Le caratteristiche principali dell'impressionismo

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Introduzione

Quando si sente parlare di Impressionismo si sta facendo riferimento ad una corrente artistica nata in Francia, a Parigi, nella seconda metà dell'Ottocento, precisamente tra il 1860 e il 1870. È un movimento che ha avuto origine grazie ad un gruppo di artisti che si riunirono con l'intento di mutare il modo di dipingere; un movimento né organizzato né preordinato, e si costituisce per aggregazione spontanea e volontaria, senza manifesti o teorie. L'impressionismo non ha basi culturali fondate, in quanto gli artisti che vi aderivano provenivano da esperienze artistiche e sociali diverse tra loro. In questa lista troverete le caratteristiche principali dell'impressionismo.

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Eversività

La pittura fu la vera e propria origine dell'impressionismo e venne considerata eccessivamente moderna e per lo più eversiva. Questo perché le caratteristiche principali della pittura impressionista erano i contrasti di luce e ombre, l'utilizzo di colori forti e vividi che rappresentavano nella gran parte dei casi lo stato d'animo: i colori chiari indicavano l'allegria, quelli scuri la tristezza. Altre simbologie della pittura impressionista sono l'abolizione del disegno e delle linee che contornano gli oggetti, l'assenza di prospettiva geometrica, le pennellate non sono fluide, ma realizzate con tocchi, escludendo l'utilizzo dei colori bianco e nero. Lavoravano en plain air, all'aria aperta, per cogliere l'attimo fuggente. Questo portò alla scelta di un altro formato di tela, più facile da trasportare, insieme al cavalletto appena inventato. Tra i tanti artisti impressionisti, il più importante fu Monet.

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Vivacità

Non tutti sanno che l'impressionismo non era diffuso solo per la pittura, ma anche in altri campi, quali la scultura e molti altri. Furono fortemente cambiate le forme e i motivi, dando origine a sculture vive e sensibili. I massimi esponenti della scultura impressionista furono Merardo Rosso, Rodin e Bourdelle e Degas e Renoir.

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Evanescenza

La musica fu un altro campo a subire l'influenza dell'impressionismo, con l'abbandono delle tradizionali sinfonie e sonate. Come i pittori che dipingono all'aria aperta, i musicisti comunicano all'ascoltatore le loro impressioni evanescenti, irreali e oniriche. Tra i vari musicisti impressionisti ricordiamo Erik Satie, Paul Dukas, Frederick Delius, Maurice Ravel e Claude Debussy.

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Vicinanza con il Naturalismo

L'impressionismo letterario ha molti punti in comune con la letteratura del Naturalismo. Indicava l'incontro tra due modi di sentire e vedere la realtà, criticando la tradizione. Octave Mirbeau, amico di Monet è considerato un romanziere e critico d'arte impressionista. Il massimo esponente della letteratura naturalista fu Emile Zola, il quale, però, sostenne gli scritti impressionisti, perché affermava che il vero compito dell'artista era quello di riprodurre la vita.

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Ricerca del bello

L'estetica del cinema venne, anch'essa, condizionata dal movimento impressionista, soprattutto con il regista Renoir, figlio del pittore. Gli impressionisti volevano creare esperienze emotive per lo spettatore, suscitando in loro delle emozioni "transitorie". I loro film dovevano mostrare il "bello" di ogni immagine e investigare sull'animo dello spettatore.

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