La scuola di Mileto

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Introduzione

La scuola filosofica di Mileto nacque nel VI secolo a. C. Nell'omonima città. All'epoca, Mileto era una ricca e fiorente colonia greca della Ionia d'Asia, situata più precisamente in una regione che corrisponde all'odierna Turchia. La vita culturale era vivace e ricca di fermenti. Rappresentava il simbolo di un progresso che solo più tardi avrebbe raggiunto altre regioni della Grecia. Fu qui che vissero e operarono Talete, Anassimandro e Anassimene. Tutti e tre diressero la scuola di Mileto in successione cronologica, imprimendo un nuovo corso alla neonata filosofia. Secondo Aristotele, il primo vero filosofo, o fisiologo, risulta infatti Talete. Forse senza di lui non avremmo avuto i grandi pensatori posteriori come Socrate, chissà. Quel che è certo è che la scuola di Mileto costituisce una pietra miliare nella storia del pensiero. Vediamo di approfondirne le ragioni.

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L'innovazione della scuola di Mileto

La caratteristica basilare della scuola di Mileto è l'osservazione della natura o physis. Per questo i suoi appartenenti si chiamavano fisiologi o filosofi. Talete, Anassimandro, Anassimene e i loro seguaci ritenevano di poter comprendere l'essenza della physis e l'arché (la causa prima di tutto) esaminando la parte visibile dei fenomeni naturali (delon). La scuola milesica quindi accantona gli dei dell'Olimpo a favore del cosiddetto materialismo ilozoistico. Secondo tale principio la materia è perpetua e contiene il principio e la fine di tutto. Ogni cosa che vediamo non "termina" ma si rigenera e trasforma rimanendo materia. Il concetto di materia però è diverso da quello moderno. Secondo la scuola di Mileto infatti essa contiene sempre un soffio divino, quindi risulta viva. Se in molte forme non appare tale, è perché non sempre manifesta la sua vitalità.

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Talete

Non per nulla, Talete, il capostipite della scuola di Mileto, fu astronomo oltre che filosofo. Non solo: pare che fosse anche un abile commerciante, in grado di sfruttare il proprio spirito di osservazione per fini pratici. A tal proposito si narra che un anno previde, grazie all'osservazione della natura, un eccezionale raccolto di olive. Decise quindi di prendere in affitto tutti i frantoi della zona. Il suo scopo era di affittarli a sua volta, a prezzi più alti, agli olivicoltori. Nei panni del filosofo, quest'uomo poliedrico arrivò alla conclusione che il principio originario di tutto è l'acqua. L'acqua, la più nobile e antica fra le cose, origina ogni forma del mondo e ad essa tutto ritorna tramite un perpetuo processo di corruzione. All'origine delle sue riflessioni, ci fu l'osservazione che il nutrimento di ogni cosa è umido, e umido è tutto quello che appare vivo e che genera vita, come i semi. Secondo Talete anche la Terra poggia sull'acqua.

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Anassimandro

Secondo il successore di Talete alla scuola di Mileto, Anassimandro, la Terra si trova invece sospesa nel cielo, equidistante da ogni altra cosa. Ha la forma di una larga colonna, con proporzioni fra altezza e larghezza di 1:3. Gli uomini ne occupano la parte superiore. Essi derivano da organismi primigeni simili a pesci e coperti da un involucro di scaglie. All'origine del mondo c'è un Infinito primigenio, indistinto. Dal suo movimento vorticoso scaturiscono caldo e freddo, a loro volta "genitori" dei quattro elementi: aria, acqua, terra e fuoco. L'ordine cosmico si basa su un equilibrio fra gli elementi che, ogni volta che si rompe, restituisce la materia all'Infinito primigenio. Questo avviene continuamente e da origine a un ciclo perpetuo e necessario. Per questo prima o poi anche il mondo finirà.

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Anassimene

L'ultimo rappresentante della scuola di Mileto, Anassimene, riteneva che il principio originario è l'aria. L'aria, a differenza dell'acqua di Talete, è ovunque e si diffonde senza bisogno di supporti a reggerla e contenerla, a differenza dell'acqua. La Terra sta sospesa nell'aria e ha una forma piatta che contiene la forza dirompente dell'aria, alla stregua di un coperchio. L'uomo percepisce l'aria tramite sue "disomogeneità" che originano dal suo movimento. Queste sono rarefazioni e condensazioni. Alle prime Anassimene associa il il caldo e il fuoco, alle seconde il freddo. Le forme del mondo derivano da movimenti dell'aria, che diventa pietra, acqua e ogni altra cosa. Nulla è perpetuo nella propria forma, perché sul mondo regna una ciclicità infinita e necessaria. Non si tratta però di vita che ritorna a uno stato indistinto e inanimato: l'universo respira aria ed è vivo. Ed è su questa concezione panteista che termina la storia della scuola di Mileto. La sua eredità invece, si trova nelle successive scuole di pensiero greche.

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