Le cattedrali della Puglia

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Introduzione

Nei secoli del medioevo la geografia artistica della Puglia coincide con la rete delle cattedrali, centri di spiritualità e baluardo di realtà urbane vive e operose. Cattedrali ma anche grandi chiese monastiche o basiliche santuario, realtà nelle quali l'imponenza e la perfezione delle forma riflettono una forte presenza sul territorio o nella città. La storia di questi edifici prevalentemente ma non esclusivamente medievali, non nasce improvvisamente. Se la grande stazione delle cattedrali coincide con la fioritura del romantico pugliese, le sue radici affondano quasi sempre nelle chiese sotterranee rivelate dall’archeologia: è solo l inizio di una lunga storia che andando ben oltre il medioevo, giunge fino a noi inalterata nel suo fascino ed arricchita dal contributo delle epoche successive. Osserviamo insieme le caratteristiche di alcune delle numerose cattedrali della Puglia.

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La cattedrale di Foggia

Dedicata alla vergine dei sette veli, deve la sua notorietà al ritrovamento della tavola miracolosa con l ‘immagine della vergine avvolta in drappi.
Ricoperta poi da una teca in argento, divenne il fulcro degli elementi decorativi della cattedrale per il matrimonio fra Francesco di Borbone e Maria d’Austria.
Tutto ebbe inizio con la comparsa sulla scena della venerata tavola dipinto a carattere sacro ma anche oggetto misterioso.
Maestranze fedeli ciane lavorarono nel cantiere, completandone il corpo orientale, organizzato su due livelli e suggellando la facciata con un singolar cornicione a mensole scandito da dentelli, astragali, fusarole e lacunari.
Un notevole pezzo è il campanile settecentesco costruito nella seconda metà del settecento sulla porta minore di accesso.

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La cattedrale di Bovino

Ha occupato un posto importante nella storia pugliese fra tardo antico e medioevo in continuità con il glorioso passato di età romana e grazie alla posizione topograficamente strategica.
Attraverso il valico passava la strada per Benevento.
La grandiosa mole a tre piani del palazzo ducale contiene ancora la cappella in cui sono conservati per motivi di sicurezza alcuni quadri della cattedrale di s. Sebastiano.
Nella cappella si s Marco, un complesso edilizio inglobato, si può ammirare un busto di s. Marco con tronco in legno e reliquia sul petto mentre la testa e le mani sono in argento, insieme al pastorale.
La decorazione della facciata testimonia evidenti affinità con soluzioni adottate un po’ ovunque in puglia, in cui la plastica figurativa mostra una rinnovata autonomia nei confronti dei volumi e delle superfici.

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La cattedrale di Lucera

Una delle poche cattedrali in Puglia che conserva ancora cicli di affreschi.
Sono i cicli presenti nelle absidi laterali divenute cappelle delle nobili famiglia; la cattedrale è nota universalmente come cattolica, risorta sulle ceneri della città saracena di Federico II.
Elevata a basilica grazie al papa Gregorio XVI, un vero monumento alla vergine e alla vittoria cristiana sugli infedeli.
Sull’altare Galluccio si ammira il Cristo.
La decorazione della cappella rientra a pieno in uno dei temi più esaltati dalla controriforma, ma martirologia.
Da sinistra verso destra i soggetti sono sovrapposti verticalmente mentre su ogni sezione di parete vi sono i santi descritti minuziosamente nel momento del martirio.

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La cattedrale di Barletta

Spazio della vita religiosa per eccellenza e cardine urbanistico della città di Barletta è l’area della cattedrale; anche se col passare dei secoli nuovi spazi si sono andati definendo spesso quasi tutti gli edifici religiosi.
Già ad uno sguardo sommario l’edificio attuale non si profila certo come un insieme organico e unitario.
Due parti nettamente distinte, quella anteriore romanica e quella posteriore gotica, mostrano i segni di una vicenda costruttiva lunga e discontinua.
La decorazione scultorea, eseguita in tempi differenti, venne ideata ricca e sontuosa: capitelli popolati da figura di animali all’ interno dell’edificio, una serie di mensole figurate all’ esterno, tre portali per il prospetto, di cui sopravvivono oggi i due laterali.
In quello sinistra figure fantastiche con draghi protagonisti nelle scene di lotta incessanti.
Il sottosuolo della cattedrale presenta una stratificazione per molti versi affine a quella documentata; l’ultima fase è di utilizzo è ancora una volta attestata dal sepolcreto che invase l’area corrispondente alla navata centrale.
La chiesa a pianta basilicare è a tre navate divise da due file di colonne o pilastri di cui restano i plinti.
Il mosaico è delimitato tutt’intorno da una cornice a coppia di sinusoidi allacciate, che determinano una fila di cerchi che iscrivono una linea ondulata.
Il congiungimento della cattedrale gotica a quella romanica avviene nella prima metà del XVI secolo ma l’assetto definitivo dello spazio interno è ottenuto nel XVII.

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La cattedrale di Trani

Anche Trani nel medioevo ebbe l’impulso decisivo al rinnovo, a seguito di un evento provvidenziale:
un pellegrino giovinetto di nome Nicola morì nel 1094 in seguito a turbamento e scompiglio, sofferenza.
L’evento viene tramandato come segno del divino che nella sua infinita bontà e preveggenza aveva deliberato di ‘’arricchire la città di n così prezioso cadavere’’.
Per questo edificio venne scelto il luogo in cui sorgeva la chiesa di s. Maria della Scala.
I lavori cominciarono dalla cripta trasversale nel 1097 per deporre le spoglie del santo.
La preziosa porta di bronzo è attualmente sistemata nella navatella sinistra.
L’immagine attuale della cattedrale è frutto di continue trasformazioni.
Gli interventi più comuni sono aggiunta di cappelle o altari.

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