opere complesse ottenute talvolta con fusioni successive. Quindi la cultura del passato non ha fatto altro che costruire le fondamenta per la crescita futura.

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Consigli

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  • Su internet è possibile trovare numerosi documenti che raccontano i dettagli su questa arte
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