L'arte Longobarda

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Introduzione

La bellezza delle opere d'arte italiane affascina ogni anno milioni di visitatori, ma per comprendere pienamente il suo valore occorre anche conoscere la sua storia; molto spesso, infatti, sono gli stessi Italiani ad ignorare le origini dei capolavori delle loro città. L'Italia fin dai tempi più remoti è stata terra di passaggio di numerosi popoli che hanno lasciato traccia della loro cultura soprattutto attraverso la costruzione di edifici. Uno dei popoli che ha abitato la nostra penisola per secoli è quello dei Longobardi, stirpe germanica che nel 568, sotto la guida di Alboino raggiunse la nostra terra. L'arte Longobarda sopravvive ancora nelle nostre città.

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Città con architetture e sculture longobarde

Cividale del Friuli, in provincia di Udine è la città che ha le architetture e le sculture longobarde meglio conservate. Tra queste spicca l’Altare del duca Ratchis, eseguito tra il 734 e il 744 (quando il duca Ratchis ricoprì la carica di duca del Friuli). Fu Realizzato da un artista anonimo ed è formato da quattro lastre di pietra da Aurisina. Nel prospetto frontale si trova il bassorilievo della Majestas Domini, che raffigura Cristo che sale al cielo rinchiuso in una mandorla arborea, sollevata da quattro angeli.

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Il tempietto di Santa Maria in Valle

Sempre a Cividale, il Tempietto di Santa Maria in Valle risale all’ VIII secolo, ed è un edificio rettangolare coperto da tre volte a botte poggiate su colonne. L’ingresso si trovava nella parte ovest ed è qui che ci sono i resti meglio conservati. I mosaici che ricoprivano l’abside e gli affreschi sono andati quasi completamente perduti. Sono molto significative le decorazioni di stucco, che all'epoca era formato da calce, polvere di marmo e acqua, e veniva lavorato quando era solido e secco. La contro facciata ha un arco con foglie, grappoli d’uva, fiori e rose che ricordano lo stile bizantino (Cividale era bizantina prima dell’arrivo dei barbari). Le statue, molto ben conservate, hanno forma longilinea e i panneggi degli abiti gli danno un senso di movimento e leggerezza e accentuano la volumetria. Lo stile del Tempietto riprende modelli classici, ma si nota la scuola longobarda soprattutto nei fregi decorativi.

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Fregi decorativi

La scena è incorniciata da un motivo ornamentale e al centro c’è la figura di Cristo, che è più grande di tutte le altre a simbolo della maggiore importanza che riveste. La figura è affiancata da due angeli ed è inserita in una mandorla, che nell'iconografia medievale simboleggia la gloria divina. La mandorla è formata da quattro rami tenuti ai lati da altrettanti angeli, come a volerla portare in cielo, azione rappresentata simbolicamente dalle mani molto grandi. La composizione è schematica e abbozzata, tutti gli spazi vuoti sono stati riempiti da fiori e croci disposti in apparente casualità, come a riempire dei vuoti che fanno paura.

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