La pittura a tempera: strumenti e tecniche

tramite: O2O
Difficoltà: media
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Introduzione

La pittura a tempera è una delle forme artistiche più antiche: era infatti giá utilizzata da Egizi, Greci e Romani. Il nome deriva dal latino “temperare” ovvero mescolare. Per tempera si intende infatti quella tecnica che usa pigmenti in polvere mescolati ad un legante con acqua e collante (amido, cellulosa, uova, latte, resina, cera, colla di pesce etc..). Oltre ad essere economica ed immediata, la pittura a tempera è opaca, coprente, facile da correggere con delle semplici sovrapposizioni di colore. Questa guida vi illustrerà sinteticamente strumenti e tecniche della pittura a tempera.

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Occorrente

  • Colori a tempera (o pigmenti e leganti), pennelli, supporto, fissativi e vernici, tavolozza, spatola.
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Iniziamo la nostra trattazione con qualche cenno storico. Nel Medioevo la pittura a tempera conobbe una vasta applicazione, trattandosi di una tecnica che veniva impiegata non solo su tavola, ma anche nella miniatura per l'illustrazione di antichi manoscritti solitamenti costituiti da fogli di pergamena o pellame. Con l'avvento della pittura ad olio, introdotta dai fiamminghi nel Quattrocento, la tempera fu usata meno di frequente. Bocklin, Moreau e Klimt, sul finire dell'Ottocento, le diedero nuovo impulso con dipinti che ancora oggi sorprendono per la brillantezza cromatica. Nel Novecento la popolarità della pittura a tempera è proseguita ad opera soprattutto di artisti statunitensi come Shahn.

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Passiamo ora al lato pratico e vediamo su quali supporti è possibile dipingere a tempera. Il Novecento ci ha abituati all'arte cosiddetta "polimaterica", che non tiene conto dei materiali utilizzati ma del messaggio che intende veicolare. Ovviamente nulla ci vieta di dipingere a tempera su supporti di qualsivoglia tipo, ma al fine di ottenere dei risultati duraturi ed esteticamente piacevoli, i materiali tradizionalmente piú adeguati sono la tavola o la tela. Per quanto riguarda la prima, il pannello dev’essere di un legno il più possibile compatto e privo di nodi. I procedimenti cui sottoporlo per predisporlo allo strato di pittura sono: levigatura con carta vetrata per eliminare eventuali tracce di resine e gomme; spianatura ed imprimitura, due operazioni necessarie a preparare il fondo della tavola, onde prevenire che l’umiditá possa deformarla. La tela puó essere in lino, cotone, canapa e perfino juta, di differente trama (in gergo tecnico “grama”) ed anch’essa, dopo essere stata sottoposta ad imprimitura, va stesa sul telaio e fatta asciugare. Ad ogni modo non vi spaventate: in commercio se ne trovano di giá pronte all’uso. Inoltre attualmente si utilizzano anche carta e cartone, supporti che non necessitano di alcuna preparazione previa.

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Vediamo ora i colori: oggi i colori a tempera si trovano in vendita in tubetti o vasetti già pronti per l'uso, ma un tempo occorreva aquistare i pigmenti in polvere ed impastarli con collanti appositi. Rispetto a quelli ad olio asciugano velocemente e durano molto di piú. Occorre peró tenere presente che subiscono un notevole cambiamento di tonalitá dal momento in cui vengono stesi a quello in cui sono asciutti. Poiché si asciuga molto rapidamente, la tempera andrebbe stesa inizialmente in strati sottili lasciando il colore piuttosto acquoso. Lo stile della pennellata è molto personale: dai tratteggi, alle punteggiature, alle pennellate, ció che accomuna i differenti metodi è che in ogni caso si lavora applicando sovrapposizioni successive di colore. La tecnica di esecuzione consiste solitamente nell’eseguire un abbozzo dell’opera con pennellate sottili e colori quasi trasparenti; quindi si determinano i dettagli procedendo colore per colore e lavorando strato su strato. Una seconda maniera prevede l'uso del colore per graduato accostamento piuttosto che per stratificazione.

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Fra gli strumenti indispensabili ci sono i pennelli, che possono essere rotondi o piatti, a setole lunghe o corte, di setola sintetica o di martora, di pelo di bue o di setola di maiale. Le misure variano dal numero 0 al numero 12, vale a dire dal più piccolo (adatto per lavori di precisione) al più grande, utilizzato per dare campiture più o meno vaste di colore. In linea di massima per stendere il colore di fondo si usano pennelli piatti a setola dura, mentre per definire i particolari o creare degli effetti si utilizzano pennelli tondi a setola medio dura o morbida. Inoltre fra gli utensili del mestiere non possono mancare: una tavolozza, utile a disporre e stendere i colori e a mischiarli tra di loro (solitamente si mette una punta di colore col tubetto stesso, partendo dai colori chiari fino a quelli scuri, diluendoli man mano con poca acqua); contenitori per l’acqua per diluire i colori; una spatola, atta ad asportare il colore ancora fresco e a modellarlo; vernici di finitura (in sostanza un fissativo a rapida essiccazione, incolore e non ingiallente, che serve a proteggere i colori e a renderli resistenti all'umidità, sotto forma di vernice per tempera, incolore, lucida od opaca oppure di spray protettivo); degli strofinacci per pulire mano a mano pennelli e spatola. Tanto i pennelli e la spatola come la tavolozza vanno lavati accuratamente con acqua e sapone dopo ciascun uso.

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