La pittura nell'arte romana

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Introduzione

L'arte della pittura ha da sempre affascinato l'uomo e le popolazioni, ed è stata tra le prime forme di comunicazione che siano state inventate. Nel corso dei secoli, le popolazioni hanno sfornato artisti da tutto il mondo che, grazie alle influenze e al genio artistico, hanno creato quadri e pitture rimaste nella memoria e nel cuore delle persone. Una delle più belle testimonianze dell'arte rimane la pittura romana. In questa guida vedremo di approfondire ancora di più qualcosa riguardo all'arte romana.

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Le figure compendarie

Secondo gli schemi fissi, nacquero dalla pittura a memoria le figure "compendarie", cioè tracciate con tocco rapido a macchie di pochi colori distinte in zone di ombra e luce ricomposte dall'osservatore mentalmente. Fino ai primi decenni del I secolo, i caratteri stilistici delle decorazioni parietali vengono analizzati attraverso le opere pervenuteci dagli scavi di Pompei, Ercolano e Stabia. La conservazione delle decorazioni, degli oggetti d'arte, artigianali e di uso quotidiano fu favorita dall'eruzione che nel 79 d. C. Distrusse le città campane. Queste opere esprimono un vivo naturalismo sottolineando la tendenza ellenistica che raffigurava lo spazio tridimensionale mediante l'uso del chiaroscuro e della prospettiva.

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Lo stile a incrostazione

Nel Primo stile (200 a. C. - 90 a. C.), Vitruvio scrive che "gli antichi che avviarono la moda della decorazione parietale all'inizio imitarono i diversi tipi ed il collocamento dei rivestimenti in marmo ed in seguito le diverse disposizioni di cornici e blocchi". Dunque questo stile detto "a incrostazione", decorava le pareti in modo da fingere il marmo o altri materiali. Nel Secondo stile (90 a. C. - 20 a. C.) i pittori riproducevano nel corso del I secolo a. C. Lo spazio tramite princìpi di illusionismo prospettico e le pitture erano ispirate all'imitazione dei rilievi architettonici. Invece a partire dalla seconda metà del secolo, la fantasia prese il sopravvento e le pareti con aspetto scenografico si aprivano all'esterno in impossibili "padiglioni" e "nicchie".

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Il terzo e il quarto stile

Nel Terzo stile (20 a. C.-50 d. C.) la ridondanza cui era pervenuto il secondo stile nella sua ultima fase con l' età augustea, lasciò il posto ad una pittura più equilibrata e serena. Si aprivano al centro della parete ampi spazi in cui pitture di paesaggio si alternano a temi mitologici. Nel Quarto stile (50 d. C. - 79 d. C.), in forma più sontuosa e teatrale, vennero riproposte le scenografie architettoniche del secondo stile. Comparvero piccole figure, stucchi e finti tendaggi, in un cromatismo acceso ricco di contrasti.

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